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La comunicazione nei suoi vari aspetti


sabato 23 giugno 2007 di Andrea Forte, Vivi Lombroso

Argomenti: Scienza


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Esiste un codice secondo i semiologi mediante il quale s’interpreta il segnale che arriva. Qualunque segnale riceviamo, se non conosciamo il codice, non possiamo recepire la sua significatività. Da branco a branco di animali il codice cambia, anche se esistono codici comuni di base; la responsabilità dell’efficacia del messaggio dipende tanto dall’emittente quanto dal ricevente. Se il ricevente non comprende bene il messaggio, può deformarlo, può ribaltarlo. L’universo ci sovraccarica di segnali, il ricevente esiste, che il segnale sia significativo e non balordo, la responsabilità va su entrambi.

L’esoterismo propone una interpretazione dei codici universali ed è quello più completo, più perfetto, più efficace. La soluzione del problema è fuori di questo codice, afferma la tradizione esoterica, “la soluzione è un codice che devi scoprire da te”, è un codice “personale”. Bisogna tener conto della interferenza, c’è l’ipotesi che ci sia sempre un’interferenza in una comunicazione fra due poli, e ridotta, rispetto se stessa. Questa interferenza si articola su tre elementi:

  1. il supporto: o mangia una percentuale del messaggio, o lo vomita.
  2. lo spaziotempo. Per i filosofi è più facile perché, comprendendo che non ci sono due eventi uguali, così lo spaziotempo non sarà mai lo stesso.
  3. l’ideologia. Il mio Marx non è uguale al tuo, la somma delle mie esperienze è diversa da quella di un altro. Anche con un testo sacro, l’approccio del kabalhista non sarà uguale a quello di un altro kabalhista.

Un’altra angolazione è l’auto o eterofiltrazione, nel senso che applichiamo o riceviamo dei filtri. Io capirò un testo nella misura in cui cresco. Un’altra angolazione è la ridondanza. Profanamente si pensa che ridondando si rafforza il messaggio. In effetti non ce n’è bisogno; si scambia in realtà per ridondanza l’efficacia della sintonizzazione.

Ci costruiamo un giocattolo, da non valutare nella sua apparenza, da usare come suggerimento di una percezione di accadimento. La costruzione e comprensione ci serve per capire la comunicazione tra persone ed oggetti, l’efficacia ed i limiti della kabalah letteronumerica, il quantismo di Plance, il principio di indeterminazione di Heisemberg. Prendiamo una mitragliatrice, la mettiamo dietro una lastra di metallo, e facciamo un foro da cui esce la mitragliatrice. La mitragliatrice, se spara, vibra. Prendiamo la seconda parte del metallo e facciamo due fori; la prima parete è fissa, la seconda è mobile, e sta di fronte la prima. Dietro la seconda mettiamo una o più scatole di sabbia per raccogliere i proiettili.

Cominciamo a sparare e facciamo andare avanti e indietro la seconda parete. Notiamo che non tutti i proiettili che passano arrivano nelle cassette di sabbia, perché quando il foro sta di fronte, il proiettile casca dentro la cassetta, ma se il foro passa dove non c’è la cassetta, il proiettile casca fuori. Facciamo l’inventario statistico. Se la mitragliatrice spara mille colpi al minuto, e la seconda parete si muove a tot velocità, e diciamo che i fori abbiano 15 centimetri di diametro, abbiamo 3 pallottole che cascano nella cassetta e 5 fuori.

Prima valutazione. Se disponiamo della possibilità di costruire il giocattolo, possiamo prevedere quante pallottole andranno fuori e quante dentro. Se però non conosciamo, a 15 centimetri di diametro, quante pallottole possono entrare, avremo una non possibilità di previsione. Per ogni situazione abbiamo un numero di variabili. Questo giocattolo interessa tutta l’umanità, rappresenta in alcune sue parti la fisica classica, la relatività, l’obiettivo della riunificazione delle forze, perché qualunque cosa accada, assume l’aspetto di questo gioco. Esempio. Tizio dice una frase a Caio; Tizio è la mitragliatrice, Caio la cassetta. Ogni lettera è una pallottola. Quante pallottole arrivano nel ricevente cassetta ? di una parola, alcune lettere si sentono e di un discorso, alcune parole, e così quando si legge. Basta che varia al minimo uno dei fattori che muta il numero delle pallottole. La voce, ad esempio, influisce, e così la gestualità, l’elettricità dell’aria etc.

Seconda considerazione. Solo la mitragliatrice sa quante pallottole ha in dotazione. Ne arrivano mille, e la cassetta sa quante ne ha ricevute, ma se sono frutto di un milione o due non lo sa; quando bombardiamo un elemento andiamo per tentativi, per approssimazione.

Terza considerazione. La risposta. Quando la mitragliatrice chiede alla cassetta quante pallottole sono arrivate, la cassetta risponde mille, e così diventa lei la mitragliatrice, e la mitragliatrice diventa cassetta.