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Un amico fraterno

Il ricordo di una persona cara che ha molto contribuito allo sviluppo di questa rivista
domenica 1 dicembre 2013 di Achille della Ragione

Argomenti: Ricordi
Argomenti: Personaggi famosi/storici


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Arturo Capasso è stato per me sempre un fratello maggiore, da cui prendere esempio ed accogliere i consigli. Ci separavano 12 anni di età e di saggezza.

E’ stato l’anima del salotto culturale di mia moglie Elvira; mai un’assenza in 10 anni, sempre attento in prima fila con la moglie Marianna. Da lui partivano le domande e gli interventi più stimolanti, che inducevano i relatori ad approfondire gli argomenti. Ha collaborato con le sue personali amicizie a far intervenire personaggi famosi e con il suo entusiasmo elettrizzava il pubblico.

Ufficialmente la sua attività era dirigere il suo negozio di tessuti con 40 dipendenti in zona Mercato, ma egli da intellettuale raffinato amava leggere e scrivere.

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Arduro Capasso discute con Luciano De Vita
Posillipo 1 maggio 2008

Giornalista professionista aveva collaborato ad importanti testate, dal settimanale Gente alla gloriosa rivista Scena Illustrata, sulla quale mi invitò a scrivere dal 1994, collaborazione che da venti anni non si è mai interrotta. Perfetto conoscitore delle lingue, aveva soggiornato come borsista in Unione Sovietica, diventando un acuto osservatore della realtà comunista, che ha riportato in alcuni suoi libri. Una figlia architetto, 3 nipoti, una splendida villa a Posillipo sul mare con ettari di verde, che in parte coltivava, vestendo alla perfezione i panni del contadino, per dismetterli la sera e, novello Macchiavelli, indossarne di eleganti per dialogare con gli Antichi e con i giganti della letteratura russa che amava svisceratamente. La sua famiglia era di Secondigliano, quando la località era un paradiso bucolico non l’inferno di oggi. Sentiamo come ne parla in un suo libro:

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Arturo Capasso con i suoi aiutanti
Posillipo 1 maggio 2008

“Secondigliano era un borgo tranquillo e bucolico - ce lo descrive con lirica accorata Arturo Capasso, nativo del luogo, uno dei pochi scrittori che ha dedicato la sua attenzione a Scampia, definita terra fertile e ubertosa - Nei giardini c’erano le caprette, mentre sui Terrazzi c’erano i colombi. Ma nel giardino c’erano anche le galline, e imparai ben presto a vedere se tenevano l’uovo. Bisognava isolarle, bisognava metterle una specie di calza intorno al becco, altrimenti pizzicavano l’uovo appena fatto. Era un mondo semplice, ordinato, molti andavano in bicicletta. C’erano quattro, cinque famiglie di grossi commercianti e piccoli industriali, poi una fascia media e una molto bassa che abitava vicino al cimitero, nella località detta dei “Censi”.

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Achille della Ragione
Posillipo 1 maggio 2008

Da qualche anno, dopo una malattia sopportata con paziente rassegnazione, ha lasciato questa valle di lacrime. Almeno ufficialmente, forse per gli altri, per me vivrà per sempre nel mio cuore, dove ha un posto di riguardo.

Quasi ogni sera Arturo viene a trovarmi nel mio giaciglio a Rebibbia, a rendere lieti i miei sogni, a farmi compagnia, mitigando la mia tristezza. Discutiamo affacciati verso il mare nella sua splendida villa o passeggiamo ad occhi chiusi per via Caracciolo e da napoletani veraci sappiamo distinguere chiaramente tra il fragore delle auto clacsonanti ed il frangersi delle onde sulla scogliera di Mergellina.

P.S.

Ricordiamo che Arturo Capasso ha fatto parte della redazione di Scena Illustrata in edizione cartacea fin dagli anni ’80.

In seguito ha partecipato ed aiutato attivamente a sviluppare questa rivista sul Web dal marzo 2006 al giugno 2009, quando è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e di tutti quelli che lo avevano conosciuto.

Ricordiamo che, grazie alle attuali tecnologie, conserviamo e sono consultabili da tutti i suoi oltre 100 articoli pubblicati qui su Scena Illustrata WEB, andando sul suo nome nella lista degli autori, ovvero clivvando qui.

Unendomi con molta tenerrezza a questo ricordo scritto dal suo caro amico Achille della Ragione, segnalo che le foto che illustrano questo articolo sono del sottoscritto, scattate presso la villa di Arturo Capasso a Posillipo il 1 maggio 2008.

Luciano De Vita (Editore di Scena Illustrata WEB)


 



  • Un amico fraterno
    2 dicembre 2013, di Giovanna D’Arbitrio

    Sono molto grata ad Arturo per la sua amicizia, bontà, gentilezza. Gli sono grata anche per avermi sollecitata a scrivere per Scena Illustrata, insegnandomi ad amarla. Oggi per ricordarlo desidero citare solo ciò che egli scrisse in una mail dopo il matrimonio di mia figlia (al quale aveva partecipato con gioia), non sapendo che il giorno seguente ci avrebbe lasciati per sempre: “Giovanna, hai visto? Tutto è andato per il meglio, oltre le aspettative. Quella chiesetta sospesa fra cielo e mare mi ha riportato al Monte delle Beatitudini, con una piccola struttura e il paesaggio: un cielo terso che si unisce al lago di Tiberiade. Una funzione pregna di misticismo con la partecipazione sentita ed affettuosa di tanti amici. Gli sposi, poi, avevano una unità di sentimenti…….Auguri, auguri. Arturo”. E così la sottoscritta scrisse poi su Scena Illustrata: “La sua presenza al matrimonio di mia figlia è stato per me il suo ultimo, prezioso dono. Fu lui a chiedermi di scrivere qualcosa di diverso, di gioioso su queste nozze, invece dei miei tristi articoli su argomenti di attualità. Ho mantenuto la promessa e ringrazio Arturo, amico affettuoso e sincero, che un giorno certamente ritroverò quando Dio vorrà”. Giovanna D’Arbitrio