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a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-13 by
LDVRoma
Ultimo aggiornamento
23 maggio 2013
e
23 maggio 2013
Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL
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Commenti dei lettori agli articoli
Commenti ricevuti alla data 113
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Una opportunità per gli artisti poco noti di farsi conoscere.
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Very beautiful and inspiring. I had forgotten how capturing Wordsworth’s poetry is. As a Canadian living in Toronto, the Lake District of Canada, I am reminded of the marvelous beauty which surrounds us everywhere. I am also grateful to my wonderful friend, Giovanna D’Arbitrio, for taking me back through the meadows and waters of this unique awesome planet. I can also reach again, for a few indescribable moments, to that divine spark, and feel the wonder of it all. Thank you. Vittoria Colonnese Benni (Toronto University)
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Grazie per questo articolo veramente buono!
Todà!
Pietro N Dellova
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Commento del: 5 febbraio 2013
Gentile sig.ra Carletti,
La ringrazio del suo commento. Certo, le possibilità mediatiche a disposizione del signor B. sono spaventose, e si vede in questi giorni come riesce per l’ennesima volta a lavare i cervelli della gente con la memoria corta; ma anche un Mussolini, ai tempi suoi, era ben cosciente del potere dei mezzi di informazione dell’epoca. Era un periodo in cui il cinema diventava sempre più importante e attirava le masse. La propaganda attraverso questo mezzo si è molto sviluppato nel ventennio; si veda la storia dell’istituto Luce, ma anche la manipolazione dei media classici, i quotidiani: deporre un Luigi Albertini dal Corriere della Sera e dargli una vasta tenuta agricola in compensazione, se solo non pubblica più cose critiche al regime, mi sembra un metodo che anche il signor B. potrebbe ben utilizzare, e mi pare che ne ha già dato prova nel passato. È lo stato di spirito che li unisce, seppur attraverso un arco di tempo di ottant’anni. C.Blasberg
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Commento del: 2 febbraio 2013
Gent.mo Professore, sono d’accordo pienamente con lei!!!
Unica piccolissima differenza che, dati i tempi, Mussolini non poteva disporre di un impero mediatico ove poter o voler fare teatrino, cabaret e raccontare barzellette...
Povera Italia!!
Mi auguro che gli Italiani si sveglino da un torpore durato 20 anni (cosa che ultimamente sembra difficile a Berlusconi) e che giudichino obiettivamente fatti e misfatti.
S.Carletti
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Mi congratulo per la completezza e l’eleganza dell’articolo su Isabella Morra.
Antonia Chimenti
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Gentile Artista Melita Gianandrea,
E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .
L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.
La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,
Ing. Matilde Orsini - "Regina"
Presidente NautArtis
Associazione Culturale Gubbio
Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.
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Sono perfettamente d’accordo con le critiche espresse nell’articolo.
Per una trattazione più complessa vorrei segnalare l’articolo di Scalfari sullo stesso tono di Repubblica di domenica 6 gennaio scoeso
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Sono pienamente d’accordo e ora che ne hanno la possibilità lo stanno dimostrando, basta vedere che a scuola in media sono più brave e il 70% dei nuovi laureati è DONNA, soprattutto nel settore della medicina e della giurisprudenza, ed ora anche nel campo dell’Ingegneria iniziano a prendere potere (una donna è candidata alla presenza dell’Ordine degli Ingegneri di Roma)
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Ogni commento sarebbe superfluo!
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Commento del: 3 dicembre 2012, da kiko
Informazioni Davvero interessante, ho trovato un sito di grande valore.
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Ho letto l’articolo di Michele Penza, che non conosco, ma conoscevo il protagonista del suo racconto. Era mio padre, Francesco (Ciccio) Sartori. Ora so cosa è la felicità. Sapere che qualcuno ricorda il mio povero papà, così presto scomparso, e che un suo racconto aneddotico sia punto di partenza per disquisizioni etico-filosofiche, beh mi rende felice. Un caro saluto all’Autore. Albino Sartori
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Commento del: 5 agosto 2012, da annalisa
Sono stata collega di Adriana per alcuni anni, è stata insegnante di mia figlia Silvia, ho condiviso con lei alcune piccole cose e progetti di lavoro.Non una vera amicizia ma stima reciproca e rispetto da parte mia per la sua onestà intellettuale, per la coerenza che dimostrava nel lavoro e dell’impegno costante e proficuo.
Non ho fatto in tempo a rispondere ad una sua ultima mail nella quale mi diceva che era appena tornata dal quarto ricovero in ospedale.....
Non ho risposto, non sapevo come confortarla, non ce l’ho fatta.
Le rispondo ora, qui:
"Cara Adriana, difficile pensarti al buio solitaria, silenziosa, difficile tornare a via Bagnera e non sentire più la tua voce che chiede aiuto e nello stesso tempo aiuta gli altri.
Il mio conforto è ricordare la tua immagine mentre scendi le scale e
mi dici :" che bella che è tua figlia". Ti sarò sempre grata delle tue frequenti parole dii supporto quando ero stanca e di ammirazione. Per quelle tue parole sincere e per il tuo essere così determinato e fragile, per tutto il bene che hai fatto ai ragazzi in difficoltà, spero, ovunque tu sia, che possa continuare a sorridere ancora in quel modo, in semplicità e bellezza.
Ti abbraccio forte.
Annalisa"
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Salve sono in possesso di varie stampe della fine ottocento tra cui la copertina del 1895 se volete vi invio la scannerizzazione e vendo a collezionisti grazie
Salvatore gagliano e mail salvatoregagliano1970@gmail.com
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Dear Chistelle, I appreciate your comment, but the sobjects of the articles are choosed by the autors. Unfortunately Arturo Capasso is not longer in our world.
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Dear Martin, I tested this article on many browsers and I found all the pictures at the right place always. Google Crome, Mozilla Firefox, Internet Explorer, Android etc. all are working perfectly. So please lets some expertise to control your PC. Regards.
L.De Vita (the Editor)
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Super intéressant votre blog, par contre je ne comprend pas pourquoi vous n’allez pas plus loin ?
Je pense qu’il y a encore plus de choses à dire sur ce sujet. En tout les cas vous avez un très jolie blog.
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Commento del: 19 luglio 2012, da Martin
Votre article est beau, par contre il y a un bug, je n’arrive pas voir les images ? Peut être c’est mon navigateur qui ne fonctione pas bien ? (J’utilise Google Chrome)
En tout les cas je reviendrai vous lire :)
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Commento del: 17 luglio 2012, da Amandine
Bonjour, j’ai beaucoup aimé votre blog, m’autorisez vous de follow votre article sur twitter ?
Je m’inscris de ce pas à votre flux RSS
Bisous
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SOLTANTO CALCIO? - Pieni di speranza per la vittoria sulla Germania, ci siamo preparati con cura per seguire insieme a parenti ed amici la partita Italia-Spagna rinunciando ad altri interessanti impegni. Abbiamo ascoltato con emozione l’inno nazionale che sembra scuotere corde profonde in tutti coloro che, come noi, si sentono davvero “Italiani”, uniti da lingua, cultura, usanze e tradizioni, abitanti della stessa bellissima terra, la nostra ITALIA. Fin dai primi minuti di gioco è apparso chiaro che qualcosa non funzionava ma, anche dopo aver incassato il primo goal, non volevamo credere che quei giocatori capaci di conquistare una brillante vittoria sulla Germania, fossero gli stessi, così privi di iniziativa, intuito, creatività, scoraggiati e stanchi, soprattutto così impreparati ad affrontare una squadra come la Spagna. Allora rabbia e delusione hanno fatto scatenare i commenti dei presenti e molti, sbigottiti, si son posti tante domande: ma è possibile che non avessero studiato le tattiche dell’avversario guardando dei filmati di precedenti partite? E l’allenatore perché ha sprecato tutte le “sostituzioni” subito? Perché giocatori meno stanchi e più validi sono rimasti in panchina? Le solite scelte sbagliate guidate da altri interessi che non hanno nulla a che vedere con lo sport “puro”? Con quale criterio si punta più su certi giocatori che su altri? Alla fine qualcuno ha esclamato: - E che diavolo, si poteva pure perdere, ma non in questo modo! -. Nessuno forse potrà rispondere a tutte le domande degli sportivi “veri” che amando tutti gli sport in genere, non solo il calcio, negli incontri internazionali sono particolarmente fieri dei risultati degli atleti italiani. In un periodo di crisi economica e politica, purtroppo, si attribuisce agli incontri di calcio un valore diverso: diventano una forma di “riscatto” dalle umiliazioni subite, rappresentano l’agognata possibilità di un cambiamento positivo, la speranza d’imporsi agli altri e di mostrare al mondo quanto valiamo. Ma è giusto affidare tutto ciò al calcio, soprattutto in questi tempi che richiedono nervi saldi e piedi concretamente ancorati a terra per risolvere tanti gravi problemi? E’ questo che dovremmo chiederci.
Giovanna D’Arbitrio
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Commento del: 5 luglio 2012
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bellissimo articolo, sicuramente le star di oggi non possono essere paragonate alle dive di un tempo... Marylin, rimane viva in tutti noi per la sua immensa sensualita’ che era capace di esprimere con una dolcezza fuori dal comune.
PS
non sono riuscito a vedere il video..forse un problema tecnico? peccato.
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chiedo scusa ai lettori per un refuso! stocker- stoker!
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E’ ovvio che le donne sono superiori a noi maschi, sia per le ragioni
mostrate nell’articolo che per molte altre ancora. E’ evidente che loro sono le
nostre magnifiche regine e noi i loro rozzi schiavi. E la presa di coscienza
della superiorità femminile da parte di donne e maschi dovrebbe tradursi
legalmente in maggiori diritti e privilegi per le donne e maggiori obblighi e
meno diritti per noi maschi. Dovremmo essere costretti a servirle ed educati a
sacrificarci per loro, sapendo che mille maschi non valgono una sola donna
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Commento del: 4 marzo 2012, da samy
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Cara Giovanna, è esattamente quanto volevo dire. Purtroppo un articolo non è un saggio, ma credo di aver espresso abbastanza chiaramente il mio pensiero. Solamente una visione dei problemi dall’alto, ampia e internazionale, quale la tua nel presente commento - e nei vari articoli - aiuta a non proporre soluzioni buone 30 anni fa, ma oggi inutili. berlusconi e monti - incomparabili per classe, responsabilità e professionalità - sono due liberisti. ed il problema dell’Italia e del mondo è il liberismo. Berlusconi è stata - ahimè - la versione patetica e volgare, la declinazione "all’italiana", del mercato dei poteri forti. Oggi chi lo guida non ha invertito la rotta, ma la persegue "come si dovrebbe fare", il che vuol dire guai seri. ciao
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Credo che Andrea Comincini non sia affatto un berlusconiano, basta leggere i suoi articoli precedenti. Oggi molti italiani contenti di essere usciti dal berlusconismo, pur apprezzando la serietà di Monti, sono delusi per le riforme dell’attuale governo che in fondo hanno colpito più in basso che in alto, più o meno come al solito. Bisogna forse allargare la visione ad un mondo globalizzato che ci condiziona. Non è facile oggi barcamenarsi tra partiti politici, Europa, Spread e agenzie di rating che vanno al di là dello Stato-nazione e che stanno distruggendo welfare, potere d’acquisto delle classi medie, diritti dei lavoratori, ricattati e minacciati da delocalizzazioni. Giovanna D’Arbitrio
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Guardi, più di dirle che sono perfettamente concorde con lei e che spiegare l’immobilismo non vuol dire giustificarlo, non so che dire. del comunismo di putin lasciamo perdere. per i media: nessun dubbio che siano a suo favore, ma una opposizione l’aveva forte almeno nel Paese, mentre Monti.... Comunque il mio articolo aveva naturalmente anche un senso ironico, provocatorio, ma evidentemente non sono stato capace di trasmetterlo. Tenterò la prossima volta. Ha ragione: non c’è più niente da dire, quindi la lascio ringraziandola per la passione che dimostra, la quale, se fosse presente in ogni italiano, ci avrebbe salvato anni fa.
p.s. giusto per chiarire: sono uno studioso del marxismo, mi ispiro a Gramsci, amo i filosofi Eagleton, Zizek, Losurdo, e certamente non sono liberale ma socialista.
