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PERCEZIONI SPAZIOTEMPORALI


giovedì 29 febbraio 2024 di A.Forte.V.Lombroso

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Se sogguardiamo una parte di spazio, vediamo che è un insieme di punti che stanno intorno ad un punto che fa da centro.

Se aumentiamo lo spazio vediamo che c’è un punto medio che costituisce il centro. Anche torcendo lo spazio, esso ha un suo centro che si estende fino a coincidere con l’Universo. Ma in fondo, che lo spazio sia una tautologia è giusto perché se noi percepiamo lo spazio, vediamo che è una apparenza. L’ipotesi di certezza è identificativa. Gli umani, più riconoscono qualcosa di certo e più si identificano con essa. Se percepisco lo spazio e mi accorgo che non è una certezza, e così con il tempo e altre cose, o questo significa che non c’è certezza, conoscenza inequivocabile, oppure può darsi che la certezza, la conoscenza della realtà sia frutto della globalità delle apparizionalità.

Noi viviamo una vita in una alterazione della percezione dello spazio, della materia, dell’energia, e da qui la pretesa di sapere cosa faccio. Mentalmente costruiamo degli spazi astratti nello spazio: lo spazio di comunicazione, lo spazio di manovra, lo spazio politico etc. Ad esempio, Parigi è più vicina di Centocelle. Se nasco e cresco con una percezione dello spazio che indicizziamo da 10 a 30, mi risulta che Firenze è lontana, e così Milano e ancor più Parigi. Ma se sposo un uomo ricco, si trasforma la vita, Firenze diventa vicina, e così Miano e Parigi.

In questo senso, se percepiamo il tempo come un modo di essere, non come un fatto, è quel qualcosa durante il quale accade un fatto, ma l’attimo presente non si coglie come lo penso: è trascorso o deve capitare. Stante l’imprescindibile connessione spazio-tempo, non cogliamo il punto spaziale.

Lo spazio è in fuga nel tempo, e il tempo che viaggia, fugge nello spazio. Un tempo, per durare, deve andare da uno spazio ad un altro, ma scorre in avanti, da una parte sola, mai indietro. Lo spazio invece viene ritenuto come scorribile al contrario, in avanti ed indietro, ma questo percorrere nei due sensi è un’apparenza. Il momento in cui vado da a in b, in a non tornerà più perché è passato un lasso di tempo, avremo a1, a2, a3 etc.

C’è il sospetto che risultandoci il sistema in fuga in avanti ed entropico, ci sia una connessione tra i due aspetti. Possiamo percepire che ogni cosa ha uno spreco. In realtà l’Universo è entropico perché fugge in avanti, e fugge in avanti perché è entropico. Il risultato è che viviamo in un sistema unico dove l’aspetto temporale e spaziale sono aspetti.

 

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