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Fra i protagonisti della pittura europea

Le immagini e l’angoscia nella pittura di Robert Carroll

da Scena Illustrata Giugno 1971
sabato 4 giugno 2005 di Italo Carlo Sesti da Scena Illustrata

Argomenti: Arte, artisti


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E’ difficile isolare l’arte di questo artista, nato a Painesville - nell’Ohio - e cresciuto nel Wisconsin, dalle sperimentazioni artistiche e morali del nostro tempo, giacché egli non può uscirne e lo interpreta ben più profondamente quando pensa di sfuggirne. Di fatti, i critici hanno scritto che a muovere Carroll è, forse, al fondo di tutto, l’esperienza di aver fatto 27 diversi mestieri, di aver toccato con mano il terrore nucleare, di vivere in una epoca che ripudia il razionale ed il cosciente per qualche cosa di inorganico in cui la vita dello spirito cerca a tentoni di captare affetti perduti, abitudini parsimoniose, la coscienza del lavoro e del guadagno, che costituiscono i momenti fondamentali di ogni tessuto socioeconomico. Nel processo di presa di coscienza storica contemporanea il pittore scopre una società immobile, bloccala, instupidita e farneticante per i beni di consumo a tal punto che la psicologia delle profondità vi trova - tra disgregazione informale e forsennata ricostruzione delle nuove aperture, fra cui la psicanalisi, la quale ci rivela vanificarsi amato e sofferto, il peso delle sue ossessioni interiori, il segreto della sua anima di oggi. E, qui sta la sua originalità anche se egli partendo dai più antichi tentativi dei pittori André Masson e Pollock ci ,. ricostruisce artisticamente rara situazione, direi, quasi analoga, non più a quella del primitivo, ma a quella della preistoria dove i nostri antenati, posti di fronte a forze minac-cianti che non sapevano ancora domare nè in loto nè intorno a loro, affrontavano l’enigma a quel tempo totale del mondo. E che vi trovavano ? L’angoscia, l’angoscia del vuoto, della sterilità, della solitudine; sguardi inquietanti, il mondo animale che si confonde con quello delle piante o delle rocce. Ora, questa angoscia rinasce fatalmente davanti alle situazioni del mondo moderno. Ed è giusto che l’arte l’esprima.

In queste poche righe non si può che abbozzare una indagine sul repertorio immaginario di Carroll, la cui potenza espressiva fonde il realismo più acerbo e l’idealismo : più fantastico, trasfigurando gli aspetti anche più umili e sordidi della realtà fino ad inventare, per così dire, un nuovo modo di vedere. Nelle opere di Carroll vi si leggono le ossessioni di una generazione che, avendo rinunciato alle secolari garanzie della cultura, si è ricollocata nel vuoto iniziale e vi prova il brivido di un colloquio con una realtà spoglia di ogni usanza, spaventosa perché cieca e priva di volto, ma non di forze, più terribili, più scatenate che mai. D’altronde l’importanza di Carr0ll oggi si accresce e prende determinatezza e consistenza fino a contribuire a collocarlo fra i protagonisti della pittura europea. E’ ciò proprio non solo per quella sua fedeltà alla rappresentazione della realtà che è soprattutto fedeltà alla conoscenza figurativa della realtà stessa, ma pure per la sua gran bravura di mano. Una mano che obbedisce sempre all’intelletto il quale specchia chiaramente l’idea; donde anche la sicurezza della espressione. La quale è immediata e documenta una emozione alla cui origine è sempre un senso di umana adesione ai fatti della vita. Ad esso è forse legato anche quel suo bisogno di far grandi quadri, per tiri molto spesso il discorso necessariamente non si esaurisce nei brani rossi, verdi e viola di bella pittura accostati e accordati gli uni agli altri ma assume il tono di più vaste composizioni. Naturalmente il suo realismo post-impressionistico non solo è in linea con il filone della moderna pittura europea ma, per lui, è innanzitutto uno strumento, un mezzo per raggiungere la più assoluta libertà di linguaggio e soprattutto, come abbiamo cercato di spiegare, un discorso diretto che vuole mettere in comunicazione la realtà, la sua realtà naturalmente, con il inondo che ci circonda. Un discorso dunque rivolto a chiunque voglia intenderlo e nel quale le cose, i fatti, le vicende che vogliono essere dette sono espresse con chiarezza affinché il loro significato appaia subito all’evidenza più ferrato e più significativo. Arte, allora, quella di Robert Carroll che racchiude forme, vita e pensiero basata su un postulato di cui ha seguito lo svolgimento e la verifica e che costituisce, direi, una nuova cultura artistica, che affondando le sue radici in quella americana prende risonanze europee. Per questo l’esperienza di rapporti così diversi ricorre tanto frequentemente nelle sue tele e vi appare come l’indice di un motivo suo proprio, di una realtà più vera, in quanto la sua agilità pittorico-narrativa lo fa, almeno apparentemente, consentire di più con la psicologia del nostro tempo. La verità storica è prima di tutto una verità psicologica e perciò stesso attinge od esperienze diverse, ad una universalità superiore a quella della storia particolare e contingente.

