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ANIMUS INGRATUS


lunedì 10 gennaio 2022 di Maria Elena Canzoni

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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“Non fare del bene se non sei preparato all’ingratitudine” per dirla alla Confucio… Perché da secoli l’uomo si chiede come sia possibile che possa generarsi l’ingratitudine, un sentimento così negativo, paradossale?

ANIMUS INGRATUS

“Non fare del bene se non sei preparato all’ingratitudine” per dirla alla Confucio… Perché da secoli l’uomo si chiede come sia possibile che possa generarsi l’ingratitudine, un sentimento così negativo, paradossale? Secondo alcuni studiosi, l’ingratitudine è una malattia dell’anima che ha a che vedere con l’invidia; secondo la scienza medica, si tratterebbe piuttosto di una sindrome rancorosa. Ma il comune denominatore non cambia…

Tecnicamente cosa avviene nel ‘cervello’ di un soggetto, palesemente in difficoltà, quando riceve un beneficio di vario genere da parte di altro soggetto ovvero del benefattore nei confronti del quale, una volta accettato l’aiuto, non è in grado di apprezzarlo in modo equo il vissuto positivo, arrivando persino a disconoscerlo?

Per logica, colui che riceve un aiuto “dovrebbe” essere riconoscente verso chi gli ha teso una mano eppure, molto spesso, ci sono persone che chiedono, pretendono, spesso in modo costante, senza aver mai pronunciato nemmeno un grazie. Ed il giorno in cui si smette di aiutarle, si riempiono di rancore, invidia, risentimento. Uno dei maggiori pericoli che le persone ingrate devono affrontare è che il loro atteggiamento diventi un auto inganno, una sorta di profezia che si autoavvera (c.d. effetto Rosenthal o Pigmalione).

L’ingratitudine infatti porta il prossimo a smettere di essere disponibile e gentile verso gli ‘ingrati’ i quali finiscono intrappolati nella trappola che hanno costruito loro stessi. Non ricevendo più aiuti, pensano che il mondo sia crudele ed egoista, senza rendersi conto che sono stati i loro atteggiamenti ad allontanarli dagli altri. Padre Pio diceva: "Fai del bene e dimenticalo. A far male pensaci" e mai, come oggi, queste parole possono fare la differenza.

Maria Elena Canzoni