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Rubrica: CULTURA


INAUGURAZIONE PARCO ARCHEOLOGICO DEL CELIO

E DEL NUOVO MUSEO FORMA URBIS
domenica 14 gennaio 2024 di Roberto Benatti

Argomenti: Architettura, Archeologia


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La maestosa pianta di Roma su marmo, commissionata da Settimio Severo, ritorna alla vista dopo quasi un secolo di oscurità Di Roberto Benatti

Riportando alla luce il passato: inaugurazione del Parco Archeologico del Celio e del nuovo Museo della Forma Urbis a Roma La maestosa pianta di Roma su marmo, commissionata da Settimio Severo, ritorna alla vista dopo quasi un secolo di oscurità Di Roberto Benatti Fig 1 È un viaggio emozionante attraverso la storia millenaria di Roma quello che attende i visitatori con l’apertura al pubblico del Parco Archeologico del Celio e del nuovo Museo della Forma Urbis, avvenuta ieri con una cerimonia inaugurale presieduta dal sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, insieme all’assessore capitolino alla Cultura, Miguel Gotor, e al sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce.

Il Parco e il Museo, il cui progetto di apertura è stato realizzato sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, rappresentano un fondamentale passo avanti nel processo di valorizzazione dell’intera area del Celio. Inquadrato nel più ampio programma di riqualificazione del Centro Archeologico Monumentale (CArMe), il progetto mira a far risplendere il patrimonio culturale della città eterna. Situato nel settore settentrionale del colle, il Parco Archeologico del Celio offre uno scenario suggestivo rivolto verso il Colosseo, ospitando importanti testimonianze archeologiche, come le fondazioni perimetrali del tempio del Divo Claudio. Grazie al recupero di edifici significativi come la Casina del Salvi e l’ex Palestra della Gioventù Italiana del Littorio, e alla creazione di un giardino archeologico adiacente, i visitatori potranno immergersi in una straordinaria opportunità di esplorare la Roma antica.

All’interno del Parco, è allestito il nuovo Museo della Forma Urbis, che custodisce i frammenti rimasti della celebre Forma Urbis Romae, la gigantesca pianta marmorea della Roma antica incisa tra il 203 e il 211 d.C. sotto l’imperatore Settimio Severo. Si tratta di una delle più rare e importanti testimonianze della città antica che i visitatori torneranno ad ammirare dopo quasi un secolo. L’ultima esposizione complessiva degli originali è stata infatti realizzata tra il 1903 e il 1924 nel giardino del Palazzo dei Conservatori; poi, fino al 1939 alcuni nuclei significativi sono stati visibili nell’Antiquarium del Celio.

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La Forma Urbis era esposta originariamente sulla parete di un’aula nel Foro della Pace che fu in seguito inglobata dal complesso dei SS. Cosma e Damiano nell’area del Foro Romano. Era incisa su 150 lastre di marmo applicate alla parete con perni di ferro e occupava uno spazio di circa 18 metri per 13.

Dopo la scoperta nel 1562, molti frammenti della grande mappa marmorea andarono perduti, mentre alcuni sono stati fortunosamente ritrovati nel corso del tempo. Oggi resta circa un decimo del totale della pianta originale. Dal 1742 è parte delle collezioni dei Musei Capitolini. La Forma Urbis Severiana è una mappa della città di Roma realizzata tra il 203 e il 211 d.C., durante il regno di Settimio Severo. Originariamente posta nel Tempio della Pace e successivamente incorporata nella Basilica dei SS. Cosma e Damiano, la mappa era esposta su una parete e occupava uno spazio di 18 x 13 metri, composta da 150 lastre di marmo attaccate con perni di ferro.

La mappa fu ricavata da un rilevamento catastale della città e rappresentava circa 13.550.000 metri quadrati di Roma antica su una superficie di quasi 235 metri quadrati. Orientata secondo l’usanza romana, con il Sud-Est in alto, la mappa forniva una visione generale del paesaggio urbano, raffigurando gli edifici a una scala di circa 1:240.

Nonostante la sua difficile leggibilità e la mancanza di dettagli, la mappa aveva probabilmente una funzione più celebrativa che pratica, servendo come strumento di propaganda per esaltare il potere. Dopo la sua scoperta nel 1562, la mappa fu trasferita a Palazzo Farnese, ma molti frammenti andarono persi o furono utilizzati come materiale da costruzione. Dal 1742, la mappa fa parte delle collezioni dei Musei Capitolini, ma solo circa un decimo del totale è ancora conservato. Circa 200 frammenti sono stati identificati e collocati sulla topografia moderna, offrendo uno sguardo limitato ma prezioso sulla Roma antica.

