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La leggenda di Santina.


lunedì 1 ottobre 2012 di Michele Penza

Argomenti: Guerre, militari, partigiani
Argomenti: Racconti, Romanzi


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Il racconto di Michele Penza che qui presentiamo, può definirsi un Racconto breve, ma è troppo lungo (una dozzina di pagine) per essere letto in questo contesto.

Pertanto lo abbiamo confezionato come un libricino elettronico perché i lettori possano scaricarselo e leggerlo su supporti più adatti.

Qui sotto è riportato l’Antefatto per stimolare la vostra attenzione.

La redazione

Antefatto

“Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia: alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino che è tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto questo sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete”. (1)

(Proclama del generale Juin da ‘Crimini di guerra in Ciociaria)(di Massimo Lucigli)

100002000000012C000000E11D206CB9Il giorno diciotto di maggio del 1944 sembrava ai contadini della campagna verde che ancora oggi si estende ridente sulle colline situate fra Esperia e Pontecorvo una giornata di primavera più o meno simile a tutte le altre, ma già di buon mattino si capì che così non sarebbe stato. Nei centri abitati di tutta quella zona ben presto si cominciarono a udire urla di donne e di bambini e persino qualche sparo. Il fracasso crebbe e si diffuse in tutta la zona e nel corso della giornata seguitò ad allargarsi a macchia d’olio nell’area circostante i paesi, investendo anche le frazioni e quelle zone periferiche nelle quali si trovavano case di contadini sparse qua e là tra i poderi.

Da una casetta bassa seminascosta da una macchia di lecci si sentì a un tratto urlare una donna: ‘Scappa Santina, corri, corri!’, e poi si spalancò una finestrella nel retro della casa dalla quale subito dopo saltò giù una bambina scalza di una decina d’anni. Seguì una pausa di silenzio angoscioso e poi ripresero grida disperate e invocazioni di aiuto miste a bestemmie e maledizioni, mentre la porta della casa si apriva e ne usciva di corsa un soldato di colore che si gettò all’inseguimento della ragazzina. La corsa durò qualche minuto finché il marocchino riuscì a raggiungerla e con una spinta la buttò in terra. La ragazzina si sentì persa e prese a urlare di paura e di rabbia. Aveva quasi raggiunto la strada: mancavano pochi metri e forse ce l’avrebbe fatta, ma non voleva rassegnarsi. Chiuse gli occhi e prese a scalciare selvaggiamente, quando si udì stridere una frenata.

10000000000000CF0000012C84858908 100000000000017C0000010D2F48AFCCEra una Jeep militare dalla quale saltò giù un soldato con la fascia bianca della M.P. al braccio che estrasse la pistola dalla fondina e sparò in aria due colpi. Il marocchino mollò la preda e scappò a gambe levate mentre un altro uscì di corsa dalla casetta e lo seguì buttandosi a scapicollo tra gli olivi. Il soldato esplose dietro a loro un altro colpo per dissuaderli dal tornare e poi si diresse verso la bambina che era rimasta raggomitolata in terra, ammutolita al rumore degli spari. L’uomo la sollevò, la rimise in piedi e cercò amorevolmente di rassicurarla con una carezza. Tremava e aveva le pupille dilatate dal terrore ma si lasciò toccare senza più urlare. Lui le rivolse la parola in uno strano italiano che lei non comprese. Le alzò piano l’orlo della veste per vedere se si scorgesse sangue sulle gambe. Lei lasciò fare fiduciosa, lo guardò con i suoi occhi neri e fece di no con il capo. ‘Comme te chiami?’ le chiese, e lei disse prima il cognome e poi il nome, come fanno sempre i contadini e gli sorrise, grata perchè era arrivato a tempo a salvarla. ‘Tutto O.K. Sia lodato a Cristo!’ gridò John rivolto al compagno che era rimasto sulla Jeep a guardare la scena. Poi entrò in casa a constatare che cosa fosse accaduto. Lei gli corse dietro, entrò appresso a lui, e insieme videro lo scempio della madre. La bambina riprese a urlare disperata…

Per leggere il seguito cliccate sulla copertina riportata qui sotto.
Tutto il racconto potrà essere letto stampandolo, oppure in grande sullo schermo del vostro PC o letto su qualsiasi altro dispositivo mobile (tablet o telefonino) dove potete scaricarlo come un piccolo libro elettronico

PDF - 696.2 Kb
La leggenda di Santina

BUONA LETTURA !