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Strapotere dell’inconscio


sabato 1 marzo 2014 di Andrea Forte, Vivi Lombroso

Argomenti: Parapsicologia


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Questo articolo farebbe la gioia ed il successo di un antropologo, o psicologo, o psichiatra, o sociologo, o filosofo, o di uno di quelli che si ritengono maestri/guru/predestinati, e similari.

Lo dico per attirare l’attenzione sul piano sottile che questo articolo (come del resto tutti gli altri) richiede un contatto intellettivo, non intellettuale, e men che meno razionalmente riduttivo. Inoltre richiede di essere considerato nel maggior numero di sfaccettature possibili, di essere specchiato su se stessi, sugli altri, sull’umanità, ed oltre.

Prima di entrare nell’argomento, conviene fare il seguente esperimento mentale.

Chi decide che ? chi ? decide ? che ?
Chi sa che ? chi ? sa ? che ?

Qualcuno, probabilmente parecchi, diranno: che è questo giochino per bambini cretini? Facciamo un rapido excursus. Miliardi di individui, nel corso di molti millenni passano la vita a fare aumm, aumm, e lo fanno milioni di volte. Poi ci sono miliardi di individui che fanno “Gesù, Giuseppe, Maria, vi dono l’anima mia” o equivalenti. Punto terzo. Miliardi di individui, per millenni e millenni, che ripetono: ti sei lavato le mani ? hai fatto i compiti ? hai dato un bacino alla nonna ? e via così, e dietro ci sono cose che non finiscono mai, e parliamo di meccanismi socioculturali.

Miliardi di individui per millenni ripetono litanie delle stesse cose, e poi non si mettono lì col foglietto e fanno: chi decide che? chi? decide? che? Mezz’ora per questo no, milioni di volte per le litanie si.

Se applico una tecnica per rilassarmi, inevitabilmente penso di rilassarmi, finché accade: cioè prevale in me quel pensiero, mi sento rilassato (e simaticamente sento di esserlo) ma in realtà “penso di essere rilassato”. Ho sostituito l’eterosuggestione e l’endosuggestione inconscia che mi stressavano con una autosuggestione successiva ulteriore. Sono tutte suggestioni, anche se di vario tipo. Questo punto sarebbe di una importanza tragica. Facciamo un esempio. Domani ho un incontro importante. Dentro comincia il martellamento: devo andare lì, gli rispondo così, ma lui mi dirà etc. Questa cosa martella talmente che comincio a fare dentro: mi devo calmare, rilassare. Allora c’è quello che ha letto l’articolo su Repubblica sulle tecniche di rilassamento, oppure quello che ha fatto yoga, e si sentono invadere, la pace. È successo che abbiamo cambiato dischetto al computer. Una vita dopo…

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In realtà, non c’è differenza tra interno/esterno, poiché interiormente operano 8 inconsci, più il retro inconscio.

Quando c’è una suggestione esterna, essa appare tale, ma in realtà attiva la suggestione interna specifica, sintonica, equivalente. In realtà mi rendo complice, in realtà sono vittima di una induzione esterna, ma sono una vittima complice. Se non “soggiaccio” alla suddetta suggestione esterna, è perché il mio inconscio non si sintonizza con quella, ma ne vuole imporre un’altra per suoi propri motivi. Non si esce dal labirinto…

Prendiamo una situazione comune, la televisione e il telecomando. La facciamo semplice. Accendo, trasmissione religiosa protestante. Cambio canale, un pornofilm, lo guardo, mi diverte, oppure no. Ricambio canale, documentario scientifico, sì questo lo guardo. Prendete questi tre stacchi. È successo che alla trasmissione religiosa il mio inconscio non si è reso complice per motivi precisi e radicati ben facili da individuare. Alla seconda trasmissione ho rifiutato il pornofilm, il mio inconscio non si è reso complice per motivi ben precisi. Alla terza trasmissione il mio inconscio si sente complice, la guarda, si sente colto, che ha imparato delle cose. Dischetto sì, dischetto no. Se a questi tre esempi semplici mettiamo situazioni più complesse o più delicate etc., ci accorgiamo che il meccanismo è sempre lo stesso.