Il nuovo allestimento del Museo della Forma Urbis consente una piena fruizione della pianta marmorea da parte dei visitatori, favorendo la leggibilità di un documento che, per ingombro e condizioni frammentarie, si presta poco a una comprensione immediata. Sul pavimento della sala principale del museo sono collocati i frammenti della Forma Urbis, sovrapposti, come base planimetrica, alla Pianta Grande di Giovanni Battista Nolli del 1748.

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La storia del Parco del Celio, che affonda le radici nel Cinquecento con la Vigna Cornovaglia, è stata plasmata attraverso varie fasi, inclusi gli impatti degli scavi napoleonici. La trasformazione dell’area in un Orto Botanico nel 1835, progettato come "passeggiata pubblica" da papa Gregorio XVI e dall’architetto Gaspare Salvi, ha contribuito a creare un ambiente unico. Ora, con l’apertura al pubblico, il Parco offre un’occasione di riscoperta della sua storia attraverso viali che testimoniano il suo passato come "passeggiata pubblica".

Il cuore del Parco è la parte settentrionale, che ospita l’Ex Antiquarium Comunale, divenuto museo nel 1929 ma successivamente chiuso nel 1939 a causa di problemi strutturali. La sua riapertura rappresenta una preziosa finestra su reperti archeologici di grande rilevanza, organizzati in nuclei tematici che raccontano la vita quotidiana nella Roma antica. Il Giardino ospita una varietà di reperti archeologici provenienti dagli scavi di fine Ottocento durante la creazione di Roma Capitale. Questi reperti, organizzati in nuclei tematici, offrono una visione approfondita della vita quotidiana nell’antica Roma. Sono presenti testimonianze della sfera funeraria, aspetti sacri, differenze tra edifici pubblici e privati, presenza amministrativa di Roma sul territorio e dettagli architettonici. Il visitatore può esplorare aspetti sociali attraverso monumenti funerari, percepire il senso del divino attraverso templi pubblici e privati, e comprendere le pratiche amministrative romane attraverso cippi di delimitazione e indicazioni di acquedotti. Gli oggetti esposti riflettono anche il gusto architettonico antico, le tecniche di costruzione e lavorazione dei marmi. Infine, un nucleo di manufatti evidenzia il reimpiego e la rilavorazione, fenomeni che hanno influenzato la storia architettonica della città.

Aprire al pubblico il giardino è il primo passo di un programma che, grazie agli interventi giubilari, porterà all’allestimento completo dei reperti e all’apertura al pubblico della Casina del Salvi, che tornerà ad avere la sua funzione originaria di coffee-house e al contempo ospiterà anche una delle nuove Aule Studio di Roma.

Gli spazi interni dell’edificio museale ospitano anche una consistente scelta del materiale architettonico e decorativo dell’ex Antiquarium Comunale. Da domani, il Parco Archeologico del Celio si può visitare tutti i giorni a ingresso gratuito.

Il Museo della Forma Urbis resta invece chiuso il lunedì e prevede un biglietto d’ingresso, salvo per i possessori della MIC Card che possono accedere gratuitamente anche allo spazio museale. I servizi museali sono a cura di Zètema Progetto Cultura.

Questo progetto si inserisce in una più ampia trasformazione del colle del Celio e dell’intero Centro Archeologico Monumentale, a cominciare da alcuni interventi di grande significato: a breve saranno avviati i lavori di consolidamento e recupero dell’ex Antiquarium Comunale, che porranno fine a un abbandono quasi secolare dell’edificio. Inoltre, l’area verde del Celio sarà riqualificata nella vegetazione, nei percorsi, negli affacci verso il Palatino e nelle connessioni con l’area del Colosseo, mediante un progetto a cura del Dipartimento Tutela Ambientale.

Infine, la Nuova Passeggiata Archeologica, lungo via di San Gregorio, connetterà il Parco del Celio con il Centro Archeologico Monumentale.

INFORMAZIONI

Parco Archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis

Ingressi
Viale del Parco del Celio 20 – Viale del Parco del Celio 22 – Clivo di Scauro 4. Orari
Il Parco Archeologico del Celio è aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 17.30 (ora solare) e dalle 7.00 alle 20.00 (ora legale). Chiuso il 25 dicembre e il 1° maggio.

Il Museo della Forma Urbis è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso un’ora prima). Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1° maggio.

Tariffe

Parco Archeologico del Celio: ingresso gratuito Museo della Forma Urbis: Intero Non Residente € 9,00 – Ridotto Non Residente € 6,50 Intero Residente € 6,50 – Ridotto Residente € 5,50 Ingresso gratuito con la MIC Card

È possibile acquistare il biglietto d’ingresso online, tramite il call center 060608, con diritto di prevendita € 1 oppure presso la biglietteria del Museo. L’acquisto in biglietteria di biglietti per date successive è consentito solo con carta di credito con diritto di prevendita € 1.

L’area archeologica e il museo sono accessibili a tutti

Per maggiori informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00) – www.sovraintendenzaroma.it

 

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