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ANORESSIA FISICA E MENTALE


martedì 1 novembre 2011 di Andrea Forte, Vivi Lombroso

Argomenti: Parapsicologia


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La scienza ufficiale parla da tempo di due tipi di anoressia, una fisica e una mentale. Queste due anoressie non sono poi molto identificate, ma se ne parla in modo generale. Quando si parla di anoressia mentale, si parla di un pacchetto di fenomenologie che vengono raccolte circa l’anoressia mentale, ma poi si riconosce che l’anoressia psicologica è strettamente connessa con quella fisiologica. Ma può far comodo rendersi conto che potrebbero esistere quattro tipi di anoressia, che vedremo tra poco. In questo senso, se siamo in condizioni di riconoscerle, classificarle meglio, evidentemente ci troveremo in una situazione privilegiata per scoprirle, e quindi gestirle meglio.

Un primo tipo di anoressia è quella nei confronti della razionalizzazione. Allora noi abbiamo persone che rifiutano di razionalizzare; possono anche simulare, fare delle prime mosse raziocinanti, ma poi rifiutano la continuità di raziocinio, spostano lungo il percorso tutto sull’emotivo. Questo tipo di anoressia la possiamo trovare operativa in una miriade di situazioni: nei temi dei bambini, nello svolgimento dei problemi scolastici, nei rapporti di lavoro, negli studi, nell’arte, nei rapporti interpersonali, e così via. Noi siamo ancora convinti che il teorema di Pitagora si pone a livello razionale, una poesia di Leopardi a livello emotivo, la fame a livello istintuale etc. In realtà non si comprende che qualunque evento si pone su 4 livelli, e ciascun livello evidenzia solamente uno di tali livelli. Il teorema di Pitagora si evidenzia come razionale, ma il fatto di essere un evento ha un contenuto razionale, emotivo, istintuale e spirituale, perché contiene tutto l’Essere. L’Infinito di Leopardi ha una componente razionale che fa invidia a Talete. La defaillance razionalistica non è che si verifica solo in matematica, ma anche in un colloquio d’amore, in un contesto collettivo. Il problema è la dose; il contatto con la realtà non è un contatto su dei dati, ma su dei rapporti. Se un dischetto lo definisco solo come un dischetto di plastica dimostro di non aver compreso, bisognerebbe vedere piuttosto i rapporti di utilità, di flessibilità, i rapporti istintuali di un dischetto di plastica.

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Depressioni

Un secondo tipo di anoressia è emotiva, affettiva. La carenza di emozioni può essere un elemento. Tale anaffettività avrà due aspetti, due forme, due insorgenze, o per difetto di base o per difetto di vertice, per patologia basilare o per patologia apicale. Se partiamo dall’ipotesi di avere un livello razionale, uno emotivo, uno istintuale e uno spirituale, quando andiamo a vedere una fenomenologia emotiva, giocoforza evidenzierà due collegamenti, uno collegato col livello “superiore”, e uno collegato col livello “inferiore”: o sarà un individuo iperrazionale o iperistintuale. Allora troviamo individui coi quali non si riesce a stabilire un rapporto, se non maniacalmente, razionalizzato, e anche quando sembrano dare spazio ai sentimenti, in realtà traducono tutto in termini razionalistici. Troviamo così l’individuo che davanti la Gioconda di Leonardo dice: bello, stupendo, rappresenta l’artista donna, è l’autoritratto della sua psiche femminile. In pratica esprime, sposta i suoi sentimenti con un concetto, un teorema, razionalizzando le sue impressioni anche più profonde.

Questo atteggiamento lo cogliamo più facilmente nella fase di corteggiamento presso molte specie di animali. Troviamo animali molto tozzi come elefanti, ippopotami, che hanno tutta una serie di atteggiamenti gentili, raffinati nel momento del corteggiamento, e poi ad un certo punto, spesso durante il rapporto, aggrediscono il partner. In realtà quell’esemplare non ama, ma tradisce la sua istintualità.

La situazione può essere ancora più complessa, perché c’è il fenomeno dell’intersezione dei comportamenti, e questo è molto depistante. Qualche problema viene dal fatto che l’essere umano, per quanto possa essere psicotizzato, comunque non è a compartimenti stagni, per cui l’anoressico emotivo non esibirà una preponderanza di comportamenti o sul razionale o sull’istintuale, ma una preponderanza di comportamenti iperrazionali con intersezioni istintuali. Nella quotidianità il discorso tende a complessificarsi, perché l’anoressico emotivo può assumere una linea di vissuto per cui va sul 90% di istintualità, l’8% di razionalità, e il 2% di spiritualità.