Problema nel problema. Che cosa succede nello psicosoma di quello che sintonizza con la trasmissione religiosa? si sente più fervente, più saldo nella propria fede, più qualificato degli altri che vedono i film porno etc., si sente migliore perché guarda l’omelia del pastore e non i pornofilm e i nozionismi inutili della scienza, perché è proteso verso lo Spirito.

Passiamo allo spettatore porno e a quello colto. In questo momento non possiamo prendere il black-notes e chiedere: quando ti avanza tempo, che guardi ?

Se penso coattisticamente, subisco l’inconscio involutivo, se penso secondo la Filosofia Perenne, subisco l’inconscio evolutivo. Intersecandosi, inevitabilmente li subisco entrambi.

Io sempre subisco il mio inconscio, io sono il mio inconscio… ma più esattamente… l’inconscio è un macroinsieme del quale un sottoinsieme è costituito dall’io, cioè quello che io stupidamente prendo per “il mio io”, e che ritengo sia il centro di tutto.

Considerare ora la questione con una diversa e più ampia ottica.

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Non esiste una specie umana nel senso classico del termine. Tralasciando momentaneamente di considerare un inconscio prebiologico ed un inconscio biologico, in quanto comunemente del tutto ignorati, ma che comunque studieremo, per ora consideriamo ciò che comunque costituisce il cosiddetto umano. Esiste uno psichismo genetico che si è suddiviso in molteplici psichismi razziali… ciascuno dei quali si è suddiviso in sottopsichismi collettivi creduli… componenti dei quali credono di essere degli io individuali ad oltranza.

Cerchiamo di cogliere qualcosa. Se scorrete la storia del pensiero, della filosofia, notate da un certo momento in poi che subentra l’io, l’io penso, io faccio, e andando avanti, io mi sono costruito questa paura, questa gioia, io mi sono costruito questa fissa, questo complesso, mi sono costruito l’ideale dell’io e l’io ideale, e sono decine di migliaia di anni. La nostra ipotesi di lavoro propone di ribaltare la situazione. Alcune prove sono state fornite dalla stessa scienza ufficiale, ma non hanno capito cosa stavano dicendo. Prove sono state fornite dalle dottrine orientali, ma non hanno capito cosa stavano dicendo. Ci sono prove da vari campi della sostenibilità di questa tesi. Non sono gli individui che formano l’inconscio, ma è l’inconscio che forma gli individui.

Se nel mio cosiddetto io vengo invaso da un desiderio/timore coattistico… e progressivamente mi sposto su uno stato di quiete cosiddetto spirituale… allora presumo di liberarmi dal desiderio/timore e di entrare in uno stato spiritualistico superiore (più o meno elevato): cosa dimostra tutto ciò? di fatto dimostra semplicemente che “ho cambiato file nel computer”, o addirittura “ho cambiato programma nel computer”. Ancora più evidentemente ed automaticamente ciò addirittura avviene con la semplice tv: il totem telecomando (ed il conseguente programma ove mi soffermo)… mi fa mutare stato psicosomatico (e non solo) a seconda che io semplicemente guardi una rubrica religiosa, un porno film, un documentario scientifico, un telegiornale, una partita di calcio, un cabaret, e così via ad nauseam.

Il totem telecomando da centomila anni ha assunto una miriade di forme differenti, ma sostanzialmente ha sempre funzionato. Ambienti naturali, sciamani, guerrieri, il fuoco centrale, terreno e suppellettili, mantram, yantram, musica, cibo, droghe, danza, canti, miti, tecnologie, e così via ad nauseam.