Italo Carlo Sesti

P.S.

NOTE BIOGRAFICHE ROBERT CARROL è nato nel 1934.

Borse di Studio

The Cleveland Istitute of Are, 1953-56; The Mary Suggit Ranney Scholarship, Western Reserve University, 1954-56; Goodyear Assistance Scholarship, 195667; Yale norfolk Summer Art School, Yale University, 1956; Gund Honorary Scholarschip, Cleveland Istitute of Art, 1957; Louis Comfort Tiffany Scholarship Grant Tiffany Foundation, 1957.

Mostre Personali

Cleveland Society of Artist, Cleveland, Ohio, 1957; Galleria Pogliani, Roma, 1960; Galleria II Centro, Napoli, 1961; Gallery Bianchini, New York City, 1963; University of Wisconsin, Madison, Wisconsin, 1963; Galleria Michaud, Firenze, 1964; University of Western, Illinois, 1964; Sneed Gallery, 1964, Rockford Illinois; Galleria Pogliani, Roma, 1964; Galleria La Panchetta, Bari, 1964; Galleria Terzo Mondo, Roma, 1965; Galleria del Centro Culturale, Ancona, 1966; Galleria La Nuova Pesa, Roma, 1966; Lee Nordness Galleries Exibition Section, New York City, 1967; Galleria la Seggiola, Salerno, 1968; Galleria Michaud, Firenze, 1968; Galleria 32, Milano, 1969; Galleria Fant Cagnì, Brescia, 1969; Galleria Forni, Bologna, 1969; Galleria Mercurio, Biella, 1970.

Cartelle

Una Cartella per la Sicilia, Ed. Nuova Pesa Roma. Carroll: testo di Valsecchi, 1969, E. Litografia Internazionale. Milano.

Documentari

America Contestata » prof. Enrico Crispolti, Riccardo Tortora, 1966; « Robert Carroll alla Nuova Pesa», prof. Attilio Bertolucci, Franco Simongini, 1966; Scenografia « Benito Cereno », Teatro Stabile Torino, 1969.


 



  • > Le immagini e l’angoscia nella pittura di Robert Carroll
    3 febbraio 2006, di Robert Carroll

    Bravi.., Che bell articolo.
    Robert

    • Cosa è la felicità
      18 agosto 2012, di Albino Sartori

      Ho letto l’articolo di Michele Penza, che non conosco, ma conoscevo il protagonista del suo racconto. Era mio padre, Francesco (Ciccio) Sartori. Ora so cosa è la felicità. Sapere che qualcuno ricorda il mio povero papà, così presto scomparso, e che un suo racconto aneddotico sia punto di partenza per disquisizioni etico-filosofiche, beh mi rende felice. Un caro saluto all’Autore. Albino Sartori