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Rubrica: CULTURA


The Child is father of the Man (The Rainbow)

WILLIAM WORDSWORTH: il "lake poet" che cantò la Natura

My heart with pleasure fills / And dances with the daffodils. (The Daffodils)
giovedì 1 ottobre 2009 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Letteratura e filosofia
Argomenti: Poesia


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The Rainbow (L’Arcobaleno) fu la prima poesia di Wordsworth che studiai a scuola e subito dopo i versi di The Daffodils ( I Narcisi) mi catturarono per sempre, come tutte le opere di questo grande “lake poet”, uno dei tre “poeti laghisti” della prima generazione del Romanticismo inglese. Come i suoi amici, Coleridge e Southy, infatti, egli trasse ispirazione dai meravigliosi, suggestivi spettacoli naturali offerti dal Lake District, dove era nato nel 1770 (Cockermouth) e dove trascorse la maggior parte della sua lunga vita.

In quei luoghi, tra dirupi e laghi del Cumberland, fanciullo infelice, con lunghe passeggiate a contatto con la natura, placò le angosce causate dei primi tristi eventi della vita, come la perdita di entrambi i genitori e le difficoltà finanziarie che ne seguirono. Chiuso e ribelle, egli stesso affermò che la Natura “lo iniziò alla vita”, aiutandolo ad uscire da una profonda tristezza.

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ST. JOHN’S COLLEGE, CAMBRIDGE

Studiò al St. John’s College, Cambridge, e nel 1790 andò in Francia dove si entusiasmò per le idee democratiche della Rivoluzione e s’innamorò di Annette Vallon, dalla quale ebbe una figlia, Caroline.

La brutalità del Regime del Terrore e successivamente le mire imperialistiche di Napoleone lo delusero a tal punto che lasciò la Francia e ritornò in Inghilterra. Ripudiò per sempre gli ideali rivoluzionari e si spostò in seguito su posizioni sempre più conservatrici, anche se continuò a mostrare pietà e sentimenti umanitari verso i poveri.

Nel 1798 pubblicò, insieme a Coleridge, le Lyrical Ballads, considerate il “Manifesto” del Romanticismo inglese, e nel 1799 sposò Sarah Hutchinson, dalla quale ebbe 5 figli.

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Lyrical ballads
William Wordsworth and Samuel Taylor Coleridge

Ormai era tornato nel suo amato Lake District, con la sua famiglia e la sorella Dorothy, sua valida collaboratrice, e negli anni che seguirono scrisse le opere migliori e il suo capolavoro The Prelude.

La vita continuò ad infliggergli prove dolorose, come la morte del fratello (annegato in mare) e di due figli, Thomas e Catherine, la grave paralisi della cara Dorothy, nello stesso tempo tuttavia essa gli regalò fama, ricchezza e onori fino alla morte, avvenuta nel 1850, all’età di 80 anni.

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LAKE DISTRICT

Tutta la sua poesia appare pervasa dall’amore per la Natura che con il suo magico richiamo lo attira, l’affascina, lo induce alla riflessione, donandogli preziosi insegnamenti. Sotto l’influsso delle idee del Rousseau e della filosofia neoplatonica, arricchite dalle sue personali esperienze, elabora una visione panteistica in cui “la presenza divina” è qualcosa di immanente e visibile nel creato. Secondo lui, è proprio questa grande, divina forza del mondo naturale che fa progredire l’Uomo attraverso i tre stadi della vita: l’infanzia, la gioventù, la vecchiaia. L’infanzia è la fase più importante, poiché in essa l’innocenza e la “reminiscenza” di una dimensione soprannaturale prenatale, consentono di intuire senza sforzo le armoniose leggi della natura. Le positive emozioni sperimentate in tenera età, preservate poi dalla memoria, aiuteranno l’essere umano a crescere e a progredire spiritualmente nelle fasi successive: “il bambino è padre dell’uomo”, dunque, per questi motivi.

Anche il poeta, dotato di grande sensibilità, riesce a comporre spontanei versi attingendo al prezioso tesoro delle emozioni “recollected in tranquillity”, (ricordate in tranquillità), cioè prima assimilate dalla memoria e poi rielaborate e riscoperte dall’anima in un momento di pace.

Come dimenticare i bellissimi versi di “The Rainbow”, nei quali Wordsworth descrive ciò che prova di fronte ad un meraviglioso arcobaleno! Egli sente balzare il cuore in petto a quella vista, si ricorda poi che provò la stessa intensa gioia da bambino e si augura che ciò possa ripetersi sempre per tutta la vita, altrimenti meglio sarebbe per lui morire. Quindi così scrive:

My heart leaps up
When I behold
A rainbow in the sky:
So was it when my life began,
So it is now I am a man,
So be it when I shall grow old
Or let it die!
The Child is father of the Man....

E ancora le “emozioni ricordate in tranquillità” ritornano nella splendida poesia The Daffodils, in cui i narcisi, come gioiosi esseri viventi, danzano nella brezza sotto il sole, lungo le sponde di una baia:

Along the margin of a bay,
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance...
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WILLIAM WORDSWORTH
OPERE MAGGIORI

Il poeta li ammira, ma non si rende subito conto dell’arricchimento spirituale che la Natura felice gli sta donando. Sarà soltanto dopo, mentre riposa tranquillo nel suo letto, che quei gioiosi fiori ritorneranno alla vista del suo “occhio interiore”, nella pace beata della solitudine. Allora il suo cuore si riempirà di gioia e danzerà con i narcisi:

For oft, when on my couch I lie,
In vacant or pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And the my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

Versi stupendi che ci invitano ad amare la Natura e a scoprire in essa una misteriosa, “divina” presenza che dona serenità e armonia.

 



  • WILLIAM WORDSWORTH: il "lake poet" che cantò la Natura
    18 febbraio 2013, di Vittoria Colonnese Benni

    Very beautiful and inspiring. I had forgotten how capturing Wordsworth’s poetry is. As a Canadian living in Toronto, the Lake District of Canada, I am reminded of the marvelous beauty which surrounds us everywhere. I am also grateful to my wonderful friend, Giovanna D’Arbitrio, for taking me back through the meadows and waters of this unique awesome planet. I can also reach again, for a few indescribable moments, to that divine spark, and feel the wonder of it all. Thank you. Vittoria Colonnese Benni (Toronto University)

  • WILLIAM WORDSWORTH: il "lake poet" che cantò la Natura
    11 ottobre 2009, di Marco

    What can I say? This article is full of passion and reminds me of how beautiful the world we live in is. We should all stop for a minute and contemplate the beauty of nature that is all around us in many forms, and we should care a bit more about the environment and preserve this immense treasure for the future generations.