La mediazione trasformatrice del campo psicosomatico, quando arriva una persona qualsiasi (banale, brutta, bella, giovane, anziana, congiunto, straniera, etc.).

Se fossimo ascoltatori, ci metteremmo davanti uno scaffale del supermercato aspettando di percepire cosa accade quando arriva una persona giovane o anziana, un uomo o una donna, uno straniero oppure una cugina, e ci si accorge che siamo un fuscello. E torna l’esercizio: chi? che? di che stiamo parlando?

L’alterazione del campo psicosomatico in presenza di un cosiddetto individuo carismatico, oppure rappresentante una situazione fortemente connotata (poliziotto, medico, sacerdote, magistrato etc.). Non è la Polizia, la Terapeutica, l’Ecclesia, la Magistratura etc. che esistono in funzione dei cittadini, dei pazienti etc., bensì tutti costoro sono plagiati e telecomandati psicosomaticamente da quelle strutture e dai loro mandatari… anche quando ad esse si illudono di ribellarsi o ingannarli.

Nota 3a

Cielo coperto/Sole, silenzio, rumorio, frastuono, colori freddi e colori caldi, luce naturale/elettrica/led.

Le situazioni probanti il totem telecomando sono miriadi. Esse sono sempre state subite dagli umanoidi più o meno direttamente. Quasi sempre sono anche state descritte, ma non comprese.

Resta il fatto che nel totem telecomando cascano tutti: maschi/femmine di ogni età, dall’artista al filosofo, dal contadino al re, dal potente leader al grande guru. Addirittura ci cascano anche quelli che gestiscono potenti telecomandi nei quali cascano masse di individui che li subiscono. Esempi fuggevoli. Dai preti ai cardinali, abbiamo i gestori che telecomandano masse di fedeli, ma i gestori stessi a propria volta subiscono una enormità di telecomandi che non comprendono (ed in maggior parte neppure conoscono). Altrettanto dicasi per medici, psichiatri, politici, mafiosi, etc. etc.

Sogguardando con distacco l’intera questione, si tratta di un feed-back… operatore/computer, spettatore/tv, individuo/inconscio, vittima/carnefice, preda/predatore, discepolo/maestro, e similari. Le macchine, l’inconscio, i prevaricatori, sono “stupidi”. I prevaricati sono “stupidi”. I componenti della prima categoria possono solo “funzionare”, e funzionano automaticamente (subendo a propria volta altri prevaricatori e divenendo così dei prevaricati). I componenti della seconda categoria possono solo “funzionare automaticamente” subendo, salvo sporadicamente “cambiare programma”, e quindi ribaltarsi divenendo prevaricatori. Se prendiamo il rapporto coi colleghi d’ufficio, dove sono prevaricato e prevaricatore ?

In sintesi, è tutto un loop che si amplifica e specifica nel tempo, ma che resta sempre la stessa riproposizione automatica, con sporadiche illusioni di random, e quindi di libertà (che sono sempre però dei loop camuffati).

Nel disperante e disperato tentativo di capire non solo l’argomento, ma anche di comprenderlo, e quindi di comprendere una eventuale via d’uscita, facciamo lo schema completo della dimensione inconscia. Prima però bisogna rendersi conto che inconscio non significa solamente non conscio, ma non conosciuto, non sospettato. In realtà, esso in massima parte non è percepito, inoltre molte sue componenti non sono recepite come tali dalla sedicente scienza ufficiale. C’è una miriade di fattori, sia sociali che astrofisici, i quali incidono sull’inconscio generale di ciascun singolo: ma nessuno sospetta come e perché essi incidano sulla struttura biologica. Il famoso assioma “l’individuo è ciò che mangia”… senz’altro risulta riduzionista e settario… ma il suo principio teorico andrebbe esteso a una miriade di fattori. E’ anche “l’individuo è ciò che mangia beve, vede, ascolta”. Quanti sono questi “sono anche”?ualcuno probabilemnteqqq