A questo punto competiamo con l’anoressia istintuale, cioè la carenza o depauperazione della spinta istintuale. Avendo visto come funziona nei precedenti livelli, si capisce che l’anoressia istintuale, essendo bloccata sul livello dell’istinto, sfonda o sull’emotività o sullo spirituale. Allora abbiamo la ragazza che sta a letto con il suo ragazzo, dopodiché lui ha una spinta istintuale, e al limite dice “facciamo un bambino”, e lei comincia a disquisire se lui preferisce femmina o maschio; lui si dà da fare, e lei parla di uccellini; lei che dopo 25 anni di matrimonio non ha orgasmato. Essendo lei carente sul piano istintuale sfonda sull’emotivo. Così quegli individui che diventano molto cupi, inquisitori, moralistici, cioè, quelli che sono normali istinti vengono spostati da costoro nello spirituale. E questo meccanismo si ripercuote in tutte le situazioni. L’anoressico istintuale è sempre un individuo che ha dei grossi problemi con le figure di padre/madre. Così, tale individuo in genere non mangia, spilucca; al limite mangia anche molto, ma spilucca.

Si connota invece come anoressico spirituale l’individuo che ha un blocco nel livello spirituale, e quindi non potrà che sbordare o verso una situazione istintuale o verso una delle opzioni autolesive in senso grave, tendenzialmente suicide. In questo senso, se chiediamo ad un individuo anoressico spiritualmente il significato ultimo della vita, ti risponde che tutto è amore, si butterà su argomenti legati alla istintualità, su argomenti legati alla vita; in pratica ha un rifiuto per tutte quelle situazioni al vertice della spiritualità umana. D’altro canto, ci sono individui che non riuscendo a comprendere i problemi della spiritualità umana, diventano autolesivi (vedi la droga o l’alcolismo). Se andiamo su alcuni mistici che non riescono a porsi delle domande o a fornirsi risposte, ci accorgiamo che, o fondano ordini religiosi, oppure organizzano la propria vita infliggendosi punizioni corporali e psichiche fino al suicidio.

Per concludere, siamo tutti convinti di essere dei professionisti seri, che siamo sensibili, disinibiti, spontanei; in pratica, siamo convinti di qualcosa. Dopo un certo numero di anni, ognuno di noi ha delle convinzioni, dove il problema diventa: ma queste convinzioni, sono dovute a super investimenti, o a carenze di altri livelli ?

A questo facciamo una riflessione su quanto visto sin qui. Cercando di avere una visione d’insieme dell’anoressia senza cadere nella trappola dell’anoressia, possiamo dire: l’individuo, che è composito, salvo le esibizioni che manda in luce e gli altri vettori che manda in ombra, in che senso può essere considerato più o meno anoressico in un’ottica olistica di globalità? Ponendoci questo quesito e in questo atteggiamento, scopriamo che aldilà delle esibizioni, l’individuo è anoressico se si rivolge in un verso o nell’altro, cioè o verso il corpo o verso lo spirito, verso la materialità o verso l’astrattezza. Con questo intendiamo dire che se abbiamo un individuo molto razionale, noi siamo portati a dire che è una persona intelligente, di pensiero. Sembrerebbe giusto, ma in realtà, se questo individuo sottrae troppo al livello emotivo, è vero che esibisce un comportamento un po’ troppo razionale, ma siccome la sottrazione nei livelli alti è eccessiva, quell’individuo tende a privilegiare il corpo. Allora avremo l’individuo razionale che nel tempo libero gioca a golf, fa bricolage etc.; in realtà non c’è una spiritualità, ma un’anoressia che va a privilegiare la razionalità

In particolare questo fenomeno lo abbiamo in questo secolo, che si è messo a privilegiare la razionalità. Ci si sarebbe attesi che questo enorme salto controllato, razionale portasse ad un grosso progresso spirituale. Invece ha portato ad un grosso progresso tecnico e tecnologico, perché la razionalità, non sorretta dal supporto spirituale, ha sfociato nel culto della comodità, tecnico e tecnologico. Per cui il discorso diventa: attenzione, che l’anoressia in un insieme si connota o anoressia nei confronti della razionalità, o nei confronti dell’astrattezza, della spiritualità.