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Un Velázquez in Galleria Borghese

dal 26 marzo al 23 giugno 2024
mercoledì 27 marzo 2024 di Roberto Benatti

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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La mostra "Un Velázquez in Galleria" presso la Galleria Borghese presenta l’opera "Donna in cucina con Cena di Emmaus" di Diego Velázquez, proveniente dalla collezione permanente della National Gallery of Ireland

L’opera è esposta nella Sala del Sileno insieme ai dipinti di Caravaggio, creando un dialogo tra i due maestri del Barocco. La mostra si concentra sullo sguardo degli artisti stranieri sulla Città Eterna, tema che il museo ha esplorato in passato. Velázquez, come Rubens, ha avuto un rapporto privilegiato con Roma e l’Italia, visitando la città due volte e trarre insegnamento ed ispirazione dai maestri italiani.

La pittura di Caravaggio ha avuto un impatto rivoluzionario nel Seicento e ha dato origine al fenomeno del caravaggismo, che si diffuse in tutta Europa grazie agli artisti stranieri. Velázquez, a Siviglia, è considerato uno dei massimi esponenti di questa corrente artistica. L’opera "Donna in cucina con Cena di Emmaus" è tra le prime opere del pittore spagnolo e raffigura una giovane domestica in cucina, con uno sfondo che mostra la scena biblica della Cena in Emmaus.

L’opera assume significati spirituali e si collega alle prime opere giovanili di Caravaggio, le quali spesso presentavano significati allegorici e morali. L’opera rappresenta un quadro nel quadro, in cui la donna ci mostra uno sguardo attento, quasi come se dovesse essere chiamata in qualsiasi momento. Questo suscita in noi il tema della finitezza della vita e della fede sincera e compassionevole.

Velázquez ha soggiornato in Italia due volte e i suoi viaggi sono stati fondamentali per lo sviluppo della sua pittura. Durante questi viaggi, ha studiato i grandi maestri italiani e ha assimilato diversi stili. Tuttavia, l’opera "Donna in cucina con Cena di Emmaus" è stata realizzata oltre un decennio prima del suo soggiorno italiano, quindi è probabile che abbia avuto familiarità con le opere di Caravaggio attraverso copie circolanti in Spagna. Entrambi gli artisti hanno cercato la verità nelle scene di vita quotidiana e hanno inserito elementi sacri in ambienti umili.

La mostra offre un’occasione preziosa per esplorare il dialogo culturale tra Velázquez e Caravaggio, due grandi maestri del Barocco, e per apprezzare l’influenza reciproca che hanno avuto sulla loro arte.

Velázquez soggiornò in Italia ben due volte, la prima nel 1629, per circa un anno e mezzo, e la seconda dal 1649 al 1651. Entrambi i viaggi furono di enorme importanza per la sua pittura, che fu nutrita dai grandi maestri veneti, lombardi ed emiliani. Come solo Raffaello prima di lui, il grande pittore spagnolo fu in grado di assimilare ogni cosa vista, di farla propria e reinterpretarla in una maniera unica. Tiziano, i Carracci, Caravaggio, Guido Reni e persino Bernini rivivono nei ritratti e nelle grandi tele storiche e mitologiche di Velázquez, che tiene assieme classicismo e naturalismo. Bisogna osservare però come la Donna in cucina con Cena in Emmaus sia stata eseguita oltre un decennio prima del suo soggiorno italiano, ed è quindi lecito domandarsi come gli sia giunta questa forte eco caravaggesca. Si può facilmente immaginare che le opere di Caravaggio fossero arrivate in Spagna per mezzo di alcune copie, che circolavano allora in grandi quantità, e che egli possa aver visto una replica della Cena in Emmaus a lungo conservata nella Galleria Borghese e oggi alla National Gallery di Londra.

Indubbiamente, sin dai primi passi della sua avventura pittorica, egli si ritrovò immerso nell’aura caravaggesca. Entrambi, infatti, si avventurarono alla ricerca della verità tra gli strati più bassi delle rispettive metropoli, tra le viuzze oscure, le osterie fumose e le locande decadenti. Inserendo il sacro in contesti modesti e ordinari, riuscirono a tessere un legame profondo tra la divinità e la quotidianità umana.

 

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