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Gent.mo Dottore, non mi riferivo al suo articolo, ma alla sua risposta data ai primi commenti in cui afferma che Berlusconi è stato danneggiato dai...MEDIA!!!!
INCREDIBILE!!!! e, in un certo modo, lei usava delle scusanti per il non operato di un Premier che avrebbe dovuto dare, se non altro, un minimo esempio di serietà, moralità e voglia di operare per il bene del Paese!!!
Certo, poteva risultargli difficile, essendo circondato da amici fraterni quali Lele Mora, Emilio Fede,Tarantini, Lavitola, più tutti i parlamentari a tuttoggi indagati a lui fedelissimi e che ancora siedono in parlamento, più il suo superamico Bertolaso con relativa cricca, per non parlare delle solite escort, olgettine ecc.ecc.
E dei suoi amici "esteri" ne vogliamo parlare? Dal capo del comunismo mondiale Putin, a Gheddafi cui baciava l’anello ecc.ecc.ecc.
Che strano! Non era lui, il Cavaliere, il nemico N°1 del Comunismo??? NON CI SONO PIU’ COMMENTI DA FARE!!!!
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La ringrazio delle sue osservazioni, ma non comprendo bene, rileggendo il mio articolo, dove io abbia negato l’orrore berlusconiano. io ho fatto una distinzione antropologica fra Monti e Berlusconi, la quale vede il secondo soccombere senza dubbio, per i motivi da Lei elencati. dal punto di vista economico, però la manovra di Monti non mi appare giusta (opinione personale). Berlusconi non ha potuto fare le riforme perchè andava a scontrarsi con gli interessi dei suoi stessi parlamentari, e perchè non ne aveva voglia, visti i calcoli elettorali.inoltre il paese si sarebbe versato in piazza. E’ ben diverso dal dire che non le ha fatte perchè - come Berlusconi afferma - non aveva abbastanza potere. è chiaramente una scusa ridicola, ed io non l’ho mai sostenuta nell’articolo nè altrove! resta il fatto che non ha fatto riforme strutturali, non ha riformato le pensioni ecc. Meglio, perchè non le avrebbe fatte in ottica socialdemocratica, ma come Monti, ovvero in ottica liberista.
"FACEVA IL PREMIER A TEMPO PERSO": mi scusi, ma dove avrei negato una citazione che non ho trattato? dove avrei negato i danni fatti da berlusconi? sono felice quindi che non si meravigli, e mi solleva sapere che la Sua coscienza non sia stata dominata dalla propaganda, ma se vuole veramente farmi una cortesia, non mi arruoli fra i berluscones senza motivo... distinti saluti
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Gent.mo Dottore, si può dire tutto meno che Berlusconi non sia stato e non sia padrone di tutti i media dalle reti MEDIASET a RAINET (Vespa-Minzolini- Mazza ecc.ecc. più Mondadori e tutte le riviste settimanali (o quasi). Non capisco come si cerchi di difendere l’indifendibile, dal momento che il Cavaliere ha preso in giro tutti gli Italiani scendendo in politica solo per i propri interessi legali ed economici e facendoci diventare la "barzelletta" del pianeta. Ma come può dire che "non ha potuto" fare riforme??? Con anni e anni di strapotere, di fiducie al parlamento, di compra e vendita di deputati, che cosa ha fatto per l’Italia e per gli Italiani? Ha sempre negato la crisi e pochi giorni or sono ha continuato ad affermare che "gli Italiani sono ricchi"...., mentre il Paese sta morendo di fame e di ingiustizie..
D’altronde, era troppo occupato con il bunga bunga per preoccuparsi del governo e, per caso, non ha detto proprio lui in una intercettazione telefonica "CHE FACEVA IL PREMIER A TEMPO PERSO"!!!??? Come fa a negare tutto questo???
Non mi meraviglio: il cavaliere aveva come scopo precipuo quello di appiattire le coscienze tramite la distruzione della morale e della cultura ( basti pensare ai messaggi spazzatura dati ai giovani e non delle reti commerciali con programmi come Grande fratello, Ciao Darwin, Uomini e donne, Veline e Velone... può bastare? e ai tagli dei fondi alla cultura e alla rovina perpetuata off limits verso la Scuola Italiana PUR DI POTER DOMINARE LE COSCIENZE!!! Per fortuna, non aveva fatto i conti con il web che, speriamo, possa mettere un freno al suo dominio ripeto DOMINIO mediatico..e alla sua voglia di DITTATURA!.Lasci perdere, è meglio!!!
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Ringrazio i lettori per i preziosi commenti. Chiarisco due cose: CERTAMENTE Berlusconi non è presentabile. Monti è SICURAMENTE meglio. L’Italia ha di nuovo una presentabilità ed un onore. Però....Però la politica economica di Monti è fortemente liberista ed elitaria. Per questo trova tanto plauso. Berlusconi aveva le stesse idee, ma non è riuscito ad attuarle, causa calcolo politico, nipoti di Mubarak e media contro. Quindi, dal punto di vista economico, ha trasformato meno l’Italia di quanto stia facendo Monti. CHE L’ITALIA VADA RINNOVATA non c’è dubbio. Ma, dal mio punto di vista "ideologico", non così. Quando sento Monti dire che i precedenti governi hanno avuto troppo cuore mi vengono i brividi. E’ il governo delle banche, l’unico potere forte più in alto di Berlusconi, il quale, nella sua tragica volgarità, esprimeva gli istinti più vili e bassi della nazione, ma con essa era in rapporto diretto. Il governo Monti invece è come una ditta di derattizzazione: viene, fa i lsuo lavoro e se ne va (se ne andrà?) Comunque, per nostra sfortuna, fra un anno staranno di nuovo tutti in parlamento! Alla prossima, Andrea.
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Sicuramente nella sua analisi ci sono riflessioni interessanti, ma come ci aveva ridotto il "cavaliere" era veramente insopportabile. Certamente si possono fare critiche all’attuale governo, ma finalmente abbiamo a che fare con persone serie e rispettate e rispettabili. Molti problemi di questo nostro mondo, in particolare occidentalle, riguardano i principi su cui si basa l’economiache deve sempre crescere!
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Gentile Andrea Comincini,
la ringrazio per la sua analisi, intelligente e densa di stimoli interessanti. Mi ha fatto senz’altro riflettere a lungo e credo proprio che, ahimé, lei abbia davvero ragione su molto di quanto scrive.
Cordialmente,
Martino Abindrellai
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Gent.mo Dott. Comincini,
dovrebbe ricordare che Monti il cui operato può essere discutibile, per approvare delle leggi (Patrimoniale-riduzione numero deputati- abolizione privilegi delle varie caste) necessita dell’appoggio del PDL e di Berlusconi che ancora governa dietro le quinte e ahimè continuerà a farlo…
Gli Italiani non si interrogano su chi ci ha ridotti in questo stato dopo 20 anni di governo che non ha fatto nulla per prevenire questo disastro, perché aveva “altro” cui pensare????
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Commento del: 7 dicembre 2011, da timo8
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Commento del: 14 novembre 2011, da thomas
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Ritornare a Sabaudia
L’articolo di Giovanna D’Arbitrio e la cornice grafica sapientemente orchestrata dall’editore, ti fanno rivivere momenti culturali in una cornice fantastica in cui leggenda, natura, musica, poesia, autori di brani letterari di contenuto raffinato, giornalisti di elevato spessore, si armonizzano e creano una sinfonia che ti pervade e ti accompagna durante il corso dell’anno. Si ritorna a Sabaudia per ritrovarsi in un ambiente che genera emozioni intense per rinnovarsi e migliorarsi. Un grazie sentito a chi organizza e agli attori di tutte le manifestazioni culturali. Arrivederci a Sabaudia!!
Savino De Rosa
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Commento del: 6 luglio 2011, da Marco
bellissimo articolo, fa venir voglia di partire subito per la Scozia!
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Ringrazio l’editore, Luciano De Vita, per l’immediata correzione degli errori. Gli dobbiamo tutti tanta gratitudine per la sua disponibilità e professionalità. Giovanna D’Arbitrio
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ERRATA CORRIGE - 1° rigo: “Un tempo…”; 7° rigo: “riceve informazioni…” frase ripetuta; 28° rigo: “Le Notti Bianche”. Giovanna D’Arbitrio
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Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
Fabio Campetella.
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Commento del: 15 marzo 2011, da lauretta
Nel periodo del festival di Sanremo ho letto i giornali.
Il Benigni sul cavallo bianco con la bandiera tricolore,
sembra un ragazzino all’estero. Noi festeggiamo, ma
in Giappone si muore. Parlano di via francese al nucleare.
Vorremmo centrali sicure, ma il rischio c’è sempre.
Lauretta
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“Unità d’Italia e globalizzazione” - O. K. dobbiamo riconoscere che l’articolo mette “il dito nella piaga”, ovvero “nelle piaghe” che oggi sono davvero tante, ma le piaghe non basta elencarle, bisogna curarle. Il Nord è contro il Sud e viceversa? Lasciamo perdere per un momento il passato, ma ora da dove partono le offese? Perfino gli alpini sono stati tirati in ballo, pur di discriminare! Giova all’Italia questo clima di continua contesa? Che facciamo allora, a parte i festeggiamenti del 17? Prendiamo atto della situazione, (cioè che l’Italia ormai è solo un’espressione geografica, grazie anche alla globalizzazione che distrugge identità di tutti i generi) e accettiamo rassegnati lo sfascio nazionale ed internazionale pilotato da un ottuso, distruttivo egoismo, sia locale che globalizzato, mirante solo ad incrementare profitti, senza alcun rispetto verso persone ed ambiente? Gli imponenti flussi migratori sono causati da violente politiche coloniali, non sono certo ludici viaggi dovuti a input vacanzieri, né a giovanili entusiasmi per scambi culturali internazionali tra rampolli dell’high society. Questa gente lascia con dolore i paesi d’origine. E ci illudiamo poi che gli aspetti migliori di identità e culture individuali cancellate possano divenire una sorta di patrimonio comune dell’umanità?! Intanto Pompei sta crollando per incuria e piogge torrenziali e chi sa quanto durerà il su citato Colosseo. E un giorno chi sarà più in grado di comprendere Dante, se la cultura non è obiettivo perseguito da chi pensa solo a finanza ed economia? Quanti monumenti e quante opere di grandi letterati e artisti verranno preservati in futuro? Purtroppo un’OMOLOGAZIONE sempre più diffusa ci attende e, se non contrastiamo le politiche attuali, diventeremo tanti ignoranti robot, facilmente condizionabili e controllabili. E ancora, chi si sta preoccupando davvero dei drammatici cambiamenti climatici? Chi a livello nazionale e internazionale sta facendo qualcosa? Tutti cercano solo di non perdere confort e benessere attuali, quindi il problema energetico legato a petrolio, gas e centrali nucleari diventa prioritario. Si saccheggia l’ambiente, si fanno anche guerre se è necessario, ma… ecco che arrivano alluvioni, terremoti, tzunami e quant’altro e allora ci rendiamo conto che siamo ancora tanto “piccoli” di fronte alla Natura. Che si parli d’unità d’ Italia o del Sud d’Italia o del Sud del mondo, cause effetti sono sempre gli stessi. Quali i rimedi? Giovanna D’Arbitrio
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Il Discorso di Benigni - Premettendo che personalmente trovo Benigni molto simpatico, penso che in fondo egli abbia seguito l’esempio di M. Martone. Nel film “Noi Credevamo” pur non alterando gli eventi storici, il regista ha voluto mettere in evidenza il contributo delle classi più povere (in particolare dei meridionali) all’unità nazionale. Sicuramente l’input partì dalle classi elevate, ma anche tanti “umili” giovani sacrificarono la loro vita. Se Benigni ha fatto qualche errore, ciò è imputabile più all’enfasi e alla foga del racconto, più quindi ad un eccesso di spontaneità che ad una “studiata” manipolazione dei fatti. Per contrastare le politiche separatiste della Lega che sta scardinando l’unità d’Italia con martellanti offese contro i meridionali, egoistico federalismo, bandiere e dialetti regionali, Benigni ha cercato di sottolineare alcuni elementi che dovrebbero unire tutti gli italiani: un grande periodo storico come l’Impero Romano, la lingua italiana, un comune patrimonio culturale (non a caso ha fatto i nomi di illustri letterati e scienziati). Oltre tutto l’effetto non è stato affatto bipartisan, malgrado gli ipocriti sorrisi del momento. Bastava leggere i commenti su certi giornali il giorno dopo.
