INFORMAZIONE
CULTURALE
Maggio 2019



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4885
Articoli visitati
4082983
Connessi 4

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
25 maggio 2019   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

Rubrica: EDITORIALI


DIVIDE ET IMPERA

Editoriale febbraio 2014/2
sabato 1 febbraio 2014 di Silvana Carletti

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


Segnala l'articolo ad un amico

Nessuno può negare l’impeto innovativo di Renzi, dopo tanta stagnazione e l’immobilismo dei governi passati.

Spesso, però, un eccessivo entusiasmo può portare a soluzioni non troppo ponderate e che nascondono delle insidie.

Berlusconi, dopo la decadenza da senatore, non si è rassegnato a uscire dalla politica e da ruoli dominanti ed è disposto a tutto pur di restare al comando, persino ad accettare, se non a suggerire, la divisione del suo partito dilaniato da lotte intestine tra falchi e colombe e ora, ad incontrarsi con il suo più grande avversario per dividere la sinistra e a vietare, ancora una volta, la scelta dei candidati da parte degli elettori. Il “cavaliere” ha sempre voluto una schiera di fedelissimi su cui contare e non sarà mai disposto a cedere su questo punto.

Inoltre, Berlusconi, ha sempre odiato la “sinistra” e i “mangiatori di bambini” pur riconoscendo in Putin un suo grandissimo amico (ma questa è una piccolissima contraddizione rispetto ad altre più gravi), dichiarando in tutti i media per anni ed anni il suo disprezzo per chi non la pensa come lui ed ora, è stato disponibile a recarsi nella sede dei democratici, sotto il ritratto di Che Guevara per trattare accordi con il nemico; il tutto, pur di non essere messo in disparte, soprattutto in vista di altri procedimenti giudiziari in arrivo.

E Renzi? Certamente è in buona fede, ma dovrebbe fare molta attenzione a tranelli nascosti e ad insidie inaspettate perché il Cavaliere non è certo rassegnato a cedere una supremazia che ha difeso con le unghie con i denti per circa venti anni.

Nonostante l’estrema urgenza di riforme e, soprattutto, di una nuova legge elettorale, il Partito democratico dovrebbe dettare le regole agli altri competitori e non subire ricatti più o meno evidenti, evitando di farsi abbagliare da troppo facili promesse e da ambigui comportamenti.

Molti elettori di sinistra e non, puntano su di un candidato giovane, ricco di entusiasmo e con tanta voglia di fare e di rinnovare una situazione politica antica e piena di difetti e di contraddizioni e soprattutto invasa da una corruzione dilagante che ha finito per disgustare l’elettorato in generale.

Purtroppo, a Renzi non sarà facile superare ostacoli e compromessi che sbarrerebbero la strada ad ogni candidato benpensante.

Per lo meno, la buona intenzione sembra esserci e si spera che, almeno questa volta, non si debba cedere, come sempre, a ricatti e a situazioni poco chiare.

Se Renzi fosse davvero “l’ultima spiaggia” varrebbe la pena provare a riunire le forze (e i voti) della sinistra, superando diversità, opposizioni e differenze di vedute, pur di riuscire a formare un governo che (finalmente!) possa governare e …durare.

 



  • DIVIDE ET IMPERA
    3 febbraio 2014, di Michele Penza

    Divisi già lo siamo purtroppo!
    E’ inevitabile il dover prendere atto di quanto sia diffuso nel partito democratico, al quale non appartengo ma per il quale voto, un curioso atteggiamento di molti degli aderenti nei confronti del suo segretario, di cui leggo che anche l’editoriale del Direttore riconosce (a malincuore, si percepisce bene) l’impeto innovativo, l’entusiasmo, “che però è eccessivo e potrebbe andare incontro a soluzioni non ponderate, a
    insidie, ecc. ecc.”

