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CRONACA DI UN DUELLO CORRETTO

di Andrea Forte & Vivi Lombroso
venerdì 23 giugno 2023

Argomenti: Società


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Questa, più che una storia, è il resoconto di un fatto realmente accaduto tempo fa, anche se trattasi di cronaca destinata ad entrare nel mito.

L’antefatto in sintesi è il seguente: c’era un valentissimo guerriero, appartenente alla razza dei Successori, che – come sapete - è in estinzione. Costui, contrariamente agli altri attuali superstiti, aveva deciso di non nascondersi, ma anzi di mettersi a disposizione di qualunque guerriero fosse sceso sul suo pianeta, purché disposto a combattere in un duello corretto.

L’Assemblea Intergalattica, con la propria autorità (e con un grosso contingente militare sul posto), garantiva la correttezza dello scontro. La posta in gioco era solo la vita e la gloria intergalattica. Infatti, dopo il famoso e famigerato nuovo corso storico, instaurato dall’attuale Re di Handromeda all’ultima Assembla Intergalattica, il presunto segreto per il possesso dell’universo non era più un problema-

Le regole erano molto semplici: lo sfidante doveva entrare in una piana con le armi regolamentari (fucile o pistola laser, lancia od arco, spada o pugnale, arma segreta, quattro in tutto), e dal momento in cui metteva piede in detta piana cominciava il duello sino alla morte. Si poteva scappare dentro tale territorio, ma non da esso, perché si sarebbe stati immediatamente giustiziati dalle guardie dell’Assemblea, garanti su tutto.

Ad onore del grande Successore, bisogna dire che sono stati molti i guerrieri che scesero sul suo pianeta, e lo sfidarono. Alcuni fra loro erano valenti e famosissimi, di tutte le razze… antaresiani, handromediani, veghiani, sporoidi etc. Tutti furono correttamente battuti ed uccisi.

Il campione Successore sembrava davvero imbattibile, e dalle registrazioni dei duelli risultava che egli era inequivocabilmente bravo, intelligente e – per così dire – come dotato di un settimo senso, che lo portava inevitabilmente a vincere. La fama di costui ormai dilagava per tutte le galassie, ed i doni che riceveva in riconoscimento del suo valore divennero sempre più sontuosi.

Il fatto accaduto in sintesi è il seguente. Tempo fa si è presentato l’ennesimo sfidante, un handromdiano, ma che ha chiesto di restare coperto dall’anonimato. Passati i controlli preliminari, ascoltato il regolamento, costui si è portato sull’ingresso alla piana, e –dopo un momento di raccoglimento – vi si è inoltrato… camminando tranquillamente allo scopeto. La prima reazione dei controllori è stata il pensare di trovarsi dinanzi un pazzo suicida: ma non v’era nulla di irregolamentare in ciò, quindi non sono intervenuti.

Dopo qualche passo lo sfidante si è sfilato la giacca di pelle nera e la pistola, lasciandole cadere in terra, proseguendo a camminare tranquillamente. I controllori a quel punto, come verbalizzeranno poi, non hanno più avuto dubbi sull’insanità del tizio.

Dopo alcuni passi costui si è sfilato gli stivali (di pelle nera naturalmente), e li ha lasciati sul terreno insieme ad arco e faretra.
Dopo qualche metro si è sfilato i calzoni (neri), abbandonandoli insieme al pugnale, e proseguendo a camminare dritto lentamente. Tutto ciò era sbalorditivo e folle, ma ancora più sbalorditivo era che l’avversario non lo avesse fulminato sin dall’inizio. Questi nel frattempo era uscito dai cespugli ove si era nascosto, e stava dritto immobile nel mezzo della piana, guardando avanzare l’handromediano.

Costui era rimasto con uno slip di tela nera: per il resto era nudo e disarmato, ma continuava a camminare tranquillamente, fissando l’avversario. Quando gli giunse a pochi palmi di distanza, si fermò.

Il Successore allora lentamente si è sdraiato sul terreno, e quello lo ha trapassato con la sua stessa spada

 

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