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Nord e Sud al mare, l’estate scorsa.....

Ovvero meridionali e padani, 1 indiano e 2 santi
lunedì 18 maggio 2009 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Ricordi


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In questi giorni imperversano interminabili discussioni e polemiche sull’immigrazione clandestina, acuite purtroppo dalle prossime elezioni che come al solito tutto strumentalizzano. Il problema è di così ampia portata, tuttavia, che legiferare solo nel nostro paese senz’altro non basterà. Tutti i paesi ricchi, infatti, colpevoli di politiche di colonialismo, neocolonialismo e globalizzazione, dovrebbero responsabilmente trovare soluzioni condivise. Esiste oggi un “Sud del mondo” che, diventando sempre più vasto, include ormai anche le aree più povere di alcuni paesi occidentali, come il nostro Meridione. Così, quando parliamo di discriminazione e razzismo verso gli immigrati, non dobbiamo dimentichiamo che gli stessi Italiani del Sud sono ancora oggetto di pregiudizi ed intolleranza. Lungo e difficile sarà quindi il cammino verso l’integrazione, soprattutto in un’epoca in cui solidarietà e buoni sentimenti sono spesso sminuiti e derisi.

Personalmente ho potuto constatare tutto ciò un po’ qua e un po’ là in Italia e all’estero, ma in modo particolare quando ho più tempo, durante l’estate, a Sabaudia (Circeo) dove, avendo lavorato per alcuni anni, rivedo sempre con piacere i miei buoni amici. Qui ogni anno mi tocca difendere Napoli e il Sud discutendo con molte persone, soprattutto settentrionali in vacanza. In effetti, appena noi meridionali varchiamo i confini della Campania riscontriamo una certa indifferenza o addirittura una sorprendente disinformazione sui gravi problemi che noi dobbiamo affrontare ogni giorno. C’è un’Italia che “funziona” e che non riesce a comprendere perché noi non siamo in grado di raggiungere un adeguato livello di civiltà e quindi ci guarda con stupore e talvolta anche con disprezzo. Di fronte a tali atteggiamenti ogni volta provo molta amarezza, poiché in verità sono fiera di essere Italiana e di avere tanti amici e parenti anche al Nord.

I più accaniti contro il Sud sono sempre i Padani che, pur venendo a cercare il sole nelle “spregiate” regioni, ci vedono come i personaggi del film “Brutti, Sporchi e Cattivi” di E. Scola. E così spesso si sentono discorsi come questo: - Perché queste cose accadono solo al Sud? Dovete ammettere che la borghesia napoletana è molto colpevole. Tutti i partiti politici hanno provato a cambiare le cose, ma voi siete sempre uguali, si vede che vi sta bene così! Vi siete abituati perfino alla spazzatura! E poi non vi piace lavorare! -.

Anche l’anno scorso, facendo quattro chiacchiere sotto l’ombrellone con alcuni “leghisti”, ho sentito il dovere di parlare, malgrado mio marito mi facesse segno di tacere. Paziente ed educata all’inizio, ho contestato le loro idee con calma, sottolineando le responsabilità dei settentrionali, “storia alla mano”, dall’Unità d’Italia fino ai nostri giorni, quando i loro orrendi rifiuti tossici hanno inondato la Campania . Alla fine però, davanti alla consueta ottusa testardaggine, ho sentito la rabbia ribollire dentro di me, ho eruttato parole simili a fuoco e fiamme, son diventata Vesuvio e avrei voluto incenerirli tutti. Ho parlato, parlato, parlato con ira e con dolore, ho citato il recente Gomorra di Roberto Saviano che fornisce una visione “globalizzata” dei problemi, che ora vanno al di là dei confini della Campania, una visione scaturita forse dalla lettura di libri, come No Logo e The Shock Doctrine di Naomi Klein, Globalization and its discontents di Joseph Stigliz, libri che cercano di spiegare le cause dei mali di tutti i paesi poveri, di tutto il Sud del mondo.