Giovanna D’Arbitrio
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Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
E, dato il successo del film, direi che non è poco!
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CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.
La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.
Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.
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Commento del: 10 agosto 2010, da Simona
Il fatto di poter custodire è anche legato al proteggere..l’oggetto.. perché si possa scambiare..
Per questo motivo sarebbe bene avere un’idea sufficientemente esatta di quanti oggetti o dimensioni si debbano custodire..in quanto bisogna anche essere in grado di poterle proteggere..o mi sbaglio?
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Great article Giovanna - I really enjoyed it and I understood most of the article!! Are you still playing Burraco..? Claire
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DIGNITA’ – Il prof. Ciceri mi ha chiesto di inserire la sua risposta e il commento di un suo amico. Eccoli: "Sul piano dei singoli comportamenti mi trovo pienamente d’accordo con il suo commento. Finanzieri ed imprenditori senza scrupoli hanno fatto perdere il lavoro ad almeno 35-40 milioni di lavoratori, mettendo in difficoltà anche figli, mogli e mariti e spesso genitori anziani: 150-200 milioni di persone nei vari continenti? La dignità si è nascosta nelle persone singole, quasi scomparsa da un sistema che ha lasciato mano troppo libera all’egoismo esponenziale di pochi. Il mio punto è proprio qui, sulla carenza d’intelligenza di sistema che molti stanno pagando, ad esempio, con condizioni di lavoro più dure. Nella conclusione dell’articolo, sarei sicuramente stato più chiaro se avessi precisato che la "dignità" deve essere conquistata anche e soprattutto a livello sistema, come comunità. In assenza di scelte di sviluppo intese al bene comune, non rimane che la virtù dei singoli. Meglio di niente, senza dubbio. Tuttavia, decisamente insufficiente se si vuole realmente far crescere la qualità dell’esistenza e la dignità di ognuno. Quali individui siamo fondamentali, ma la società che sappiamo creare, o rifiutare, non è poi determinante per ognuno di noi?Un amico mi ha risposto all’articolo con un commento. Se lo desidera, può eventualmente farlo inserire su Scena Illustrata". L.F. Ciceri -
Ecco il commento dell’ amico, F. Agnesi:
"Ho letto l’articolo le cui tesi condivido. Io penso, in ogni modo, che IL PROBLEMA, non da oggi, ma almeno da trenta anni, per noi sia la mancanza di fiducia per questo paese, come del resto tu metti in evidenza. Ma ciò è stato causato non solo dai politici (sempre accusati e che non sono altro che un campione rappresentativo della nostra società e del nostro malcostume), ma anche dai singoli cittadini nel loro comportamento individuale e collettivo (basti pensare, per questo secondo aspetto, al referendum che ha ucciso una capacità industriale nel nucleare ben avviata). E pensiamo alla chimica, distrutta da scandali e incapacità strategiche. Ancora prima, pensiamo alla Olivetti, alla Falck, alla BPD, etc Per quanto riguarda la ricerca, non è solo quanto si stanzi per la stessa, ma il modo in cui si opera. Ho seguito, dal punto di vista finanziario, le attività di ricerca del Gruppo per il quale lavoravo: My God! Mi sembrava una agenzia turistica, più che un centro di ricerca, considerati i risultati, i costi, la reperibilità dei "ricercatori", sempre in giro per il mondo per congressi (ad ascoltare, quasi mai a presentare relazioni). E i "ricercatori" del CNR, dell’Enea, e istituti vari non erano meglio. L’etichetta di "ricercatori" mi sembra quasi pari a quella che si auto-attribuiscono "intellettuali", "filosofi", "economisti", per il solo fatto di avere, forse, una laurea in qualche cosa. Mah; come vedi non sono proprio ottimista". F. Agnesi
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DIGNITA’ – Condivido molte idee dell’accurata analisi del prof. Ciceri, ma per quanto riguarda la “conquista della dignità” credo che occorra discernere tra coloro che “senza dignità” indegnamente occupano con arroganza posti di lavoro e quelli che, invece, “con dignità” fanno il proprio dovere sopportando sfruttamento e soprusi. Come possono i lavoratori cinesi, terzomondisti, precari, lavoratori “a nero” conquistarsi la dignità? Non sarebbe piuttosto giusto stabilire delle REGOLE contro il selvaggio free trade globalizzato e le spietate, egoistiche, corrotte speculazioni finanziarie che stanno causando immani danni ? Giovanna D’Arbitrio
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ARTURO -
Come una cascata/
di acque chiare,/
sgorgavan pure,/
a scatti, a balzi,/
le parole di Arturo./
I suoi pensieri/
percorrevan duri/
ardui sentieri,/
tessevan dialoghi/
seri e profondi,/
nella ricerca assidua/
di tante verità,/
fino a quelle più alte,/
misteriose, arcane,/
spesso celate all’Uomo./
Esplodevan gioiosi/
i suoi discorsi/
negli assolati/
prati di Amicizia,/
illuminati dai sorrisi./
Coraggio, Amore/
Entusiasmo sincero/
guidarono Arturo
verso l’eterno,/
immenso mare/
dell’ Infinito Oltre./
Sono solo umili versi, dedicati ad un amico che m’incoraggiò a seguire il suo esempio, ad esprimere idee e sentimenti scrivendo con spontaneità, sincerità, libertà e coraggio. Grazie, Arturo. Ciao! Giovanna D’Arbitrio
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Il Vero Test d’Intelligenza - Forse il vero test d’intelligenza potrebbe consistere in un’analisi fredda e razionale dei fatti e non si sa quanti di noi sarebbero in grado di superarlo. Le nuove orde barbariche globalizzate, guidate dal Dio Denaro, avanzano distruggendo tutto. LA POLITICA E’ ORMAI SERVA DELL’ECONOMIA. Il crollo delle ideologie è dunque inevitabile: è un dato di fatto. La Cina capital-comunista è una drammatica testimonianza di ciò che accade. Se diamo uno sguardo agli eventi storici passati, constatiamo che l’iter è sempre lo stesso: i popoli oppressi si ribellano e, con l’aiuto degli intellettuali che ne sostengono le giuste istanze, rovesciano regimi e fanno rivoluzioni. E ancora la storia ci dimostra che la fase successiva però è sempre ben diversa: il POPOLO ESCE DI SCENA e subentrano altre forze, le potenti massonerie internazionali, che dietro le quinte, a livello nazionale e globale, manipolano ideali e si giocano il mondo su una grande scacchiera in cui i paesi sono solo pedine. Esse continuano in un modo o nell’altro a sopprimere la LIBERTA’. E’ stato sempre così, oggi sono solo meglio organizzate con l’ausilio dei progressi tecnologici e scientifici al loro servizio. Ci vengono in mente i poeti romantici che furono affascinati dagli ideali di Fraternité, Liberté, Egalité, ma inorridirono dinanzi al regime del Terrore ed ancor più davanti all’imperialismo napoleonico. Il Capitale di Marx resta una pietra miliare, ma la sua applicazione nella realtà è stata un fallimento poiché, se è vero che la giustizia sociale è sacrosanta, tuttavia non si può confondere l’uguaglianza con l’omologazione e la massificazione dell’Umanità. Tutto ciò fu messo in rilievo da G. Orwell che, inizialmente convinto comunista, denunciò poi tutti gli eccessi della dittatura di Stalin nel suo libro 1984. Stranamente lo stesso libro, sempre molto attuale, ci dimostra che IL GRANDE FRATELLO, il dittatore che tutto controlla, è sempre in agguato, anche nelle nostre civili democrazie, con i tre “canoni inversi” di la libertà è schiavitù, la guerra è pace, l’ignoranza è forza. E allora, qual è la conclusione? I progressi dell’umanità sono lenti, conquistati con lacrime e sangue, da ogni battaglia usciamo con le ossa rotte, ma almeno una parte di noi apprende lezioni e passa “il testimone” alle future generazioni, sperando che facciano meglio e promuovano un rinnovamento della Coscienza Umana, senza il quale non esisterà mai Vera Libertà. Illustri personaggi affermano che l’Umanità non è ancora in grado di contrastare i mali del POTERE, poiché il numero di persone “consapevoli” non è ancora tale da poter consentire un cambiamento. Giovanna D’Arbitrio
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la situazione e’ ancora piu’ drammatica quando si fa riferimento ai giovani, in Italia la disoccupazione giovanile e’ ai massimi storici 30%. I dati sono ancora piu’ drammatici per i neolaureati costretti a migrare all’estero, (molti scelgono Londra come me), per trovare una prima occupazione, molti costretti a lavori manuali spesso come camerieri a causa dell’insufficiente livello della lingua inglese..
Una situazione veramente mortificante! Quando si comincera’ ad investire realmente nella risorsa piu’ importante del paese?
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Parole sante Savino: condivido pienamente la tua analisi. Il pasticcio finale lo hanno poi combinato spesso i private equities che hanno imperversato negli anni scorsi acquisendo le aziende mediante il loro (delle Aziende acquisite!) indebitamento (con leve finanziarie “delinquenziali”) e allontanando ancora di più il focus da quella spirale virtuosa che tu rimpiangi per attuare le logiche della finanza speculativa nelle realtà industriali.
Speriamo che le cose cambino.
Mario Zearo
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il tema è di drammatica attualità. La concorrenza dei nuovi paesi
industriali pone sfide drammatiche alle nostre aziende in Europa. Come
sopravvivere ai loro bassi costi? Senza trovare nuove aree di sviluppo
tecnologico e di servizi fuori dalla mischia cindiana forse è difficile
ridare dignità a chi lavora nei paesi di vecchia industrializzazione. Mi
sembra che possiamo permetterci... la dignità solo meritandocela come
sistema. Magari partendo dall’innovazione, e quindi dalla qualità
dell’istruzione, qualità delle classi dirigenti, impegno ed intelligenza
di tutti.
Lino Ciceri
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Quanto scritto fa riflettere e le citazioni sono punti fermi nell’evoluzione dell’individuo, che avviene per fasi e verifiche continue. mi sono soffermato in particolare sul concetto della vecchiaia di Hillman, forse perchè il mio percorso mi sta avvicinando ad essa. Io costantemente la sfuggo e faccio di tutto per non riconoscerla. Un giorno, quando capirò che è mia amica la tratterò come ho sempre trattato le persone, con lealtà, rispetto, ma ancora con un pizzico di competizione, anche come messaggio a chi la vive con sofferenza. La cara piccola, ma grande Lucia, mi capirà e mi assisterà in questo percorso, io cercherò di percepire i suoi segnali e vivere per quello che sento. Grazie
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Un ideale di Bellezza - Era ciò che intendevo mettere in evidenza, ma la parola Bellezza riferita alla Grecia antica è “saltata via” per eccesso di emotività nel ricordare mia sorella, esempio vivente di armonia fisica e spirituale, la quale cercò sempre di lottare per il Bene. Giovanna D’arbitrio
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I GIOVANI E IL LAVORO - Quando sento dire che i giovani di oggi sono “fannulloni” e “bamboccioni” e pertanto preferiscono rimanere in famiglia a lungo sfruttando i genitori invece di affrontare la vita e assumersi delle responsabilità, penso che come al solito si generalizza in modo superficiale considerando solo gli effetti del fenomeno senza discernere, insomma facendo “di un’erba un fascio”, senza esaminare cosa c’è all’interno di esso, cioè senza risalire alla diversità delle cause che lo generano .
