INFORMAZIONE
CULTURALE
Settembre 2020



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5427
Articoli visitati
4425301
Connessi 12

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
28 settembre 2020   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

I complessi e la tradizione spirituale


martedì 6 luglio 2010 di Andrea Forte, Vivi Lombroso

Argomenti: Opinioni, riflessioni


Segnala l'articolo ad un amico

Andrea Forte & Vivi Lombroso

Particolarmente utile per meglio valutare il concetto di “tradizione” nell’esoterismo, risulta l’approfondimento conoscitivo di alcuni complessi. Vediamo il complesso di Don Chisciotte. Riteniamo che molti pseudo esoteristi ne siano affetti, oppure per converso, che molti affetti da tale complesso sfocino nello pseudo esoterismo. Esisteva in passato un termine che sta andando in disuso, per indicare chi sostenga un argomento battuto in partenza: trattasi del termine “avvocato delle cause perse”, sino ad alcuni decenni orsono abbastanza consueto nel linguaggio comune. 1000000000000116000001901C2C949CIl sintomo fondamentale del complesso di Don Chisciotte è precisamente la tendenza a lottare per cause già perdute in precedenza. Nelle epoche di transizione da un regime politico ad un altro, questo complesso è caratteristico di tutto un gruppo che non si rassegna ad abbandonare una tradizione superata e contraria alla necessità di rinnovamento della vita collettiva. Ma facciamo delle considerazioni. Il fenomeno “donchisciottesco” non si verifica solo nel passaggio da un periodo storico ad un altro, ma può investire anche periodi molto anteriori a quello vissuto dal “complessato”. È tipico l’atteggiamento mussoliniano nei confronti della latinità, così l’atteggiamento degli pseudoesoteristi nei confronti di tecniche e supporti adatti alla reintegrazione, ma in altre epoche; così come è tipico ancora l’atteggiamento dei “fitomani” che pretendono di operare oggi con dosi e piante ormai inesistenti, e così via.

Altro punto, il fenomeno “donchisciottesco” investe non solo la dimensione temporale, ma anche quella spaziale. Così, alcuni pretendono di attualizzare in un luogo ciò che lo resta solamente in un altro, come quelli che applicano ad esempio in occidente le tecniche respiratorie applicabili in oriente.

Terzo punto, il fenomeno “donchisciottesco” investe non solo la dimensione temporale e spaziale, ma anche quella sociale. Così alcuni individui e gruppi pretendono di attualizzare al proprio livello ideali e comportamenti realizzabili certamente, ma con presupposti ed a livelli diversi.Quarto punto, il fenomeno “donchisciottesco” può verificarsi in un individuo o gruppo rivolto non solo verso una situazione inattuale su distanze temporali, spaziali, sociali, economiche etc., che definiremo macroscopiche perché articolate su sfasature più facilmente evidenziabili, ma rivolto anche verso situazioni inattuali su distanze, che definiremo microscopiche nel senso di biografiche. Così ad esempio, alcuni pretendono di vivere oggi come vivevano negli anni passati o come potrebbero vivere in quelli futuri, laddove questo aspetto del complesso interagisce evidentemente con altri complessi, come sempre avviene in quel quadro “affettivo” d’insieme che risulta l’unità psicosomatica.

1000000000000190000001085D40CC99Abbastanza noto è un altro fenomeno psicofisico in base al quale un individuo non riesce a stabilire rapporti soddisfacenti con le persone che ama, mentre riesce a stabilirli proprio con le persone alle quali tiene meno o non tiene affatto. Tale fenomeno, da alcuni denominato col termine di complesso di Agar/Sara, può tuttavia investire a nostro avviso anche i rapporti con oggetti, idee, ambienti etc. Dando per noto tale “complesso”, effettuiamo alcune considerazioni. La prima è che, se è vero che l’idealizzazione di una persona può inibire l’attualizzazione del rapporto con essa, altresì è vero che l’inibizione della attualizzazione del rapporto con una persona può portare ad idealizzarla.

Seconda considerazione. La contestazione giovanile nei confronti degli adulti e delle loro istituzioni può aver contribuito alla normalizzazione dei rapporti sessuali prima, ed alla liberalizzazione del sesso poi, come pare sia avvenuto. In altre parole, a quanto sembra, il complesso di Agar/Sara risultava più diffuso in passato, quanto meno nel settore dei rapporti sessuali, prima che l’idealizzazione di padre/madre/fratello/sorella venisse alquanto smitizzata.

Terza considerazione. Se è vero che un individuo affetto dal complesso in questione, qualora riesca a mortificare l’interlocutore idealizzato, riesce altresì ad attualizzare il rapporto con quest’ultimo, ne consegue che alcune manifestazioni aggressive potrebbero essere considerate in tale ottica (cioè sarebbero un espediente per attualizzare o mantenere attuale un rapporto con l’interlocutore che si vede allontanare perché lo si sta inconsciamente idealizzando. La famosa crisi del settimo anno matrimoniale, e le crisi fra coniugi in generale potrebbero talora essere l’effetto di una crescita maggiore da parte di un coniuge rispetto l’altro, e conseguentemente della aggressività “ridimensionatrice” adottata da quest’ultimo che si sente sempre più dipendente.

Quarta considerazione. Il complesso di Agar/Sara si verifica sia a livello individuale che collettivo e sociale.

Quinta considerazione. Come Freud aveva coraggiosamente evidenziato trattando del complesso in questione «un’affermazione che suona poco amena o addirittura paradossale risulta tuttavia inevitabile: diventerà veramente libero e perciò felice nella vita amorosa solo colui che abbia superato il rispetto dinanzi la donna e si sia abituato all’idea dell’incesto con la madre e la sorella». Ciò che Freud non ebbe il coraggio di evidenziare al mondo accademico è che detta verità era già stata scoperta ed insegnata da millenni nell’ambito di quella che chiameremo “psicologia esoterica”, dove proprio si suggerisce di recuperare concretamente o meditativamente ogni forma di esperienza possibile, ben sapendo che solo tale recupero porta a progressiva liberazione.