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LA DEPOSIZIONE DI CRISTO DI TINTORETTO

Un Capolavoro di Emozione e Drammaticità
martedì 12 settembre 2023 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti


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Dal 7 settembre nella Pinacoteca dei Musei Capitolini

Grazie al prestito delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, la grande tela sarà esposta fino al 3 dicembre nella Pinacoteca accanto ai dipinti del figlio, Domenico Tintoretto, e di altri maestri di scuola veneta.

La Deposizione di Cristo, dipinta dal maestro veneziano Jacopo Tintoretto nel XVI secolo, è considerata una delle opere più potenti e drammatiche della storia dell’arte. Questo capolavoro cattura l’essenza della tragica scena della morte di Gesù Cristo e lascia una profonda impressione sullo spettatore per la sua intensità emotiva e la rappresentazione magistrale dell’evento.

La Deposizione di Cristo è stata realizzata nel 1568, durante il Rinascimento italiano, un periodo di grande fervore culturale e artistico. Tintoretto, noto per la sua abilità nell’uso della luce e del colore, era uno dei principali esponenti della Scuola veneziana. La sua opera si caratterizza per l’audacia compositiva, l’uso del chiaroscuro e la rappresentazione drammatica dei soggetti.

L’arrivo a Roma della monumentale tela (cm 227 x 294), è frutto di un importante accordo di collaborazione del 2022, tra la Sovrintendenza Capitolina e le Gallerie dell’Accademia di Venezia.

L’incontro “romano” tra padre e figlio rappresenta un fatto straordinario dal momento che in nessun museo pubblico della capitale sono presenti opere di Jacopo, un artista che Giorgio Vasari non esitò a definire: “Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”. Diventa qui possibile ammirarne la potenza e la modernità del linguaggio pittorico e apprezzarne l’evoluzione nelle opere del figlio Domenico che alla morte del padre ne ereditò la bottega e il futuro della sua pittura.

Nel percorso artistico di Tintoretto l’opera la Deposizione di Cristo si colloca all’apice della sua carriera, quando il maestro ha ormai messo a punto lo stile, la tecnica e la pratica di esecuzione. La maggior parte degli studiosi concorda attualmente per una datazione intorno ai primi anni Sessanta del Cinquecento (1562).

La grande tela fu presumibilmente eseguita per l’altare maggiore della chiesa gesuita di Santa Maria dell’Umiltà alle Zattere, soppressa nel 1806 e demolita nel 1821. Divenuta proprietà demaniale, l’opera fu successivamente assegnata all’Accademia di Venezia dove è rimasta per lo più ignorata o sottostimata dalla critica fino al restauro condotto da Giulio Bono nel 2008-2009 che ne ha restituito tutta la qualità permettendone la riscoperta e l’ascesa tra i capolavori autografi del pittore. È stata quindi presentata per la prima volta nel 2009 come opera inedita alla mostra di Tiziano, Tintoretto, Veronese: Rivals in Renaissance Venice al Museo di Fine Arts di Boston e al Museo del Louvre a Parigi. La scena è ambientata in un’atmosfera notturna, con una luce diffusa che illumina i personaggi e crea un forte contrasto tra le figure e lo sfondo scuro. La composizione dell’opera è estremamente dinamica e coinvolgente. Al centro dell’opera si trova il corpo senza vita di Cristo, sorretto da due uomini, mentre Maria, la madre di Gesù, stringe amorevolmente il figlio tra le braccia.

Attorno a loro si susseguono una serie di figure disperate e angosciate: i discepoli, le donne piangenti e i soldati romani. Ognuno di loro esprime un’emozione intensa, dalla tristezza alla disperazione, creando un’atmosfera di grande pathos.

Tintoretto utilizza abilmente l’illuminazione nella scena per enfatizzare l’effetto drammatico. La luce proviene da una fonte esterna, ma invisibile, che illumina i volti e le figure principali, creando contrasti di luce e ombra che amplificano l’espressività delle espressioni facciali e dei gesti dei personaggi.

La Deposizione di Cristo di Tintoretto va oltre la semplice rappresentazione della morte di Cristo. L’opera cattura l’essenza del dolore e della sofferenza umana, suscitando emozioni intense nello spettatore. Tintoretto riesce a trasmettere un senso di tragedia universale che va al di là del contesto religioso, rendendo l’opera accessibile a tutti. L’uso sapiente della luce e del colore, insieme alla composizione dinamica e all’intensa espressività dei personaggi, rende la Deposizione di Cristo un’opera iconica dell’arte occidentale. L’opera di Tintoretto ha influenzato numerosi artisti successivi, che hanno cercato di catturare la stessa intensità emotiva nelle loro opere.

La Deposizione di Cristo di Tintoretto è emozionante per diversi motivi, che si combinano per creare un impatto emotivo potente sullo spettatore. La disposizione delle figure e la loro gestualità creano un senso di movimento e drammaticità. Le figure sembrano muoversi in modo convulso, esprimendo il dolore e la disperazione. Questa composizione dinamica coinvolge lo spettatore e lo fa sentire parte dell’azione.

Tintoretto rappresenta i personaggi in modo estremamente espressivo. I volti dei discepoli, delle donne piangenti e di Maria trasmettono un’intensa sofferenza e tristezza. Le espressioni facciali e i gesti dei personaggi comunicano senza parole il loro dolore, creando un legame emotivo immediato con lo spettatore.

Nell’uso della luce Tintoretto utilizza l’illuminazione in modo magistrale per enfatizzare l’effetto drammatico dell’opera. La luce proveniente da una fonte invisibile crea contrasti di luce e ombra, mettendo in evidenza i volti e le figure principali. Questo gioco di luci amplifica l’emozione e l’intensità delle scene, creando un’atmosfera surreale e coinvolgente.

Sebbene la scena rappresentata sia di natura religiosa, la Deposizione di Cristo di Tintoretto va oltre il contesto religioso e tocca le corde emotive universali. La sofferenza, il dolore e la perdita sono sentimenti che possono essere compresi e condivisi da persone di diverse fedi e convinzioni. Questa universalità dell’esperienza umana rende l’opera accessibile a un pubblico più ampio.

Tintoretto inoltre era un maestro nel suo uso del colore, della prospettiva e del chiaroscuro. La sua padronanza tecnica si riflette nella ricchezza cromatica dell’opera e nella resa realistica delle figure umane. Questa maestria tecnica contribuisce a creare una sensazione di autenticità e coinvolgimento emotivo nell’opera.

Insieme, questi elementi rendono la Deposizione di Cristo di Tintoretto un’opera straordinariamente emozionante. La sua capacità di catturare la tragedia umana e di trasmettere attraverso l’arte le emozioni profonde e universali del dolore e della perdita è ciò che la rende così potente e memorabile.

Musei Capitolini - Pinacoteca - Sala III (Sala dei veneti) Piazza del Campidoglio, 1

Si accede con il biglietto d’ingresso al museo. Ingresso gratuito con la Mic card. Orari tutti i giorni 9.30 - 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
www.museicapitolini.org; www.museiincomuneroma.it

 

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