Se è vero infatti che una parte dei giovani, condizionata dai falsi idoli della consumistica civiltà d’immagine, va ad ingrossare le file di un esercito di aspiranti veline, attricette, attori, cantanti e calciatori (o purtroppo dei criminali) con l’obiettivo di ” lavorare poco e guadagnare molto”, ve ne sono tanti che dall’altra parte non trovano un lavoro decente soprattutto qui a Sud, oppure lo perdono con incredibile facilità e sono quindi costretti o a cercare il sostegno delle famiglie o ad emigrare.
Puntuali arrivano i dati Istat: due milioni di disoccupati! In un anno sono stati tagliati altri 400mila posti di lavoro, soprattutto tra i giovani e… di quelli che sono già andati all’estero da tempo non si parla nemmeno! Il fenomeno poi dell’impiego di “tagliatori di teste” nelle operazioni relative ai licenziamenti è davvero inquietante. Una volta erano le aziende stesse che provvedevano ad espletare questo triste compito con gli addetti all’ufficio del personale. Oggi invece esse si rivolgono ad agenzie esterne per rendere l’evento più impersonale, freddo ed “asettico”, magari anche con l’aiuto di una videocamera per ridurre ulteriormente i costi, come viene ben illustrato nel film “Tra le nuvole” di Jason Reitman. Milioni di persone ormai trascorrono più ore in aeroporti e aerei che nella propria città, alcuni per scelta come il cinico personaggio del film (che alla fine comunque si ritrova solo e senza affetti), altri al contrario vi sono costretti dal global village che vorrebbe far apparire come avventurosa ed eccitante una vita senza legami, in continuo movimento alla ricerca di nuove opportunità di lavoro, qua e là nel mondo dove ti porta il vento della mobilità delle grandi multinazionali. Dov’è andato a finire il senso di appartenenza nelle multinazionali che ogni tanto spostano il personale dove fa più comodo o licenziano in modo indiscriminato? Dove sono i rapporti di amicizia con i colleghi di lavoro? Dove sono i legami con il proprio paese , con le proprie radici, con parenti ed amici? Quante giovani coppie si vedono soltanto durante i weekend ? Quante tra esse riescono ad arrivare al matrimonio? E se ci arrivano quante riescono ad andare avanti, senza divorziare? E quanti bambini sono coinvolti in tutto ciò? Ci si sposta continuamente come topi alla ricerca del formaggio per inseguire un posto di lavoro. Paradossalmente sono proprio i più bravi o i più coraggiosi ad andarsene all’estero a volte, soprattutto se vivono qui al Sud e non si avvalgono di un sistema clientelare. Ho sentito giovani che rimproveravano i loro genitori “per averli incoraggiati a studiare con serietà! E’ il colmo, ma è anche il ritratto di una società che va alla rovescia, una società che premia i mediocri, i servili e i disonesti. Speriamo che i signori “della stanza dei bottoni” diventino più consapevoli dei mali inflitti da loro all’umanità e soprattutto ai giovani. Spesso essi dimenticano che la vita è breve e che un giorno si troveranno a fare i conti con Dio. Chi sa, forse potrebbe rispedirli sulla Terra, magari al Sud, con una valigia di emigrante in mano. Un po’ di umorismo giustizialista talvolta serve a tirare su il morale! Giovanna D’Arbitrio
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Caro Savino,quel luogo sul lago di Como, dalle mie parti native, me lo ricordo bene. Sono trascori decenni da quella volta che ci sono stato, eppure mi sembra ieri sera. Meglio non pensarci.Il mondo del lavoro di oggi è davvero così disastroso? Indubbiamente è più difficile di allora. Non sarei però così sfiduciato come la ragazza che ti ha risposto. E’ fuori discussione che oggi di laureati ce ne sono molti di più. Questo significa maggiore concorrenza per i posti interessanti. Concorrenza ancor più dura per i tanti laureati in materie che non offrono lavoro.Ed è pure indiscutibile che tanti nuovi consumi, a differenza di oggi, erano allora in forte crescita e le infrastrutture del nostro paese, in buona parte, adesso ci sono. Tutto questo allora dava tanto lavoro.Mi viene anche di riflettere sul fatto che i nuovi italiani sono nati in gran parte da genitori tutto sommato benestanti, mentre allora c’era parecchia fame ancora in giro e tanta voglia di venirne fuori. Sì, i tempi sono cambiati. Molti giovani hanno avuto tanto dalle loro famiglie e, forse, sono meno abituati ai sacrifici o a rinunciare alle comodità superflue? Oppure, semplicemente ed ambiguamente, il benessere che abbiamo contribuito a creare, ora ci sta rovinando? Questa è una domanda che non poco mi angustia:Voglio solo sperare che i nostri giovani sappiano cogliere le tante opportunità che ci sono sul nostro...pianeta. Dalle difficoltà è spesso sorta l’intelligenza, e da questa una soluzione.A presto,Lino.Michela,questo è un commento di un collega. Saluti. Savino
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Gentile ing. De Rosa,
quanto è vero ciò che lei scrive! La precarietà nel lavoro si proietta su tutte le altre sfere della vita di una persona. Impossibile fare progetti importanti per il futuro come crearsi una famiglia oppure comprare casa. Non solo, anche decisioni od iniziative meno importanti, per chi è costretto a spostarsi in altre città per lavorare, sono minate alla base da una scarsa motivazione, la quale trae origine da considerazioni del genere: cosa mi iscrivo a fare in palestra oppure ad un’associazione culturale se dovrò stare in questa città per pochi mesi? Così facendo, il prezzo che si paga in termini di difficoltà d’integrazione, solitudine e ristrettezza economica (a causa delle spese di fitto, consumi, automobile,ecc.) è veramente alto e di sicuro lo stipendio che si percepisce, a confronto, è davvero irrisorio.
Il senso di appartenenza non ha né modo né tempo di maturare. Le ragioni sono molteplici e comprendono: la consapevolezza di essere considerati uno dei mille disponibili a svolgere quel dato lavoro; il rischio di rimanere a casa allo scadere del contratto a breve termine; l’esistenza di tipologie contrattuali che feriscono l’autostima del lavoratore e ne demoliscono la motivazione introducendo la figura del “lavoratore usa e getta”; lo scarso interesse dell’azienda alla valorizzazione delle proprie risorse umane attraverso la formazione e qualificazione del personale; l’imperativo del massimo profitto con il minimo dispendio che conduce ad una politica folle di taglio dei costi (e quindi delle teste, come scriveva lei).
Oggi quel docente disegnerebbe uno sterile simbolo dell’euro sulla lavagna, a rappresentare assenza di valori, identità, onestà. In altre parole, a rappresentare il vuoto.
Un saluto da chi la precarietà l’ha vissuta.
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Gentilissima signora Marianna Capasso mi dispiace contraddirla ma trattare di politica è stata una caratteristica di Scena Illustrata da sempre, o almeno dal 1960, come può vedere ingrandendo l’immagine di copertina del febbraio 1960 che illustra questo mese (feb 2010). La nostra rivista è aperta a raccogliere opinioni diverse dei nostri collaboratori.
Cordialmente
A nome della Redazione LDV
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A great hope - Conscious capitalism represents a great hope. A constructive globalization, based on solidarity, could solve serious problems. Let’s think positive!
Giovanna D’Arbitrio
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Platone e lo stato – Secondo Platone lo stato è come un organismo vivente in cui è necessario far rispettare l’armonia delle varie parti. I filosofi, quindi, dovrebbero governare per preservare tale armonia, in quanto in loro è più viva la reminiscenza che l’anima ha del Bene. E Campanella, suo seguace, nella Città del Sole, pose accanto al gran capo spirituale, che chiamò simbolicamente Sole, altri tre Principi, Pon, Sin,Mor, cioè Potestà, Sapienza, Amore. La politica dovrebbe essere parte integrante della nostra vita, anch’essa Arte, nel senso più alto ed armonioso.
Giovanna D’Arbitrio
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The great Renaissance ideals – The Globe represents all the highest Renaissance ideals. Man is the main actor on the scene of the Earth (the Globe) which, in its turn, is not separated from the Universe. So “the open roof” of the theatre becomes the hermetic symbol of the ONE, the unity among Man, Earth, Universe.
Giovanna D’arbitro
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Scena Illustrarata,rivista storica,non ha mai voluto trattare argomenti politici,e non mi sembra il caso di incominciare proprio adesso.
La rivista da sempre ha trattato articoli di cultura, e scivolare in polemiche politiche la fa scendere di livello.
Marianna Capasso
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Ciao Odino articolo molto, molto interessante .... resto in attesa di un tuo eventuale prossimo articolo .. sulla lavorazione a lume .... :-)
Saluti e Buon Natale
Mauro - Venezia
http://www.maurovianello.com/
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Mentre sono d’accordissimo che la situazione della sicurezza sul lavoro è un gravissimo problema nazionale di natura prevalentemente culturale “in senso ampio”, ritengo che non è da sottovalutare la trascuratezza delle norme da parte dei datori di lavoro per ovvi motivi di sfruttamento. Ma quello che mi colpisce è la non infrequente mancanza di coscenza della dignità del proprio lavoro da parte dei lavoratori.
Da uomo della strada io osservo ciò che mi circonda.
Quando camminando vedo persone al lavoro sulla strada o presso un edificio quello che noto quasi sempre è l’atteggiamento disattento degli stessi lavoratori per quanto riguarda la loro sicurezza e incolumità, sia nel maneggiare ad esempio carichi pendenti o attrezzi motorizzati senza guanti, senza casco o altra protezione.
Nessuna attenzione nell’armeggiare con carichi diversi pericolosi per coloro che sono nelle vicinanze, talvolta qualche strillo di avvertimento questo è tutto.
Per non parlare poi delle segnalazioni dei lavori in corso sulla strada o nei pressi; l’informazione ai cittadini che si trovano a passare a piedi o in auto nelle vicinanze di queste aree dove si lavora è un altro aspetto assolutamente trascurato.
Secondo me manca una cultura della comunicazione. Quando va bene sulla strada c’è un cartello di lavori in corso o limite di velocità (ridicoloa 10 km/h) posto immediatamente presso l’area di lavoro dove sono praticamente inutili, mentre dovrebbero essere messi alla adeguata distanza per segnalare in tempo dell’impedimento o limitazione di carreggiata. Per non dire poi che spesso tali cartelli vengono dimenticati in loco per mesi a lavori finiti.
Per concludere la mia domanda è: cosa si può fare in pratica per promuovere la conoscenza e coscienza nei lavoratori ? Dall’articolo si vede che le leggi ci sono (forse anche troppe e forse confuse), ma le tragedie dovute agli infortuni sul lavoro sono continue specialmente nel nostro paese. E allora che fare ?
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Gentile Signora D’Arbitrio,
mi perdoni se solo oggi rispondo alle sue osservazioni poiché in realtà solo adesso mi sono state segnalate.
Mi duole, signora, che di tutto il mio testo abbia colto solo la prima parte, quella in cui parlavo dei comportamenti giovanili, e per giunta le abbia attribuito anche una particolare intenzione malevola nei confronti di Napoli e dei napoletani che assolutamente non mi appartiene. Quello che intendevo dire, e mi sembra anche evidente, non c’entra nulla con Napoli e coi suoi specifici problemi, che ci sono, ma appartengono a tutto altro discorso.