Mentre discutevamo è arrivato Angelo, un Indiano che vende collane, parla con voce cantilenante senza le “doppie” e cerca sempre di calmarmi quando sono arrabbiata : - Peace, mama Giovana, you’re lucky. You’re rich. Pace! Tu fortunata, tu rica, compra colana! -. Ho comprato qualcosa e mi ha salutato come sempre stringendomi la mano, incurante del severo sguardo di un generale padovano, sdegnato per simili, inaccettabili “confidenze”. Divertita ho sorriso al generale e gli ho ricordato che, essendo egli un fervente cattolico, per le sue idee un po’ razziste si sarebbe potuto un giorno ritrovare all’Inferno a fare collane per diavoli, in base alla legge dantesca del contrappasso.

Ho ripreso poi il discorso interrotto e, pensando a tutti i giovani che sono costretti a lasciare le loro terre, da appassionata cinefila, ho citato il film “Stanno tutti bene” del regista G. Tornatore. Ho raccontato la storia di Matteo Scuro (M. Mastroianni), un padre siciliano che, dopo la morte della moglie, decide di rivedere i suoi numerosi figli emigrati in varie città italiane. Il poveretto ha un incubo ricorrente: sogna una gigantesca, mostruosa, simbolica, PIOVRA che, piombando dall’alto sui suoi figli, li ghermisce portandoli via. Durante il suo faticoso viaggio attraverso l’Italia, egli deve affrontare pregiudizi contro i siciliani ed amare umiliazioni. Rivede i figli e scopre che nelle loro lettere hanno mentito circa le loro favolose posizioni lavorative e che invece sono costretti ad arrangiarsi per vivere. Alla fine torna rassegnato e deluso in Sicilia e sulla tomba della moglie, davanti al suo ritratto, anche lui mente e dice: - Stanno tutti bene! -

I testardi Padani comunque non si sono arresi e siamo passati quindi ai ben noti temi del vittimismo ed assistenzialismo. Allora per ritrovare almeno un po’di humour, ho raccontato la seguente barzelletta : - “Gennarino Esposito chiede aiuto a S. Gennaro che gli appare nei suoi sontuosi abiti da vescovo e lo incoraggia a cercare lavoro a Milano. Il poveretto accetta il consiglio e parte, ma non trovando un posto di lavoro, invoca di nuovo il santo che questa volta gli chiede di buttarsi giù dal Duomo di Milano, come prova di fede. Sorpreso ma pieno di fiducia, egli esegue l’ordine, muore e si ritrova davanti a S. Pietro che lo vuole mandare all’Inferno come suicida. A questo punto Gennarino si ribella ed indica il santo che gli ha dato il consiglio. S. Pietro allora esclama con tono di rimprovero: - Oh Ambrogio, Ambrogio, non si risolve così la Questione Meridionale!“-

Finalmente è spuntato un sorriso sui loro volti, il discorso è diventato più sereno e poi hanno ammesso che spesso TV e giornali danno un’immagine estremamente negativa del Sud e non parlano mai delle cause dei numerosi ed irrisolti problemi, ma ne mostrano solo i devastanti effetti. Ci siamo lasciati con una stretta di mano e con la mia ironica battuta: - State attenti anche voi! C’è sempre qualcuno che vive “più al Nord”! -

Un po’ di humour fa sempre bene e a volte funziona più di tante parole.

 



  • Nord e Sud al mare, l’estate scorsa.....
    27 maggio 2009, di Savino De Rosa

    Codivido i sentimenti dell’autrice. Capita spesso sentirsi emarginati come meridionali, figurarsi come si può parlare d’integrazione per chi è costretto, da clandestino, a lasciare gli affetti e le poche cose, con il miraggio di un futuro migliore. I politici di tutto il mondo non hanno mai affrontato il tema che ogni essere umano ha il diritto di vivere la propria vita con dignità, creando adeguate condizioni. Il tema comune è il potere per dare a pochi privilegiati, togliendo ai tanti. In Italia oggi questo tema si sta sviluppando rapidamente, camuffato da proclami trionfalistici diffusi con tecniche mediatiche accantivanti. E i Sud del mondo saranno sempre più tartassati.