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LETTERINA ALLA SINDACA DI ROMA DR.SSA VIRGINIA RAGGI


lunedì 26 novembre 2018 di Michele Penza

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Gentile Sindaca,

sono lieto si sia presentata finalmente una occasione che mi consente, anzi, mi impone di compiacermi con Lei e con i suoi consiglieri, sia quelli istituzionali che quelli occulti per i quali, specie i secondi, non Le nascondo uno scarsissimo entusiasmo dovuto non soltanto alla faziosità politica che mi accomuna, è inutile negarlo, a tanti nostri connazionali, ma anche al fatto che sarebbe stata ardua impresa finora inventarsi una ragione qualsiasi per applaudire l’operato della Sua giunta sia dal punto di vista dell’interesse dei cittadini sia da quello dell’incremento del consenso popolare per il suo movimento.

Dopo due anni di vana attesa durante i quali non solo non si erano riscontrati fatti concreti di segno positivo per la città ma vissuto altresì momenti di sconforto per il dover assistere continuamente a sterili chiacchiere e polemiche in consiglio comunale in aggiunta a spiacevoli vicende giudiziarie finalmente vediamo un Raggio di sole e trovo onesto il riconoscerlo.

Non so di chi sia il merito dell’iniziativa, se suo o di altri, ma è Lei che rappresenta il gruppo ed è a Lei che lo dico: brava. Stavolta ci ha preso. Chapeau!

Avete avuto la furberia, o se vogliamo l’intelligenza e la volontà politica, e se vogliamo dirla tutta il coraggio di fare ciò che avrebbero dovuto e potuto fare in passato i vecchi democristiani o i democratici della mia generazione, ossia rischiare lo scontro frontale con la potente e numerosa consorteria di malavitosi da troppo tempo ignorata, tollerata e profondamente radicata nel territorio, mettendo in conto la perdita del consenso politico dei suoi collegati pur di acquisire il più ampio e sano consenso delle persone civili.

Era quello che bisognava fare e che noi di sinistra non abbiamo fatto! Una grande occasione perduta.

A questo punto non commetta l’errore di fermarsi e tenga ben presente che un bis di medesima natura sarebbe oltremodo gradito da tutti i romani per bene. In una città che vanta il primato di essere l’unica capitale al mondo dove l’erba cresce rigogliosa sull’asfalto stradale e sui marciapiedi di cemento l’apporto di un minimo di decoro cancellerebbe totalmente l’amarezza di dover registrare un punto a favore degli avversari politici.

Distintamente La saluto.
Michele Penza