Il titolo dedicato a Pulcinella, che ha toccato la sua sensibilità, va riferito a una vecchia storiella che Lei evidentemente ignora e che narra dello sfigato che si ubriaca e sogna di aver vinto al lotto e di essere diventato milionario. Il suo risveglio nel cuore di una realtà ben diversa sarà ancora più amaro. Questo discorso ovviamente non va riferito a Napoli ma a tutto il paese che non ha saputo vivere adeguatamente la sua crisi di crescenza. Il simbolo di Pulcinella provi a leggerlo non più come un distintivo di Napoli, negativo o positivo a seconda dei casi, ma come una geniale raffigurazione del dramma umano nella sua universalità. Petito è nato per caso a Napoli ma la sua creatura non è proprietà esclusiva della Sanità o dei quartieri spagnoli: è cittadina del mondo, Ho visto dei Pulcinella nei mercati del Cairo e penso se ne possano trovare tanti dappertutto, nei barrios di Buenos Ayres.o nei vicoli di Città del Messico come nelle banlieau parigine..
Per quanto poi riguarda il merito del discorso la sua appassionata difesa dei suoi figlioli e dei loro amici non cambia la sostanza di quanto io semplicemente registro. E’ solo lo sfogo di “mammà”: i miei sono bravi ragazzi, che vai cercando tu!
Certo che lo sono, chi lo nega? Solo gli sciocchi fanno di ogni erba un fascio. Ci mancherebbe anche che i figlioli di un insegnante non recassero il segno della mano del genitore. Si trovano in giro dei bravi ragazzi. Ma tutti gli altri?
Vede signora, anche io sono stato genitore ma ora sono anche nonno. Voglio dire che ho raggiunto l’età nella quale se non si è capito che tutti i figli del mondo in una certa qual misura sono anche figli tuoi vuol dire che hai sprecato la tua vita. La buona coscienza che ho generato dei bravi ragazzi e cercato di farne delle persone rette, come era mio preciso dovere, non può lasciarmi appagato perché avverto la consapevolezza, e quindi la responsabilità, che la presente condizione giovanile rappresenti il segno manifesto e inequivocabile del fallimento, dal punto di vista educativo, di tutta la mia e, mi perdoni, anche della sua generazione.
Michele Penza
Roma 1 novembre 2009
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Carissimo Farmacista,
il suo commento è sicuramente condivisibile, ma solo in parte. Infatti, è vero che destinatario del bugiardino è il medico curante, oltre al paziente, tuttavia ci sono molti farmaci che per essere acquistati non richiedono la prescrizione del medico, come lei saprà benissimo, quindi spesso non si interpella neppure il proprio medico curante. Inoltre, può darsi che molte persone quando vanno in farmacia non abbiano tempo di chiedere ed ascoltare spiegazioni e meno che mai vogliano attendere che il farmacista spieghi, usando un linguaggio comprensibile ai più, controindicazioni ed effetti collaterali dei farmaci per l’influenza al cliente che li precede nella fila. Quello che lei ha definito superficialità, io lo definirei senso pratico. I ritmi della società attuale sono altri ed il fattore strategico per eccellenza è il tempo. Una soluzione ottimale sarebbe quella di elaborare un bugiardino in due "lingue": quella dei pazienti, meno tecnica e di facile comprensione, e quella dei medici.
E’ comunque confortante sapere che ci sono farmacisti tanto disponibili come lei.
Saluti,
Michela Orefice.
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Buonasera carissimi!
Lo so che rispondo con quasi un anno di ritardo e forse questo commento non verrà letto da nessuno, ma scrivo comunque; magari quello che dico verrà captato da qualche probabile navigatore della rete catapultato su questo sito, proprio come me. Io sono laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche, e lavoro in una farmacia. So benissimo i problemi annessi e connessi alla lettura di questo "bugiardino", ma ci terrei alla precisazione di alcuni aspetti. Il foglietto illustrativo (rendiamogli la dignità che ha, per favore!) NON viene accluso alla scatola del farmaco ad uso esclusivo del paziente. E’ destinato al medico, che deve avere una visione a trecentosessanta gradi delle azioni della molecola. Il paziente può leggerlo, ma non è il principale destinatario. Risulta abbastanza lampante che per definire l’insorgenza di possibile agranulocitosi le case farmaceutiche non possano indicare "che può presentarsi una specie di malattia che riguarda il sangue", o che per descrivere la Sindrome di Reye dicano che viene una malattia che ai bimbi causa nausea e vomito.
Allora chiederete come faccia il povero paziente a sapere qualcosa circa gli effetti del farmaco che non sia scritto in lingua tecnica. Signori, la risposta è semplice: esiste il farmacista. Egli non è una figura votata al massacro fra ricette e prescrizioni, asettico, che opera dietro il bancone; ma si configura come un ottimo intermediario fra farmaco e paziente e fra paziente e medico, e, di conseguenza, fra paziente e terapia istituita.
Non pretendiamo di dare giudizi duri su questi ambiti. Chiedere informazioni al farmacista circa lo Zerinol può sembrare da idioti? Ebbene, poi si hanno di questi problemi. Chidere gli effetti dell’Aspirina o della Tachipirina può parere ridicolo? Ebbene, il paracetamolo provoca necrolisi epatica. Non lamentatevi perché non sapete cosa è, chiedete informazioni a chi ne sa! Non lamentatevi se non capite i dosaggi perché vengono espressi in forma tecnica, se non demandate il compito a chi di competenza!
E ricordate: i foglietti illustrativi possono aiutare il paziente, ma, in primis, servono in maniera rapida e diretta al medico. Non si chiede al paziente di sapere cosa sia il farmaco antiretrovirale come lo zanamivi (mi pare aveste citato quello); ma, nel momento in cui non lo sappia e, come da suo diritto, vuole sapere, è suo dovere andare in farmacia. Non siamo superficiali, per favore!
Vi auguro una buona serata,
Il vostro Farmacista.
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Commento del: 11 ottobre 2009, da Marco
What can I say? This article is full of passion and reminds me of how beautiful the world we live in is. We should all stop for a minute and contemplate the beauty of nature that is all around us in many forms, and we should care a bit more about the environment and preserve this immense treasure for the future generations.
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Commento del: 29 settembre 2009, da rosanna
Mi è sempre piaciuta la fiaba della Bella e la Bestia. Aldilà dei significati semantici attraverso la pittura penso che la storia abbia una simbologia inerente la natura dell’uomo. Incarna un amore vero, che nonostante l’aspetto fisico di lui, induce la protagonista a ritornare da quell’orco brutto e peloso ma che ha un anima pura sensibile, meravigliosa. E nel momento in cui Belle si innamora della bestia ecco che avviene una trasformazione.L’amore trionfa e unisce due cuori fonda le loro anime che non riusciranno mai più a separarsi. Si muore a se stessi e si rinasce nell’altro.
Rinascere nell’altro. E’ davvero una grande magia.Una magia che vive solo nelle fiabe, nei libri, in chi riesce a immortalare un sentimento così unico che da solo smuove le montagne, può cambiare il corso di una vita dare senso a tutto il resto.
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Commento del: 28 settembre 2009, da rosanna
Ci si bacia per un’infinità di motivi.Ma ci si bacia sulle labbra in un caso unico e specifico.L’altro è così importante e così unico che trasfondi in lui tutto quello che hai dentro sugellando con un gesto l’incontro di due anime che vibrano e si librano con la loro forza nell’infinito. Il bacio è il primo passo che apre la porta di un’anima e quando l’altro percepisce il senso di un mondo solo a lui visibile nasce un qualcosa, difficile da cancellare difficile da ricercare altrove, perchè i momenti unici li vuoi protrarre per sempre e non esiste tempo o spazio che possa annullarli. A me è sempre piaciuto Catullo, quell’amore testardo, forte che non avrebbe potuto essere sostituito con nessun’ altra donna, quel continuo palpitare, quel fremito simile a un battito d’ali che solo un’anima alla ricerca della sua stella lucente riesce a fare, spiega il senso di un bacio che nasconde qualcs’altro. E’ l’inizio di un ’unione che trova la sua ragion d’essere nell’altro e tu quella cosa cerchi. perchè quella cosa vuoi.Attualmente certe cose le leggi solo sui libri le cerchi in quegli autori che da soli hanno percepito il senso del vivere, hanno capito che le storie uniche non muoini mai ma restano impresse nel gran libro del cielo.
P.S. Mi scuso per gli errori contenuti nella prima pagina, perchè non ho potuto correggere in quanto ho sbagliato a inviare
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Ho vissuto la mia vita lavorativa in una importante multinazionale e dagli anni 70 fin quasi alla fine degli anni 90, ho avuto il piacere di partecipare ad importanti corsi di formazione nazionali ed internazionali dove si trattavano tematiche specialistiche e di management, ma in cui sempre l’individuo era al centro del sistema. L’individuo era il centro motore dell’azienda e su di esso si investiva per creare competitività e cultura. Verso la fine degli anni 90, come riporta l’articolo, le strategie cambiarono e la massimizzazione del profitto diventò l’unica regola delle aziende. Ricordo una presentazione di un alto manager della multinazionale, in cui si evidenziava che i tassi d’interesse elargiti dalle banche ai propri risparmiatori erano più alti dei profitti netti conseguiti dalle aziende e pertanto agli azionisti conveniva disinvestire e trasferire il capitale alle banche. Partì così la strategia globale, con i temi “no logo” e “lean e mean”, ma anche” less is more” (meno siamo più valiamo) e where is the cheese? (umani come topi alla ricerca del formaggio, cioè del lavoro, simbolicamente parlando). L’individuo incominciò a perdere la propria identità ed in molti casi il posto di lavoro. La precarietà, diventata la nuova forza del mondo politico-economico, il timore di disastri e del terrorismo, oggi tengono l’individuo sempre in ansia, rendendolo incapace di affermare la propria identità.
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Pulcinella e i clichés.
Pulcinella, pigro, ignorante e imbroglione, è diventato per molti solo un cliché, usato spesso per offendere i napoletani. Altri stereotipi sono: sole, pizza e mandolino. La verità è ben diversa, poiché a Napoli ci sono tanti giovani che si impegnano duramente dalla mattina alla sera in modo onesto, spesso sfruttati con lavoro nero o bassi salari, pur essendo diplomati o laureati con ottimi voti (altri più coraggiosi vanno via!). Chi sono a Napoli i “giovani” mendicanti? Molti sono immigrati che non trovano lavoro oppure sono drogati. Che dire come commento conclusivo a questo articolo? Parassiti ce ne sono sempre stati e sempre ve ne saranno, non solo fra i giovani però! Quanti ne conta la “stagionata” high society della cosiddetta Casta? E quali sono i modelli vincenti della nostra società, corrotta e senza valori? Malgrado tutto ciò, personalmente non perdo mai la fiducia nei giovani: i miei figli,i loro amici e tanti miei alunni, seri e volenterosi, sono la dimostrazione che una corretta educazione, impartita con amore ed esempi positivi, è sempre vincente in tutte le epoche.
Giovanna D’Arbitrio
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In morte di Zio Arturo
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"La morte ci ha da trovar vivi"
e Tu carissimo Zio
con la Tua immane cultura,
la Tua umanità,
i valori che esprimevi,
quando, prodigo,
non lesinavi consigli ed incoraggiamenti
a tutti noi,
Eri vivo.
Oggi che non sei più
il Tuo ricordo sarà per noi lo sprone
a fare sempre meglio, perchè
"Le urne dei forti gli animi accendono".
Tu resterai per noi l’eterno faro.
......................
Antonella, Alessandro e Francesca Iovino
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Commento del: 29 maggio 2009, da Simona
Mi sono resa conto che - può accadere - mentre si ammette di essere ignoranti ci si inganna, in quanto l’ammissione - potrebbe rivelarsi - più un tentativo di mostrare superiorità, che non un reale interiorizzare l’ipotesi proposta.
