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Il discorso di Capodanno.

Qualche riflessione sul Capodanno
domenica 1 gennaio 2017 di Michele Penza

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni


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La notte di S. Silvestro come di consueto la TV trasmetterà il discorso del Capo dello Stato che la buona gente ascolta di solito distrattamente, con un occhio alla bottiglia di spumante ed un altro al capitone che troneggia sul vassoio al centro tavola. Una sequenza ormai familiare di buone parole, di paterne esortazioni, di solenni affermazioni di sani principi ai quali sia chi parla che colui che ascolta finge ormai di credere più che altro per abitudine e per buona creanza. Fra i termini più ricorrenti del discorso ascolteremo maggiormente quelli di democrazia, legalità, rettitudine, senso civico, solidarietà, ecc. ecc.

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Il Presidente Mattarella

Il capo dello stato è giusto che faccia il suo lavoro e diciamo pure che lo fa in modo ineccepibile ma a chi saranno dirette queste parole così pesanti e significative perché se le imprima bene nella mente, a noi?

E veniamo a noi, dunque. Democrazia. Io mi sono convinto per la esperienza politica di vari decenni che le affermazioni di Antonio Pennacchi contenute nel suo libro ‘Canale Mussolini’ siano sacrosante e convengo che se non fosse esistito quel tiranno di Mussolini oggi non esisterebbe la provincia di Latina e che in quelle paludi oggi non solo nascerebbero le zanzare anofele ma nuoterebbero i coccodrilli, e ipotizzo che lo stato italiano sarebbe a quel punto indebitato non per la realizzazione ma solo per la progettazione delle opere di bonifica, senza parlare del contenzioso con le imprese appaltanti fallite prima ancora di cominciare i lavori.

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Mi sentirei peraltro di aggiungere senza tema di smentita che a tutt’oggi la Previdenza Sociale obbligatoria sarebbe in Italia allo stato di disegno di legge, proposto dalla sinistra, allo studio di una inutile commissione presieduta dall’On. Rodotà!

Se c’è qualcuno che è in possesso di argomenti tali da convincermi del contrario caldamente lo prego di farmeli conoscere. Gradirei però che ne fosse prima convinto lui.

Legalità. Sui quotidiani di qualche giorno fa compariva la notizia che si sta valutando al Ministero degli Interni la opportunità di annullare le graduatorie di nove concorsi per la assunzione di personale di Pubblica Sicurezza perché è risultato evidente che un gran numero di candidati conoscesse in anticipo quali sarebbero stati i test.

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Antonio Pennacchi
Autore del libro ‘Canale Mussolini’

Parliamo di scorrettezze generalizzate in una istituzione che dovrebbe garantire la legalità, controllare i comportamenti dei cittadini praticando la riservatezza e la serietà come norma inderogabile di lavoro!

Questa notizia ha risvegliato in me vecchi ricordi circa le mie esperienze personali in una Pubblica Amministrazione quando osservavo i magistrati che presiedevano commissioni di concorsi classificare i candidati consultando i pizzini che avevano in tasca. Domande e voti erano tarati a seconda del nominativo.

A proposito, vogliamo dire qualcosina anche dei magistrati? No, meglio di no, per carità di patria. Solo una nota curiosa che almeno ci fa fare un sorriso.

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Capodanno 2015 -251 feriti per i botti

Per una volta, una sola in otto mesi, che sembrava che la sindaca di Roma e la sua corte ci avessero, come si suole dire volgarmente, azzeccato con la proibizione dei famosi botti di S. Silvestro che ogni anno ci regalano morti e feriti ecco che salta fuori il magistrato del TAR che annulla la delibera non si sa perché. Forse per flagrante buon senso. Deve essere una maledizione divina sulla città.

Mi fermo qui. Non voglio guastarvi oltre la festa di Capodanno. Concludo ricordando che è a soggetti come noi che il buon Presidente Mattarella rivolgerà i suoi severi moniti nonché le sue calde, paterne raccomandazioni.

Sarò sincero fino alla nausea: è tempo perso e fossi in lui risparmierei il fiato e passerei direttamente allo spumante e al capitone.

Buon anno a tutti.

 



  • Il discorso di Capodanno.
    4 gennaio 2017, di Michele Penza

    Mi ha telefonato mio fratello per rimproverarmi: che ti ha fatto di male l’On. Rodotà? Assolutamente nulla, gli ho detto. Ho solo tenuto presente la necessità dell’intervento di una autorità del suo calibro per valutare la necessaria ’sinistrosità’ di un simile provvedimento, che è molto dubbia, in quanto la materia si traduce concretamente in un sia pur limitato accumulo di capitale nel tempo, finalizzato alla realizzazione di un successivo profitto, processo economico che compendia nella sua formazione l’essenza stessa del capitalismo. Tutta roba che puzza di destra lontano un chilometro. Aggiungi poi che la Costituzione (Zagrabeski docet) parla chiaro: la repubblica italiana è fondata sul lavoro e non sul risparmio, sui BOT o sui CCT. No, me la vedo difficile, penso che se un operaio oggi aspirasse alla pensione dovrebbe rivolgersi alle Generali!