    Tutto sommato osservazioni piuttosto benevole e moderate rispetto a quanto ho ascoltato in giro nelle scorse settimane e soprattutto in occasione dell’incontro di Renzi con Berlusconi nella sede del Nazzareno.

    Aggiungo che trovo addirittura generoso da parte di chi scrive il riconoscimento che il segretario del suo partito “è certamente in buona fede” (se ne deduce che potrebbe anche non esserlo) e tuttavia “ dovrebbe fare molta attenzione a tranelli nascosti e insidie inaspettate”. Questa preoccupazione è sacrosanta e nutro anch’ io qualche dubbio che il gruppo dei soliti ignoti che in passato ha pugnalato Prodi, Veltroni e Bersani non colpisca anche Renzi alle spalle in parlamento, vanificando quanto deciso dalla segreteria e dalla direzione del Partito. E’ quella la parte più infida e irresponsabile che ha reso il PD poco credibile e incapace di imporre una sua linea a chicchessia. Son quelle le insidie più pericolose, quelle che vengono dal lato B.

    Confesso che sono rimasto sconcertato quando ho sentito un dirigente tra i più attivi affermare di provare vergogna per l’incontro avvenuto nella sede del partito. E perché mai? Perché Berlusconi è un poco di buono, un pregiudicato.

    Verissimo, e allora? Avrà mai sentito parlare Fassina di un certo Cristo, anche lui molto criticato perché lo si vedeva sempre in giro a mescolarsi con gentaglia e prostitute? Perfino con tale Matteo, un tipaccio, giocatore inveterato che trafficava alla Equitalia dell’epoca. (Ma che linguacce questi farisei, non cambiano mai!

    Non faccio paragoni, voglio solo dire che si possono avere buone ragioni per avere certi contatti. Ve lo immaginate papa Leone Magno che dice “No, ragazzi. Io con Attila non ci parlo perché è un cattivone che ne ha fatto di tutti i colori”?

    E non vi sembra contraddittorio che in una fase politica nella quale tutti hanno convenuto che si rendono necessarie “larghe intese” si gridi allo scandalo se si incontrino per discutere una linea comune almeno nel metodo i leader politici delle due principali parti avverse? E non vi sembra comico che la volta in cui i due si vedono ad Arcore si dica che ci si è genuflessi e umiliati al califfo mentre la volta che si vedono al Nazzareno si gridi al sacrilegio e alla profanazione del tempio?

    Non ce l’ho con il mio caro Direttore, ma credete mi dispiace leggere che “se fosse l’ultima spiaggia varrebbe la pena di riunire le forze della sinistra superando diversità e differenza di vedute”. Soltanto in quel caso?
    No, non è una opzione ma un dovere e una necessità, per tutte le forze della sinistra, sostenere oggi segretario e direzione del PD senza porre condizione alcuna. Non saremo all’ultima piaggia ma non è che ci manchi tanto. Il direttore di una catena di supermercati mi ha detto che i furti di alimentari sono saliti del 30%. Vi dice nulla?

    Significa che a rubare sono le donne di casa, i vecchi con la cravatta e il cagnolino, la buona gente che tutti noi poco o nulla abbiamo fatto per evitare fosse ridotta a questo punto.
    Un’altra cosa vorrei dire a proposito di mascalzoni che ci fanno un po’ schifo e coi quali ci costa tanto dover trattare. La vogliamo dare una occhiatina più attenta a quanto è accaduto e ancora accade nei comuni, nelle provincie e nelle regioni in materia di immondezze? Ce ne verrà di ritorno tanta salute, in ogni senso.
    Ecco dove siamo divisi, ahimè. C’è che ritiene sia ora di alzarsi dalla panchina e darsi da fare e chi ritiene, legittimamente, di porre tali argomenti alla discussione in un bel seminario alla scuola di Ariccia o meglio ancora alla fondazione D’Alema. E studiare le soluzioni, studiare, studiare… -
    Michele Penza