Ma ciò che più - risulterebbe - fuorviante. mi sembra. si possa trovare nelle conseguenze di questo inganno da ignoranza malcelata da intendimento, cioè, fra le tante, il tradimento del proprio porsi in essere e in esistere, laddove ci sarebbe l’occasione di poter simbolizzare una qualità piuttosto che una quantificazione di un evento..sia durante il rapporto con se stessi sia durante il rapporto con l’altro..direi in entrambe le vicissitudini..
Mi chiedo se il senso di colpa per l’inganno e l’inevitabilità dell’errore dovuto da questa ignoranza onnipresente potrebbero, in qualche modo, incastrare la possibilità di una evoluzione che tenda a risolvere queste problematiche.
Incastrare nel senso di generare un ulteriore menzogna che impedisca di vedere il meccanismo e renda poi impossibile la comunicazione del problema.
Posto che ciò accada..il discorso va a porre i suoi esiti su una comunque esigua minoranza che tende ad essere, in qualche modo più onesta verso se stessa e quindi ad accorgersi di queste trappole..
Se io abbasso il mio tetto di ignoranza..posso semplificare il processo di comunicazione con me stessa e con l’altro?
Secondo la mia esperienza direi Ni, oppure So..
C’è un’esigenza di dichiarare, di imporre, di indurre, di spodestare, di sovrastare, che tende a rendere questo meccanismo un coacervo quasi inestricabile di contraddizioni e di complessificazioni..Tanto è vero che al di là di un qualsiasi sistema adottato per risolvere le varie problematiche esistenti, sempre ci si ritrova a dover arginare, oppure subire, o anche avallare la suddetta rosa di esigenze..
non si può certo evitare di pensare che sia l’inganno che l’errore siano praticamente un’esigenza prioritaria sulla rosa di esigenze espressa..
Simona
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Codivido i sentimenti dell’autrice. Capita spesso sentirsi emarginati come meridionali, figurarsi come si può parlare d’integrazione per chi è costretto, da clandestino, a lasciare gli affetti e le poche cose, con il miraggio di un futuro migliore. I politici di tutto il mondo non hanno mai affrontato il tema che ogni essere umano ha il diritto di vivere la propria vita con dignità, creando adeguate condizioni. Il tema comune è il potere per dare a pochi privilegiati, togliendo ai tanti. In Italia oggi questo tema si sta sviluppando rapidamente, camuffato da proclami trionfalistici diffusi con tecniche mediatiche accantivanti. E i Sud del mondo saranno sempre più tartassati.
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Commento del: 17 maggio 2009, da secco
Conosco bene la fiamma di quella candela, descritta da te in modo veramente bello, bravo
Paolo
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E’ forse che in qualche più lucente sfera
ci separiamo dagli amici che qui troviamo?
O noi vediamo passare il Futuro
oltre il vetro affumicato del Presente?
O che cosa è che ci porta a comporre
uno con l’altro i frammenti di un sogno,
parte dei quali diventa vera, e parte
batte e ci trema in cuore?
Non è l’oggi abbastanza? Perchè scruto
nell’oscurità del giorno a venire?
Non è domani proprio come ieri?
E cambierà, il giorno che segue, la tua sorte?
Pochi fiori crescono sul tuo cammino gelido
e chi ti aspetta nella casa tetra
donde fuggisti e a cui devi tornare,
oppresso dal fardello che ti rende incerto e triste?
...
I love Shelley!
...e meno male che c’e’ ancora chi lo legge e chi ce lo fa leggere!
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Wonderful article, I never knew that Shelley was friends with Byron and Keats and that they were all in Italy together, or that Shelley was in Naples. Shelley’s poems are wonderful, yet troubled and full of turmoil. A brilliant poet with a very troubled soul.
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"I like Shelley’s lyrics: they are the best expression of his heart, a heart that "didn’t want to burn"
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Commento del: 8 maggio 2009, da Simona
Essere ignoranti o meno è il frutto di un caso apparente. Ciò significherebbe che essere ignoranti e sapere di esserlo è frutto di una legge del controcaso, mentre essere ignoranti e convincersi di non esserlo più continua a restare un rapporto con se stessi e con l’altro inserito nella legge del caso.
con questo vorrei ipotizzare chela legge del caso può permanere ed essere accettata in quanto causa effettiva dell’esistenza dell’elemento spurio, onde giustificare gli eventi che non si comprendono razionalmente.
Mentre la legge del controcaso, che sarebbe quella che non accetta la legge del caso e che, quindi, lo considera apparente, evita di cadere nella spiegazione di contesti impuri e di centrare invece la sostanza di ciò che in apparenza sembrerebbe incomprensibile..e di tentarne un suo migliore approfondimento, collocazione e dinamica..talché si possano avere delle tendenze attendibilmente esatte..
Ora l’ignoranza non sarebbe un caso, ma uno stato permanente dovuto al fatto che non si reperisce, in modo più serio e cosciente, la realtà dell’evento e si esiste quindi troppo nella subizione di esso, qualunque sia l’evento..
per cui l’ignoranza sarebbe una scelta non dovuta al caso..ma ad una volontà di deresponsabilizzazione.
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Commento del: 29 aprile 2009, da voivoda
Ho trovato estremamente stimolanye la scelta delle opere appartenenti alla collezione in oggetto, che ulteriormente testimoniano l’importanza della pittura napoletana per una valutazione europea del seicento artistico.
Ben si sa quanto era allora importante Napoli ed i suoi committenti artistici potessero gareggiare e probabilmente anche superare altre signorie o poteri ecclesiastici.
L’arte a Napoli se la vive nell’aria.
Le opere ivi figurate sono degne di considerazione pure in quelle che possono sembrare minori.
Ringrazio il dr. della Ragione che mi ha inviato il link e la vostra valida testata.
Auguri di successi da un triestino.
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Commento del: 6 aprile 2009, da secco
Caro Fabio, le emozioni che hai descritto sono in sintonia con quello che ho provato io dopo circa vent’anni dal tuo viaggio.
me le hai fatte rivivere Grazie
Paolo
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Commento del: 31 marzo 2009, da Marco
con le nuove tecnologie di cui siamo a disposizione, dovrebbe essere più semplice
ricostruire gli eventi del passato. Credo che molti libri di storia che al giorno d’oggi
sono utilizzati nelle scuole debbano essere aggiornati e si dovrebbe anche dare
maggior credito alle scoperte di ricercatori e studiosi contemporanei.
I recenti tagli di fondi destinati alla ricerca e alla conservazione dei beni culturali dimostrano la totale mancanza di lungimiranza dell’attuale governo in tal senso.
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Che EMOZIONE!mi ha veramente commosso... non si puo’ piangere di prima mattina!!!!!!
BRAVO BRAVO BRAVISSIMO!
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Commento del: 2 marzo 2009, da secco
Questa volta mi hai veramente fatto piangere, perchè so di cosa parli, perchè anche io ho imparato ad amare la fotografia, grazie a Babbo Romolo.
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Caro Arturo, come sempre ci regali scritti di grande qualità che, come "torrenti in piena", ci coinvolgono emotivamente e ci travolgono.
Amico mio, ti ammiro non solo come scrittore, ma anche come uomo forte e coraggioso.
Giovanna D’Arbitrio
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Commento del: 4 febbraio 2009, da Fabio
..."Meraviglioso... ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso"...queste parole di Domenico Modugno sembrano adattarsi perfettamente alla "MAGIA della Vita".Complimenti di cuore per l’articolo e per le immagini che fanno da perfetta cornice alle tue splendide parole.
Fabio
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Commento del: 4 febbraio 2009, da secco
Come ti dissi giorni fa, oltre a continuare ad emozionarci su queste pagine pensa seriamente a tirare giù un libro, romanzo o vita vissuta ( vedi Terzani) ci emozioneresti anche così,
Un abbraccio Paolo
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"E’ sempre piacevolissimo vedere le tue opere e leggere i tuoi articoli.
Riesci a comunicare le tue emozioni in modo sorprendente tramite l’arte della pittura ma anche della scrittura!
complimenti!!!!"
Alessandra
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Commento del: 23 gennaio 2009, da conte
Ho subito acquistato il libro la cui lettura è affascinante non solo per un occhio maschile, mentre stupende sono le oltre 100 foto a colori che permettono un’allegra cavalcata nel pianeta donna
Francesco Cerrato
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un articolo stupendo che emoziona e descrive al meglio la tua passione per la pittura. Come sempre riesci a descrivere perfettamente le tue emozioni!
Un bacio immenso
Ale
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Commento del: 13 gennaio 2009, da secco
Da quel giorno non fai altro che emozionarci, con i tuoi dipinti, ma d’altronde sono 50 anni che mi emozioni.
il tuo fraterno Amico Paolo
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Commento del: 9 gennaio 2009, da Fabio
Grazie; grazie per la emozione provata nel leggere questa lettera ......anche attraverso questo tipo di gesti si puo’ realizzare l’ irrinunciabile diritto di
"conservare la memoria" .
Una splendida, semplice lettera che ci permette di riportare alla mente uno dei momenti più bui della nostra recente storia .
Grazie per avermi permesso di condividere questa emozione .
Fabio
(fabiocaldani@alice.it)
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Commento del: 7 gennaio 2009, da Fabio
Sfogliare on-line alcuni vecchissimi numeri della rivista mi sembra una ottima idea , gestita con una tecnica di lettura davvero efficace ......complimenti vivissimi e sinceri (soprattutto all’Editore LUCIANO) !!
Fabio Caldani (compagno di Palestra)
e-mail :fabiocaldani@alice.it
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Commento del: 29 dicembre 2008
Bella l’intervista.digressione.Riconfermo"tanto al cubo".Come l’amore e’evergreen.Amo ancora Hugh.Di certo lo amo.Spero non parli e non esca,piu’con sue colleghe del passato o ex o altre donne.Daniela79 (bimba impulsiva,scusate.Sono imbarazzata di essere così schietta e sincera) Notte
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Commento del: 13 dicembre 2008, da Daniela
L’intervista? Carina davvero.Definirei,davvero meraviglioso ed incantevole intervistare Hugh Grant-immagino.Ed imperiale che sia hduto a Roma,dove l’unica a non aver guardato manco il Colosseo di certo sono io!(sono stata per andare in radio)Confermo con Hugh in merito a Roma .Io l’ho vista dall’Hotel Venneri.Via Germanico
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Commento del: 9 dicembre 2008
saggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, è possibile indicare di seguito il titolo della pagin
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Commento del: 4 dicembre 2008
grazie per aver scritto , era proprio quello che cercavo ora sò come orientarmi in un lavoro
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Commento del: 25 novembre 2008
"Per caso trovo questo articolo su Asmara e sono presa da grande tenerezza. Sono fra quelli che con la mia famiglia sono riuscita ad evitare il periplo dell’Africa per tornare a casa in quegli anni lontani. Per evitare la "prigionia" mio padre ha vissuno insieme ad altri italiani, in uno scantinato, nascosto agli inglesi che occupavano Asmara. Ho vissuto laggiù per 24 anni, ho studiato e mi sono formata sotto il bel cielo stellato di Asmara, ho ricordi bellissini ed altri tristissimi, ho avuto tante difficoltà ma anche tante esperienze positive. Non mi guardo mai indietro, ma quando, come adesso, il passato si affaccia, inaspettato e non richiesto, alla mia porta, la spalanco e faccio entrare tutti i ricordi di una storia passata che ora penso non avrebbe dovuto essere scritta. Leggerò il libro."
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Commento del: 31 luglio 2008, da Cesco
Complimenti per il racconto ma la monezza sulla strada dell’ Ikea l’hanno raccolta?? E i nomadi sotto il ponte??? Ma mettete ancora i sacchetti appesi ai balconi ad Afragola???L tu che sei brava nel raccontare lo sei sempre stata, sei una mancata attrice, magari in un altra vita!!!ciao F.B:
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Gent.mo Dott. Penza,
credo di non essermi spiegata bene neanche io.
