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GIù LA MASCHERA !!


venerdì 9 luglio 2010 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Burraco, problemi e… carattereNon ho mai amato giocare a carte: ho sempre considerato piuttosto noioso stare seduti per lunghe ore ad un tavolo per impegnare il tempo libero. In passato mi lasciavo coinvolgere solo a Natale quando il gioco diventava un pretesto per stare insieme in famiglia. Ho sempre preferito in effetti andare a cinema o a teatro con gli amici per poi discutere e confrontarmi con loro dopo lo spettacolo.

Qualche anno fa, tuttavia, notai che qualcosa stava cambiando. Ogni tanto qualcuno ci “dava buca”, dicendo che aveva qualche improrogabile impegno, senza aggiungere ulteriori spiegazioni. Quando sento la classica frase “abbiamo un impegno”, capisco che c’è un ALT e così non mi spingo oltre, ma mi sento un po’ triste, esclusa da qualcosa. Fu così che un sabato sera (trascorso a cinema da soli) io e mio marito incontrammo una coppia d’amici che ci spiegarono l’arcano sui tanti “impegni” degli altri. Ci rimproverarono dicendo: - Perché non volete imparare a giocare a burraco? Tutti ormai passano i weekend in questo modo!! Se continuate così, resterete sempre più soli! -. 1000000000000107000000F614746CE6Ci rendemmo conto allora che una follia collettiva stava ormai travolgendo Napoli dove incontri pomeridiani e cene erano innescati da un incontrollabile, travolgente obiettivo ludico: BURRACO! Spinti quasi da un irrefrenabile impulso ossessivo – compulsivo, tutti erano sempre pronti a giocare. Non riuscivo a comprendere il fenomeno e così pensai che forse esso era in qualche modo solo un modo per esorcizzare il male oscuro dei nostri tempi, l’indefinibile senso di paura e d’insicurezza che minaccia di travolgerci ad ogni istante. Stare seduti in cerchio intorno ad un tavolo insieme per un burraco, mentre fuori imperversano drammi di ogni genere, forse creava una sorta di magia, donando un po’ di gioia?

10000000000001F4000002C560910331 Ancora oggi mi meraviglio di fronte all’inossidabile successo del burraco. Perché la gente continua a giocarlo? Forse per le sue regole facili, essenziali, anche flessibili (un mix di scala quaranta e canasta ben armonizzato)? Per il numero variabile di giocatori (da un minimo di due ad un massimo di sei, pari o dispari)? Una buona dose di fortuna certamente è un ingrediente da non trascurare, ma furbizia ed intelligenza portano il gioco ad un livello diverso in cui si è “stuzzicati” da un altro elemento, l’IMPREVISTO, che può trasformare anche un perdente in un vincente. Quante persone frustrate, ritenute prive di particolari capacità ed abilità, “perdenti a vita”, possono trovare in tale gioco una forma di rivalsa, di riscatto, dimostrando di essere bravi in qualcosa, di poter vincere una volta tanto!

E fu così che in una tranquilla sera d’agosto anch’io fui “iniziata” al burraco, tra risate e battute sull’opinabile fedeltà di mio marito per la valanga di pinelle e jolly attirati dalla mia sfacciata fortuna, nonché per il buffo modo in cui tenevo in mano le carte che ogni tanto mi cadevano a terra. Vinsi spudoratamente! Presa anch’io dalla “febbre” del burraco , giocai tutta l’estate come una matta, poi, come mi accade di solito, cominciai a studiare ancora il fenomeno “dal vivo”, ad osservare me stessa e gli altri, a riflettere, a trarre conclusioni.E’ strano, ma vero: il gioco mette in evidenza tutti i nostri pregi e difetti, svela spesso aspetti nascosti del nostro carattere. Cadono le maschere. E naturalmente è più divertente notare i difetti. Che gioia sul viso di chi riesce ad appropriarsi avidamente di un “pozzetto” (11 carte)! Che sadico piacere “chiudere” all’improvviso lasciando gli altri con una montagna di carte in mano ed un pesante carico di punti da pagare! I giocatori emotivi, come la sottoscritta, a volte si agitano e fanno errori stupidi oppure hanno strane, imprevedibili reazioni, i più bravi, freddi e controllati vanno avanti come carri armati schiacciando il nemico senza pietà, i distratti e chiacchieroni parlano troppo e talvolta fanno innervosire tutti, i dotati di goethiane “affinità elettive” giocano in coppia con perfetta imbattibile sintonia, gli irascibili si arrabbiano facilmente se non vincono, i lamentosi si disperano continuamente per la vana attesa delle carte giuste e immancabilmente si attirano l’ironica frase “Il piccio rende!” (cioè lamentarsi serve a livello scaramantico!), ecc. ecc. L’elenco potrebbe continuare … 100000000000012C000000CD2C83F3C6Anche se non sono diventata una burraco - dipendente, confesso che ora mi diverto molto non solo a giocare, ma anche ad osservare i miei comportamenti e quelli degli altri: aspetti nuovi spesso emergono dalle relazioni umane in particolari situazioni e così, come in uno specchio, guardando altre persone, impariamo anche a conoscere meglio noi stessi, a tollerare con un po’ d’indulgenza sia i nostri difetti che quelli degli altri, apprendiamo talvolta anche a sdrammatizzare, a non scoraggiarci di fronte ai gravi problemi del nostro tempo e della vita in genere. Tra una battuta allegra, una risata o uno breve sfogo su qualche contrarietà, ci si sente meno soli, si prova ad allontanare la tristezza e per qualche ora si sgombera la mente dai pensieri cupi.

Giovanna D’Arbitrio

 



  • GIù LA MASCHERA !!
    16 luglio 2010, di Claire Hornsby

    Great article Giovanna - I really enjoyed it and I understood most of the article!! Are you still playing Burraco..? Claire