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INTERVISTA A HUGH GRANT


domenica 25 febbraio 2007 di Silvana Carletti

Argomenti: Interviste


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“Bello e impossibile”: è questa la definizione più adatta per indicare Hugh Grant, un attore famoso in tutto il mondo, ma allo stesso tempo, molto riservato e scrupoloso nello svolgere la sua professione.

Lo incontriamo a Roma all’Hotel Hassler, appena giunto nella nostra città per la presentazione del film “Scrivimi una canzone”. In esso, Hugh interpreta un ruolo per lui insolito: Alex Fletcher, una rockstar degli anni ’80 ,ormai fuori moda, che si dedica a spettacoli periferici per un pubblico di nostalgici.

Gli chiediamo:

- Che cosa ricordi degli anni ’80?

Moltissimi gruppi, dai Wham, a George Michel, ai Duran Duran, ma nel film non vi è un riferimento preciso alla storia di qualcuno di essi. Di quel periodo ricordo soprattutto i capelli che schiarivamo con il limone e la tuta stretta che indossavo; così stretta che spesso ero costretto a camminare con il collo piegato in avanti.

- Che cosa pensi di questa commedia musicale?

Penso che il successo di un film dipenda dalla sceneggiatura che deve essere scritta con il cuore e venga dal profondo. Allo stesso tempo, la storia deve essere comica e un po’ romantica. Penso che in questo Marc Lawrence sia stato bravissimo, perché ama molto la musica e ha realizzato una storia ricca di sentimento.

- Ti piace di più lavorare a Londra o a New York?

Sono entrambe due città eccezionali per produzioni cinematografiche. La differenza è che a New York si mangia di più.

- Visto che si tratta del secondo film che interpreti con un ruolo musicale, ti senti pronto per il “Musical”?

Come ho già detto, non sono pazzo per la musica. Mi è piaciuta questa nuova esperienza, ma ho dovuto impegnarmi moltissimo, specie per la danza. Per fortuna ho avuto dei bravi insegnanti.

- Il film parla di una star passata di moda. Hai mai pensato a considerarti un “ex”?

Penso che questa possibilità sia dietro l’angolo... Ma non mi dispiacerà diventarlo, perché sarà divertente essere invitato dappertutto, nei reality, sul ghiaccio, in sfide e manifestazioni. Sarà rilassante e meno impegnativo di adesso.

- Senti il desiderio di tornare al genere “drammatico”?

Non ho particolari preferenze. I film seri sono più importanti, ma non più difficili.

- Che cosa hai fatto per immedesimarti nel personaggio di Alex?

Si tratta di una pop star al di sopra dell’età; è un personaggio bello, non caricaturale. Ho dovuto lavorare sodo, perché nel mio lavoro mi preoccupo sempre molto, fino alla pignoleria, tanto che Marc mi ripeteva spesso: “Rilassati, non ti concentrare troppo”. La difficoltà più grande è stata quella della voce che ho voluto fosse la mia. Io e mio fratello siamo “gli stonati di famiglia” e quindi potete immaginare che fatica è stata riuscire a cantare come una rock star. All’inizio, sembrava che cantassi un’operetta.... .

- Quali sono i tuoi gusti musicali?

Meglio che non ve li dica; non seguo e non cerco la musica.

- E i tuoi film preferiti?

Woody Allen prima e dopo e Peter Sellers. I film realisti in bianco e nero non li conosco abbastanza, ma sto cercando di recuperare.

- Come esci da questa esperienza?

E’ stato difficile togliermi dalla testa questo personaggio, come mi era successo per “Bridget Jones”. Mi immedesimo talmente nel ruolo che debbo interpretare, che sono dapprima colto da paura, poi vado alla grande ed infine calo, perché mi preoccupo troppo. Durante la recitazione, non riesco a ridere delle battute ironiche. Solo quando vedo il film terminato, mi rilasso e mi diverto.

- Il tuo ruolo in America Dreams era del “cattivo”. In quel film sei stato straordinario.

Grazie, molto carino da parte tua. Quel ruolo mi è piaciuto. Il tirare fuori il peggio di me, mi è servito da catarsi. Ora però sono “vecchietto” per quei personaggi.

- Come ti sei trovato a recitare con Drew Barrymore?

Drew è un’attrice bravissima, affascinante, attraente, con qualcosa di fanciullesco che conserva in sè. Il suo pregio più grande è quello di far sentire l’attore che recita con lei molto bravo ed importante.

- Che cosa pensi di Roma?

Amo tantissimo questa città e questo albergo. Dalla stanza che occupo, vedo il panorama più bello che abbia mai visto in tutto il mondo. Credo che qualsiasi attore venuto a Roma, pensi come me della vostra città.

Si conclude così la nostra intervista. Il film “Scrivimi una canzone” sta avendo uno straordinario successo nel mondo, riconfermando, così, la fama di un attore di grande professionalità e molto amato dal pubblico.

 



  • INTERVISTA A HUGH GRANT
    29 dicembre 2008

    Bella l’intervista.digressione.Riconfermo"tanto al cubo".Come l’amore e’evergreen.Amo ancora Hugh.Di certo lo amo.Spero non parli e non esca,piu’con sue colleghe del passato o ex o altre donne.Daniela79 (bimba impulsiva,scusate.Sono imbarazzata di essere così schietta e sincera) Notte

  • INTERVISTA A HUGH GRANT
    13 dicembre 2008, di Daniela

    L’intervista? Carina davvero.Definirei,davvero meraviglioso ed incantevole intervistare Hugh Grant-immagino.Ed imperiale che sia hduto a Roma,dove l’unica a non aver guardato manco il Colosseo di certo sono io!(sono stata per andare in radio)Confermo con Hugh in merito a Roma .Io l’ho vista dall’Hotel Venneri.Via Germanico