Condivido con lei il fatto che il Governo precedente e l’attuale opposizione abbiano commesso e commettano continui errori. Primo fra tutti: non aver promulgato immediatamente (quando potevano) una legge contro il conflitto d’interessi e il dominio televisivo anche della RAI da parte del Centro destra, oltre a non aver sufficientemente pubblicizzato i piccoli utili interventi a favore dei cittadini (Assicurazioni, riforma della scuola,pensioni minime, inizio faticoso delle contrastate liberalizzazioni e, soprattutto,lotta all’evasione fiscaleche avveniva per la prima volta in Italia).
Inoltre, un anno e mezzo di governo non può essere paragonato a cinque anni di completo immobilismo e di leggi ad personam...
La mia "tristezza" deriva dall’impossibilità di essere governati da persone oneste e moralmente sane e che si preoccupino innanzitutto, del bene del Paese.
La mia irritazione è dovuta, invece, a dover vedere ogni giorno un esecutivo completamente sottomesso ad una "mela marcia" che fa il buono ed il cattivo tempo, senza,ahimè, la benchè minima speranza di poterne uscire fuori, dato l’immenso potere mediatico e personale del nostro Premier.
Spero poter continuare questo dialogo, magari a voce, con un nostro collaboratore.
Cordiali saluti.
SILVANA CARLETTI
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Gent.ma Sig.ra Carletti,
mi scusi se impropriamente ho definito articolista (ma nel senso di autore dell’articolo) il direttore della rivista che cortesemente ospita qualche mia collaborazione. Non intendevo disconoscere il suo ruolo, né d’altronde io mi chiamo ‘signor X’ avendo io correttamente firmato col mio nome e cognome.
Vorrei solo chiarirLe che non trovo utile spendere un attimo del mio tempo per migliorare le mie informazioni, che ritengo sufficienti, su vita morte e miracoli del signore di cui all’ oggetto, né intendo spendere una parola per confutare la sua tesi sulle qualità che dovrebbero contrassegnare un presidente del Consiglio, tesi che condivido in pieno e sottoscrivo senza obbiezioni. Non è questo il punto, anche perché in politica le ipotesi e il condizionale servono a poco.
Evidentemente non mi sono spiegato. Quello che voglio dire è ben altro, è che per due volte ho votato, assieme a molti altri, per collocare al governo uno di quei partiti che hanno nella tradizione e nel programma la tutela degli interessi della collettività e non di un individuo, e per due volte costoro si sono fatti male da soli. Hanno dato, in specie la seconda volta, uno spettacolo penoso di litigiosità e di inconcludenza dopo di che si sono dimessi ed hanno lasciato libero il campo. Ci piaccia o no ammetterlo se abbiamo ancora Berlusconi come premier lo dobbiamo anzitutto a loro.
A questo punto seguitare a pigliarcela con Berlusconi mi appare un alibi puerile. Se perdo una causa per colpa del mio avvocato è con lui che me la devo prendere. Chi vuole prendersela con l’avversario faccia pure, ma credo che non approdi a nulla che non sia frustrazione. Come credo non serva ripetere maniacalmente che Berlusconi è un Satanasso: ieri, 10 luglio, si è consumata l’ultima spaccatura nella sinistra tra Veltroni e Di Pietro. Se il premier pur senza dire una parola è riuscito a farsi fare questo altro regalo vuol dire che è l’insipienza e l’autolesionismo dei suoi oppositori a fare un Giolitti di un mediocrissimo personaggio.
Sbaglio?
Ecco, caro direttore, io penso che tutta qui sia la differenza che c’è tra le nostre posizioni.
Ricambio cordiali saluti.
MICHELE PENZA
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Gent.mo Signor X,
sono il direttore di Scena illustrata web e non un articolista.
La invito a cercare su Google (Il più grande motore di ricerca) notizie su Berlusconi e la mafia, su Berlusconi e la P2 con tanto di pubblicazione di tessera d’iscrizione.
Dovrà avere molto tempo a disposizione, perchè le si apriranno 600000 (seicentomila!) siti che nessuno ha mai denunciato o pensato di oscurare.
Oppure può acquistare i tantissimi volumi sul Cavaliere, pubblicati dalle più importanti Case Editrici,in vendita nelle migliori librerie ed inclusi nella top ten dei libri più venduti che circolano, senza alcuna remora, in Italia e nel mondo. Per non parlare dei film su di lui, vincitori di premi internazionali.
A mio parere, almeno il Presidente del Consiglio dovrebbe cercare di essere esempio di normale moralità e giustizia e non anteporre a tutto i propri interessi personali.
Mi dimostri il contrario!...
Cordiali saluti.
SILVANA CARLETTI
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Confesso che mi stupisce la tristezza dell’autrice dell’editoriale che amaramente medita sul fatto che ormai la legge non è più eguale per tutti. Io triste non lo sono perché so che uguale non lo è mai stata e non lo è nemmeno quando i suoi dettami sono esplicitamente rivolti a tutti i cittadini e non riguardano casi particolari come quello cui l’articolista suppongo si riferisca. Personalmente ho rinunciato a ricorrere al TAR per una causa contro lo stato perché per ottenere un primo risultato sono passati sei anni. Ne ho 78 quanti altri ne dovrei aspettare e quanti denari anticipare per arrivare magari a un risultato definitivo post mortem? Se parliamo di diritto civile per me quindi la giustizia non esiste e se parliamo di penale so che se commettessi un reato con pena inferiore ai tre anni non andrei mai in galera e non ci andrei nemmeno se commettessi un omicidio per via della età e delle condizioni di salute. Sono cinico io o questa è la condizione della legge in Italia? Di chi è la colpa se chi è in posizione di forza si arrangia come può? L’Italia è questa, non l’ha fatta così solo Berlusconi ma tutti noi.
Non condivido nulla dell’atteggiamento della sinistra nella quale ho militato per una vita quando dimostra un distacco totale dalla realtà di questo paese e si affanna a combattere campagne personali contro singoli personaggi individuando in loro il nemico da distruggere per risolvere tutti i problemi che lei non sa come affrontare efficacemente. Ha cominciato Scalfari con una campagna mediatica implacabile nei confronti di Craxi accusato di ogni sorta di delitti contro l’umanità. E’ finita con l’offerta di funerali di stato a Craxi e con il sopraggiungere di Gomorra a dimostrazione che la tesi che lui fosse l’incarnazione del male, ammesso che fosse sostenuta un buona fede, cosa della quale personalmente dubito, era del tutto sballata.
Ora si sostiene che il cancro da estirpare si chiami Berlusconi. Il problema è che lo hanno votato premier milioni di persone. Possiamo negare questa realtà? A loro piace, che devono fare coloro cui non piace? Secondo me per prima cosa cercare di ripristinare ciò che la sinistra ha sempre avuto e non ha più, ossia un rapporto diretto con la gente per capirla e interpretare i suoi bisogni. A Roma è successo che un delinquente forestiero abbia rubato il portafoglio alla donna di un pregiudicato nostrano, che ovviamente si è arrabbiato, ha chiamato in aiuto un gruppo di amici ed è andato a sfasciare le vetrine di un paio di negozi di sodali del ladro. La sinistra della città ha organizzato una grande manifestazione con bandiere e striscioni contro il razzismo che ha dimostrato solo una cosa, che dei problemi reali di quel quartiere e della sua gente non sa nulla e nemmeno si informa prima di dire qualsiasi cosa. I sensori vanno messi tra la gente e non sotto la rete del letto di Berlusconi delle cui vibrazioni a me come a tutti coloro che conosco e frequento non importa assolutamente nulla. Buon per lui se a settant’anni si sente vispo e baldanzoso.
Io mi addoloro per altre cose, per esempio quando leggo che a Milano c’è un chirurgo che ti toglie lo stomaco, così, tanto per ingrassare la parcella, che c’è un giudice che ci mette otto anni per scrivere una sentenza, che al ministero della scuola ci sono professori che scambiano un ballerino per una donna, che tra i basisti della banda di rom che ha svaligiato la casa di mio figlio ci sono il sig. Marino Massimo, maresciallo dei carabinieri, e il sig. Boldrini Sergio, ispettore di pubblica sicurezza, come leggo nella notifica del decreto che ne dispone il rinvio a giudizio con atto n° 40591/02 del 13.2.08 dell’ufficio delle indagini preliminari.
Ecco queste sono le cose che mi preoccupano e mi dicono che il tessuto sociale del paese si va disgregando. Di quel buontempone di Silvio confesso che me ne importa molto poco. Penso che tutto al più rappresenti la febbre, non la malattia. Non spianterebbe lui la vigna se non ci fosse la peronospora, e la sinistra finora ha fatto quasi niente per curarla..
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Dai siti che avete indicato sui fatti di Cefalonia manca il sito da me gestito : www.cefalonia.it
che mi sembra strano non abbiate notato nel web.
La sua mancata segnalazione -ora che lo sapete- equivarrebbe ad una consapevole censura di una non trascurabile fonte di informazioni sulla vicenda, ma sono certo che -se non altro per ’par condicio’- lo segnalerete.
Massimo Filippini
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Ha ragione Giovanna, il mondo ha perso i due riferimenti, che erano comunismo e capitalismo, la stupidità sta andando al potere. Lei alla fine dell’articolo cita Vico e i ricorsi storici.
Vorrei ricordare che ancor prima di Vico, quattro secoli prima,il grande scrittore sociologo arabo Ibn Khaldùn scrisse molto proprio sui cicli e sull’andamento dialettico della storia; qualcuno ha voluto vedere addirittura l’anticipo del diamat, cioè del materialismo dialettico. Cosa succede? Vediamo: Una città (ma può essere un intero Paese) perde interesse a fare, si affloscia su se stessa. Ma da fuori spingono altri che devono vivere, sopravvivere. Attaccano, sono motivati, vincono. E si insediano. Purtroppo anche questi nel giro di qualche generazione sono destinati a fare la stessa fine.Quali motivazioni ha la nostra civiltà?
Qualcuno ha detto che solo un ritorno ad un genuino cristianesimo potrebbe salvarci. Ne dubito.
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Commento del: 4 giugno 2008, da Kè**
Fantastico...semplicemente unico... quando nello straordinario viaggio onirico trovi davvero l’isola che non c’è... dove tutto prende vita... fusione di emozioni, scariche elettriche ed energia in ogni istante percorrono ogni millimetro del corpo... sovrapposto alla realtà, ancora meglio di essa stessa...
un grazie sincero di questa esperienza inestimabile!
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Commento del: 4 giugno 2008, da Laura
quanto avrei voluto esserci..mi mancate voi,mi manca il LaBart,mi manca la danza..sto troppo male..non vedo l’ora che venga settembre per riprendere..vi voglio bene!Laura
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Commento del: 3 giugno 2008, da Liliana
brava Claudia e tantissimi complimenti scene di grande intensità
Liliana
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Commento del: 1 giugno 2008
I really enjoyed reading this article about a really famous English poet, who is one of my favourite poets. The article is really informative and gives so much details about the poet and his inspiration. He had such a short life yet produced such amazing works. I love Ode to a Nightinggale and his other Odes, especially his poems that incorporate Greek mythology. I didn’t know that he died in Rome or lived in Piazza di Spagna or was buried in Rome. I learnt loads of new Italian words whilst reading it (Marco helped me!) and was surprised about how much I understood!! I am going to read some more of Giovanna’s articles!!
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Spulciando la stampa tedesca ho trovato un articolo di commento su DeutcheWelle che mi ha fatto meditare su cosa pensano in Germania dell’Italia. Il link qui sotto è all’articolo di cui riporto la traduzione.
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La ricerca della verità
Il problema non è Travaglio, ma la corretta gestione delle fondamentali, democratiche libertà di stampa, di pensiero e di parola, nonché di un’efficiente amministrazione della giustizia. Sono contro tutta la TV spazzatura che confonde e fa deviare dalla VERITA’. Le aule dei tribunali sono la giusta sede dei processi, non gli spettacoli televisivi, ai quali partecipano spesso personaggi incompetenti e di parte.
