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I TAROCCHI REINTEGRATI


giovedì 1 dicembre 2005 di Vivi Lombroso

Argomenti: Sociologia


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I tarocchi costituiscono un ponte tra l’essere umano e le cose, essendo una mappa completa tra l’essere individuale e quello universale. Si potrebbe dire che fanno da specchio, cioè rispecchiano gli stati d’animo, gli eventi in corso, passati e futuri, positivi e negativi. In pratica evidenziano i meccanismi fondamentali della psiche umana e quindi costituiscono un sistema per mettersi nelle condizioni più adatte possibili affinché il proprio inconscio si esprima il più liberamente possibile.

I tarocchi nascono nell’antico Egitto ed erano costituiti da simboli che rappresentavano la struttura fondamentale dell’essere umano attraverso i quali ci si poteva specchiare. In pratica costituivano un mezzo di auto ed etero conoscenza; più precisamente, si potrebbe dire che sono l’espressione della spiritualità umana più antica.

I tarocchi reintegrati sono rappresentati dalle carte comunemente conosciute più alcune carte che sono andate perdute nei millenni e che finalmente sono state ritrovate, permettendo così una lettura completa ed esauriente per ogni situazione che si presenta. I tarocchi reintegrati sono 32 anziché 22, cioè i cosiddetti arcani maggiori. Con essi si può conoscere il proprio stato di salute fisico e mentale, le problematiche genitoriali e figliali, i vari complessi, si possono decodificare i sogni etc. Tutti sappiamo che l’essere umano affronta la conoscenza a spicchi e per contrasto, quindi conosce il bianco perché c’è il nero e viceversa, conosce l’amore perché c’è l’odio e viceversa; tuttavia li conosce cogliendone aspetti diversi in momenti diversi.

Nell’ipotesi che i tarocchi funzionino, che ci sia una coerenza tra gli accadimenti passati e futuri, essi potrebbero costituire uno strumento per distinguere le situazioni che ci riguardano da quelle che non ci riguardano, le situazioni che rifiutiamo e gli sprechi che effettuiamo nelle varie possibilità che ci si presentano nella vita.


P.S.

Sui "TAROCCHI" Feltrinelli ha pubblicato un libro che è da poco in libreria

La via dei tarocchi di Marianne Costa e Alejandro Jodorowsky

Traduzione: Michela Finassi Parolo Collana: Fuori collana Pagine: 576 Prezzo: Euro 25

In breve “Per mezzo secolo, i tarocchi sono stati la mia amante, la mia guida, la mia struttura... Mi hanno insegnato l’importanza degli altri... Il mio è un libro iniziatico.” Alejandro Jodorowsky ha scritto con la moglie Marianne Costa il manuale definitivo per imparare a leggere i tarocchi.

Il libro Da più di quarant’anni Alejandro Jodorowsky si è dedicato allo studio dei tarocchi, una parte fondamentale del suo percorso artistico e terapeutico. Ogni mercoledì, quando è a Parigi, lo si può incontrare in un caffè vicino a casa mentre legge i tarocchi a chi lo desidera. È impossibile trovarlo sprovvisto del mitico mazzo di carte ed è sempre disponibile a leggere nell’inconscio di chi incontra ma, a differenza di altri, non chiede denaro, non dà consigli e non parla del futuro. I tarocchi sono per Jodorowsky, allo stesso tempo, uno specchio dell’anima e uno strumento terapeutico: è convinto che aiutino a sviluppare la coscienza e a vivere e capirsi meglio, “sono un aiuto per conoscersi psicologicamente e storicamente”. Secondo l’autore, tutti gli psicoanalisti dovrebbero usarli: “Risparmierebbero molto tempo”, ma, forse, non vogliono veramente curare i pazienti. Laddove i tarocchi invece non solo possono eliminare i sintomi, ma possono anche curare. “Sono un ponte fra due estremi, l’intuizione e la ragione... dovrebbe essere materia di studio nelle università.” Per scrivere questo manuale l’autore e la moglie hanno estratto la quintessenza delle innumerevoli lezioni e letture impartite in giro per tutto il mondo. Il risultato è un’esplorazione integrale dell’architettura di questo gioco millenario composto da 78 carte, un esaustivo manuale, a colori e con moltissime splendide immagini, che permette al lettore di iniziarsi al bagaglio simbolico dei tarocchi, di comprendere uno a uno i 22 arcani maggiori e i 56 minori e di apprendere a orientarsi nell’interpretazione del proprio inconscio.

Alejandro Jodorowsky nato nel Cile del Nord nel 1929, figlio di immigrati ebreo-ucraini, si è trasferito dal 1953 a Parigi, dove ha fondato con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro “panico”. Artista eclettico, Jodorowsky è direttore di teatro, autore di pantomime e pièce teatrali, di romanzi e libri di fumetti (tra cui L’Incal e La casta dei meta-baroni), ma la sua notorietà è dovuta soprattutto ai film, dei quali ricordiamo Il paese incantato, dall’omonima opera di Arrabal, El Topo, La montagna sacra e Santa sangre-Sangue santo.