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SIAMO TUTTI FIGLI UNICI di Giacomo Casaula

Il tema della solitudine
lunedì 15 maggio 2023 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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Siamo Tutti Figli Unici, di Giacomo Casaula (Ed. Guida) viene introdotto dalla seguente citazione: ”Mio fratello è figlio unico, perché è convinto che anche chi non legge Freud, può vivere cent’anni” (Rino Gaetano.)

E sulla quarta di copertina leggiamo il commento dell’autorevole scrittore napoletano Maurizio De Giovanni che così descrive il libro: "C’è un luogo solitario e spaventoso, dove accadono cose terribili e dolorose; dove la solitudine può diventare insopportabile, e i ricordi fanno male come coltellate.

Un luogo fragile e pieno di nostalgie, anche del futuro. Un luogo che può essere triste e insostenibile, dal quale tuttavia nessuno riesce a fuggire, e dove paradossalmente non si può evitare di tornare: perché è l’unico luogo dove si può trovare la salvezza. E una parvenza di felicità. Giacomo Casaula traccia i confini ed esplora, con tenerezza ed estrema delicatezza, un territorio sconosciuto che tutti percorriamo quotidianamente e che tuttavia non manca di respingerci, accogliendoci: la famiglia. Un romanzo delicato e molto emozionante, un giovane scrittore da seguire con estrema attenzione".

Segue poi il commento più breve e conciso di un altro noto scrittore napoletano, Lorenzo Marone, che così scrive: “Casaula ha una voce dolente ed una storia da raccontare, tutto ciò che serve ad un autore”.

Sono stata invitata da Anna Copertino, giornalista napoletana, scrittrice ed editor, alla presentazione del libro in varie location culturali ma non potendo essere presente, ho comprato almeno il libro, l’ho letto e devo dire che ha toccato in me corde profonde, suscitando impreviste emozioni guidate da un comune sentire, quasi da goethiane affinità elettive: in effetti il senso di solitudine, i dubbi, la paura scatenata da precarietà e mancanza di certezze nel futuro provati da Francesco e Luca, due protagonisti del racconto, coinvolge oggi non solo i giovani come loro, ma anche gli anziani e tante altre persone che per vari motivi non possono condurre una vita normale.

Colpisce la sensibilità dell’autore, sensibilità che già in sé e per sé ti porta in questo mondo caotico ad essere “diverso”, a sentirti “solo” e spesso incompreso. E qui a Napoli, e in tutto il Meridione in genere, quanti giovani emigrano pensando di trovare una vita diversa a Londra, come Luca? Quanti genitori come Ambra e Riccardo, nonni come Viola soffrono di solitudine per lontananza di figli e nipoti? Ne sa qualcosa anche la sottoscritta purtroppo!

E colpisce in verità che proprio da Nonna Viola parta un input costruttivo e unificante per una famiglia romana che vive in tempi tanto difficili: in effetti le significative lettere che ella decide di inviare a ciascun membro della famiglia, prima che l’Alzheimer la travolga, sono un prezioso collante che li riunisce, li induce a riflettere, a comunicare di nuovo, ad affrontare la vita con coraggio. In questo romanzo focalizzato sul tema della solitudine, l’autore comunque ci fa riflettere sul valore della famiglia come punto di partenza e di approdo per tutti, un porto sicuro nel quale poter trovare rifugio dalle tempeste della vita, in particolare in questa drammatica epoca.

Ho letto il libro tutto d’un fiato, una lettura facilitata dallo stile scorrevole ed originale, dagli stessi capitoli senza un titolo ma contrassegnati solo da numeri che vanno dall’1 al 29, intervallati solo da alcuni con i seguenti titoli: gli invisibili, anelli mancanti, l’elastico+ le 5 lettere in déjà vu (già visto), un déjà vu che va inteso non tanto come qualcosa di paranormale secondo le teorie del filosofo Émile Boirac, ma come ricordi di momenti significativi, di ricerca della Bellezza. Il romanzo si conclude “La linea d’ombra” a cura di Piero Antonio Toma, il cui commento qui riportiamo in parte : “La linea d’ombra di Giacomo Casaula è la dualità quasi tutta familiare che si trova nella rincorsa dei luoghi e del tempo (…)in queste pagine l’essere solo non è solo un monologo, ma una perifrasi o, meglio, un’epifania, cinematografica e musicale, che si consuma fra Roma e Londra, Un’epifania da dare in pasto al lettore. Quasi a chiederne più che l’accesso, la complicità”

Giacomo Casaula, nato a Napoli nel 1992, è un artista poliedrico che ha già fatto esperienza come attore, cantante, poeta, autore e regista teatrale. Comincia a fare teatro nel laboratorio sperimentale del Liceo, successivamente si iscrive all’Accademia teatrale Piccolo Teatro al Borgo. La sua preparazione culturale (laurea triennale in lettere classiche e magistrale in filologia moderna) e la sua docenza in Storia del Teatro presso l’Accademia delle Arti Teatrali del Teatro Totò di Napoli, testimoniano la sua versatilità, nonché la capacità di approfondimento nei vari campi in cui si è cimentato. “Siamo tutti figli unici” è il secondo romanzo di Giacomo Casaula, dopo “Scie ad andamento lento”(Ed. MEA).

Ecco un’intervista all’autore presso “Lo Spazio Guida”:

Giovanna D’Arbitrio

 

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