Giornalismo serio e magistratura onesta potrebbero collaborare nella difficile ricerca della VERITA’: questo è l’auspicio della gente che desidera risposte chiare, non legate ad interessi di destra o di sinistra.
Giovanna D’Arbitrio
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Ho sentito la trasmissione originale ed anche Anno Zero.
Ogni tanto ci sono i "Travagli" del momento, che tentano di far polemica ad uso personale (aumentare i loro introiti).
Lasciamoli parlare, prendiamo il buono e scartiamo il cattivo (ognuno di noi é in grado di giudicare). Si spegneranno da soli.
Prof. Odino Grubessi
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Un’articolo sulla realtà femminile, così calibrato e profondo, va soltanto lodato e condiviso. Ma seppur vero quanto l’autrice scrive, io vedo la donna come elemento centrale del genere umano.
Sul piano intellettuale e delle capacità, donna e uomo sono allo stesso livello, ma in essa si coniugano le componenti fondamentali dell’esistenza e della vita.
La capacità di generare vita, di farla procedere o abortirla, il legame viscerale con il nascituro, il dono dell’allattamento che è il primo tassello per la creazione del nucleo familiare.
L’aspetto estetico visto come armonia e delicatezza che genera nell’altro sesso dolcezza, riconoscenza e voglia di fare il bene.
La forza fisica che non è la muscolarità, ma la resistenza alla avversità e alle difficoltà, che la rendono più longeva e quindi più presente nel ciclo dell’esistenza.
Se io dovessi dare una valenza al genere umano direi che la donna, come motore di vita, è di valenza superiore all’uomo.
La potenza dell’uomo che dalle origini proviene dalla sua muscolarità, ha prevaricato l’essere femminile, ma nell’equilibrio che regola le leggi della natura, questo bilanciamento è in progresso e quanto prima, la donna "essere superiore" trasmetterà all’umanità le sue valenze.
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Ho visto l’articolo che mi ha inviato e l’ho trovato molto interessante anche perchè io sono una pittrice e, quindi, le informazioni sull’arte mi interessano molto.
Articolo ben fatto. In questo periodo di conformismo generale non vorrei che si ritornasse, nell’arte, a considerare ancora il "nudo" come qualcosa di peccaminoso. L’arte deve essere libera da censura.
Grazie. Paola
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Commento del: 5 aprile 2008, da Luciana
Sono stata per molti anni insegnante di sostegno e posso assicurare che i disagi ambientali, l’abbandono, sono handicap spesso più gravi di quelli fisici. La Scuola oggi è affetta da grave malessere. Brava e coraggiosa, Giovanna! Luciana
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Gent.mo Dott. De Cesaris,
la ringraziamo per aver commentato, sia pur negativamente, questo articolo.
Rispettiamo il suo punto di vista, ma ci teniamo a precisare che il flash fotografico cui lei si riferisce, è soltanto "una nostra provocazione" curiosa e dissacrante su di un modo di intendere molto diffuso (e, a nostro avviso, sbagliato e offensivo) la bellezza e la personalità delle donne. Ormai non ci salva più da queste esposizioni senza inibizioni anche in TV nelle ore di massimo ascolto, solo un esempio Striscia la Notizia di ieri sera 15 ottobre.
Ci fa piacere, comunque, poterla annoverare tra i visitatori del nostro sito e la invitiamo a commentare anche altri nostri articoli.
La Redazione
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Commento del: 12 ottobre 2007, da Giovanni
Trovo l’articolo interessante, ma le foto del" lato B" di PESSIMO GUSTO per una Rivista d’élite e culturale come Scena Illustrata.
Dott. Giovanni De Cesaris
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Commento del: 26 aprile 2007, da Sym57
La femmina aveva desiderio/timore per sé, solo quando scattava questa situazione. ( cioè la nascita del bimbo) questa frase non mi è corrispondente perchè mi suggerisce l’immagine per cui la femmina non ha questo tipo di rapporto con se stessa, diversamente dal maschio e che questo rapporto invece si manifesta solo in quella determinata situazione...
come donna mi sono immersa in una possibile interiorizzazione e non mi sembra di poter essere daccordo..però forse è il modo di rapportarmi con me stessa che risulterebbe diverso senza il cucciolo..e cioè sopra il desiderio\timore di me stessa, ma forse direi più esattamente verso me stessa con curiosità e con gnosi..
poi mi rendo conto di quanto sia facile ritrovarsi nel rapporto successivo di d\t di sè..perchè sospinta da un interagire che si basa più sull’inganno che non sulla ricerca..e quindi che mi collega senz’altro al primordiale istinto di predatore\preda...
Simona Pancotti
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Commento del: 26 aprile 2007, da Sym57
non per far confusione, ma penso che l’argomento debba essere inserito per essere compreso, in un contesto anche scientifico, e non solo riferito alla psicologia, ma anche alle teorie scientifiche che sorreggono la realtà dei fenomeni sia umani che universali.. e dico questo perchè nel discorso teologico, giustamente non si parla del quesito fondamentale che cosa sia morire..si parla solo di come sia avvenuta la creazione, come si possa essere eletti o derelitti..ma non si parla della dimensione morte..(la si contempla come fatto inevitabile che genera l’idea di sovranaturale) invece questa è ampiamente trattata nella disciplina astrofisica, perchè il concetto di evoluzione e di mutazione, nonchè di paralleli spaziotemporali ce la pongono sempre come soglia e come quindi superamento..inoltre c’è da considerare che l’umanità ha aperto la strada direi certa della disumanizzazione e che la dimensione psicologica, filosofica, scientifica e teologica sono senz’altro diverse da come si potrebbero interpretare se invece l’umanità avesse risposto a se stessa spiritualmente ed esotericamente...
la dimensione robotica cui ci stiamo dirigendo mi sembra privata di anima, cioè di valore intrinseco che consentirebbe all’umanità di saper far tesoro di un avanzamento tecnologico e che invece mi sembra stia sovrapponendosi alla dimensione teologica originaria escludendo di proposito l’anima che invece renderebbe la dimensione originaria vitale e propedeutica ad una conoscenza più profonda di se stessi ...come identità..e direi che l’anima sia quella spirituale e non quella più conosciuta come psiche e legata alle espressioni emozionali ed istintuali.. ma quella più profonda e collegata alla meditazione..
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Commento del: 26 aprile 2007, da Sym57
ho letto l’articolo con interesse e se lo rapporto nel contingente quotidiano ho la sorpresa di potermi accorgere quanto la percezione dello spazio e del tempo in cui esisto risulta molto meno chiuso ed indifferente al contrario di come sarebbe percepibile se si tenesse conto soltanto di una visuale geometrica che non tenga considerazione di altre categorie diverse dall’altezza. la larghezza e lo spessore di un evento..inserendo anche la categoria temporale e indefinita..la percezione della vita diventa improvvisamente più ricca e meno superficiale.. certamente non che diventi facile o risolta, però senz’altro meno indifferente e noiosa o abitudinaria...e questo è solo il minimo..se poi questo concetto lo applico anche per approfondire i rapporti allora quest’ultimi diventano non solo matematici, ma anche sfaccettati e non così determinanti..
queste sono solo accenni per comunque testimoniare che una percezione più profonda della realtà contingente, può essere utile per far intravedere aspetti di una realtà più profonda che altrimenti rimarrebbe sconosciuta..
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Commento del: 26 aprile 2007, da Sym57
in un rapporto fra macrocosmo e microcosmo si può ipotizzare che nell’essere umano ci sia una centralità dalla quale ci si possa qualificare crescendo ed evolvendosi o, viceversa , restandone settorialmente coinvolti e quindi, regredendo e complessificando se stessi? questo è il quesito che mi si è posto leggendo questa presentazione...forse la domanda presenta delle inesattezze, ma fondamentalmente vorrebbe alludere alla possibilità effettiva di un non conflitto fra sè e sè nella misura in cui si riesca a percepire il proprio fulcro interiore e ,nel renderlo cosciente, a poter conoscere rapporti diversi in se stesso molto più distanti ma non per questo isolati, dal contingente biologico in cui si è calati e quindi , per converso, più vicini ad una sintesi intima a mezzo della quale ci si riconosca oltre che persone anche delle identità con problematiche diverse e forse più urgenti...o forse più adatte alla realtà del nostro essere..
Simona Pancotti
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Commento del: 26 aprile 2007, da Sym57
IL FENOMENO PARANOICO
Conosco il libro o meglio la dispensa che tratta dell’argomento ed insieme ad altri argomenti correlati ad esso ho cercato di studiarlo. mi sono posta poi un quesito: se il fenomeno paranoico è sì una malattia psichica ma è così estesa tanto da non essere riconosciuta come tale può formare quindi una rete di convincimenti in cui è possibile cadere dentro anche se non si è paranoici? e poi mi sono posta anche un altro quesito: conosco a grandi linee le tematiche della Guerra Fredda le quali rivelano come molte aggressioni siano annoverabili nell’etichetta di paranoia.. ci possono quindi essere delle iniziative criminali che poggiano sull’induzione paranoica del rapporto con gli altri e che alterano quindi il rapporto con se stessi..cioè che fanno "i furbi" sapendo che il fenomeno paranoico è troppo esteso e poco gestibile e quindi comodo come spiegazione per consentire di annullare gli effetti di una denuncia propria rispetto persecuzioni occulte reali. io penso che è in questo senso che il fenomeno paranoico sia grave: perchè non ha un valido interlocutore che possa arginarne gli effetti dannosi se non l’individuo che si assuma completamente la responsabilità di se stesso e che competa realmente con il problema di sè.. certamente la proporzione non è confortante..
Simona Pancotti
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Ho trovato questo messaggio nella ricerca dei Testolin. Scrivo in portoguese...
Gostei muito da forma simples e sincera de relatar as atividades do dia de uma senhora que poderia ser minha mãe. Quantas vezes passa por nós despercebido todo o trabalho realizado pelas mulheres, especialmente as que se dedicam à casa e aos filhos. Parabenizo a iniciativa de mostrar o dia a dia e a importância do trabalho silencioso que tantas e tantas mulheres realizam.
Um abraço!
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Poetessa, la Zuccalà, dolce e sensibile ma di grande tenacia e fermezza. Ho avuto modo di conoscerla e nell’articolo dedicato a lei ritrovo esattamente tutte le caratteristiche della sua vena poetica. Apprezzo molto le poesie pubblicate nel testo e spero di poterne leggere altre in futuro.
rosanna sabatino
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Commento del: 6 febbraio 2007, da Leonardo
Genitilissima professoressa Brunetti,
Il suo articolo su Modigliani, cosí ricco in dettagli e cosí esaustivo come spiegazione, mi hanno fatto proprio venire voglia di approfondire questo pittore e di recarmi nella capitale per vedere questa magnifica mostra prima del 18 giugno.
Non sempre i critici d’arte sanno coinvolgere ed appassionare cosí profondamente i propri lettori come Lei ha saputo fare, impreziosendo la descrizione dei dipinti di Modí con tanti dettagli sulla vita personale del pittore maledetto. Ritengo infatti che siano proprio i preziosi dettagli sulla vita degli artisti ad umanizzarli, rendendoli così piú comprensibili ed accessibili ad un pubblico di non “adetti ai lavori”.
Certo, sarebbe bello potere avere Lei come guida per cogliere i dettagli che sfuggono a un inisperto osservatore sebbene credo questo non sia cosí facile da organizzare....
Spero di poter leggere ben presto altri sui articoli per poter godere della sua incredibile dote di chiara comunicatrice dell’arte.
Leonardo da Barcellona
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Trovo che l’articolo su Enzo Cucchi sia davvero ben scritto e molto rappresentativo del mondo artistico dell’artista poichè riesce anche a spiegare i messaggi profondi e gli intenti voluti. Inoltre mi piace leggere su un’artista che nel mondo è uno dei migliori!
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Bravi.., Che bell articolo.
Robert
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