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ADOLESCENTI CONTEMPORANEI

La società di Narciso e i suoi sistemi
domenica 20 marzo 2022 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Convegno presso la scuola militare Nunziatella di Napoli

Nei giorni 18 e 19 marzo, si è svolto a Napoli un importante convegno in modalità mista: in presenza, fino ad esaurimento della disponibilità dei posti, e online attraverso piattaforma zoom. L’incontro è stato organizzato dall’IPR (Istituto di Psicoterapia relazionale), diretto dal dott. Luigi Baldascini, e si svolto presso l’antica Scuola Militare della Nunziatella (fondata nel 1787), nel prestigioso antico palazzo costruito nel 1588, messo a disposizione come sede del convegno dal generale G. Tota che mostra grande interesse per la psicologia.

Nell’immagine allegata che presenta i nomi degli illustri relatori partecipanti all’incontro e i temi da loro trattati, si può leggere una sintetica introduzione del Dott. Baldascini che evidenzia quanto segue: “Cresciuti nella società di Narciso gli adolescenti contemporanei, anche se ancora poco maturi per accettare l’insuccesso e per dedicarsi alle cose con puro spirito di sacrificio, non sono disposti a lottare come facevano gli adolescenti del passato .per spodestare il padre e capovolgere il mondo (…) gli adolescenti cercano chi è disposto al confronto al dialogo che li aiuti a trovare possibili soluzioni ai loro complessi problemi. Questo convegno vuol essere un’occasione per discutere della dura realtà con cui al momento si scontrano, delle loro possibilità evolutive e, nei casi di blocchi emotivi, delle migliori opportunità di interventi e cure”.

Gentilmente invitata dalla Dott. Rosa Romano Toscani, nota psicologa e psicoterapeuta, ho seguito volentieri il convegno on line, poiché come insegnante ho sempre seguito con cura i miei alunni, interessandomi ai loro problemi, in particolare a quelli dei più fragili sia per motivi psichici che per lo “svantaggio” legato al background socio-economico.

Come si può notare nell’immagine allegata all’articolo, la molteplicità de temi trattati è tale che da essa emergono varie problematiche molto attuali, come quelle legate a pandemia e lockdown (e ora anche ai venti di guerra), che hanno alimentato angosce, attacchi di panico e solitudine, nonché un maggior uso delle nuove tecnologie, non solo per la Dad sostitutiva della didattica in presenza, ma anche per un incremento di tempo dedicato a spazio ludico virtuale.

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Il Convegno

Molti relatori si sono soffermati su aspetti negativi e positivi delle nuove tecnologie, dei giochi on line, di nuovi supereroi che hanno soppiantato quelli del passato, dell’uso continuo di smartphone con messaggi su whatsApp e post sui social. Il pericolo maggiore è stato individuato nella mancanza di parental control e nella dipendenza che scaturisce da un attaccamento eccessivo al mondo virtuale, dipendenza che spesso cela un desiderio di fuga da un mondo reale deludente o da sofferenze sepolte nell’inconscio.

Tanti i racconti di casi reali illustrati dai validi ed esperti psicologi e psichiatri partecipanti al convegno(nonché dei gruppi di giovani studenti di psicologia) che hanno evidenziato le numerose drammatiche patologie degli adolescenti contemporanei che arrivano ad infierire sul loro corpo infliggendosi ferite e perfino a suicidarsi.

Oggi il gap generazionale appare più difficile da colmare che in passato: gli adulti fanno fatica a seguire i cambiamenti imposti dal progresso tecnologico e da quelli scaturiti dalla globalizzazione. E tuttavia educatori e terapeuti devono costantemente aggiornarsi per poter entrare nel mondo degli adolescenti, per comprenderli e aiutarli a sviluppare una maggiore “creatività”.

Un convegno davvero impegnativo per i numerosi relatori che hanno spaziato ad ampio raggio in tutte le direzioni possibili ed immaginabili offrendo un quadro completo sul mondo adolescenziale attuale, evidenziando non solo grande competenza, ma anche molta umanità nel mettere in rilievo l’importanza dell’Amore per curare le ferite dell’anima.

Mi è venuto in mente un bel libro che ho letto tempo fa, “Le Emozioni ferite” di Eugenio Borgna che sembra fornire una diversa chiave di lettura in campo psicoterapeutico, un libro che è un invito per tutti a riconsiderare il nostro modo di vedere noi stessi e gli altri nell’ottica delle nostre emozioni, puntando ad una nuova sensibilità e a profondità inesplorate in cui il silenzio può essere più eloquente delle parole attraverso uno sguardo o un gesto che attingono alla fonte dell’emotività, alla ricerca delle emozioni perdute, quelle che curano, quelle che pur nel dolore e nella follia anelano a essere riconosciute, quelle che si intravedono nella luce degli occhi e nella memoria, le emozioni che sono matrici di creatività, importanti per la conoscenza di sé e per significative relazioni interpersonali.