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FASCISMO E ANTIFASCISMO MA ANCHE IGNORANZA E OPPORTUNISMO


domenica 28 aprile 2019 di Michele Penza

Argomenti: Attualità


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Era una calda mattinata di luglio ed ero uscito di buon’ora dalla mia abitazione sita in piazza Bologna quando udii presso la fermata del tram le voci di una baruffa.

Mi accostai e mi resi conto che due o tre persone stavano picchiando un signore di una certa età, mentre gli astanti stavano a guardare senza intervenire godendosi lo spettacolo. Quando appresi la causa del pandemonio restai basito: tutto mi sarei immaginato ma mai una motivazione del genere. Quegli scalmanati picchiavano il poveraccio urlando: levati quella cimice str…zo.

Per cimice intendevano il distintivo del Partito Nazionale Fascista: quella era la mattina del 26 luglio 1943 e solo il giorno precedente erano stati disposti dal Re l’arresto di Mussolini e lo scioglimento del partito fascista. Nel corso della notte si era verificato il miracolo della transustanzazione del popolo italiano che aveva provveduto istantaneamente ad auto disinfettarsi dalla contaminazione fascista e adeguarsi alla circostanza.

Avevo allora solo tredici anni ma qualche riflessione cominciavo a farmela. Ma che diavolo succedeva? Ricordavo che ero appena un agnellino di sei anni quando mi avevano cominciato a infilare una camicia nera ed a chiamarmi Figlio della Lupa.

In ciascuno degli otto anni di scuola, cinque alle elementari e tre alle medie, mi avevano solennemente consegnato una tessera di cui non sentivo alcun bisogno e fatto giurare che avrei eseguito gli ordini del Duce e servito col mio sangue la causa della rivoluzione fascista ed ora tutti, familiari, insegnanti e persino sacerdoti mi stavano dicendo: Noi? Quando mai? Noi non c’eravamo, e se ci è scappata qualche parolina per caso, ebbene ci siamo sbagliati!

Racconto questo episodio prescindendo da qualsiasi valutazione di merito sul fascismo e sull’antifascismo e finora non mi sono riferito a principii o ideologie ma solo a uomini, fascisti e antifascisti, così come io li ho vissuti nell’infanzia solo per spiegare il perché il tormentone perpetuo del pro e del contro mi abbia appassionato sempre di meno perché è un problema del novecento e non dell’oggi.

Oggi penso che potrei scommettere un mese della mia pensione che di quel manipolo di omaccioni con la testa rasata che si agitano nelle piazze smaniosi di trovare un pretesto per menare le mani siano ben pochi coloro che sanno veramente ciò che il fascismo sia stato ed abbia rappresentato nella storia e parimenti sono convinto che tantissimi di coloro che strombazzano ‘libertà, libertà’ ci metterebbero cinque minuti a barattarla con un posto di lavoro per i figli tanto oggi è scaduta la condizione del nostro paese. Il rinfocolare con le polemiche l’odio a scadenza annuale non credo ci porti da nessuna parte.

Festeggiamo tutti insieme il 25 aprile come la fine della guerra civile senza dividerci tra buoni e cattivi. Si può fare. Pensiamo che in Spagna la guerra civile ha prodotto un milione di morti e non mi sembra ci siano tutte queste polemiche sterili che annualmente si replicano da noi, spesso in modo strumentale per distoglierci dai problemi reali del nostro paese, senza farci avanzare di un centimetro,-