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Le Confessioni di un ottuagenario

Viviamo in un paese che ha ormai perso anche il senso della realtà.
venerdì 1 aprile 2016 di Michele Penza

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Tranquilli tutti, l’ottuagenario sono io ma le confessioni non si riferiscono ai miei peccati che saranno sicuramente riprovevoli ma hanno il buon gusto e la discrezione di restare privati per non disgustare nessuno. In comune con il bellissimo libro di Nievo che, ahimè, nessuno legge più, c’è solo da parte mia uno sguardo dolente rivolto al nostro povero paese, sempre più ostello di dolore e ancor più, duole dirlo, somigliante a femmina da bordello.

Eppure se dovessi rinascere è sempre qui che chiederei a chi di dovere di tornare ma non per masochismo, per mera curiosità. Per sapere come andrà a finire quaggiù, rendermi conto personalmente di che altro gli italiani e precipuamente i romani saranno ancora capaci di combinare, che si fideranno di fare, come suol dirsi a Napoli.

Vorrei vedere ad esempio quali saranno i futuri comportamenti di questo strano popolo che si lamenta oggi dei tanti guai che sta passando e che rischia di passare in un prossimo domani ma ha del tutto dimenticato certi suoi comportamenti di ieri, per esempio quello di aver accolto con entusiasmo un secolo fa la proposta di un politico, che certamente non era uno scavezzacollo ma un manovratore abile e sornione come Giolitti, di una spericolata avventura militare contro i turchi finalizzata a strappare loro la Tripolitania e la Cirenaica.

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Giolitti

Cattolici e liberali, socialisti e nazionalisti si misero a cantare in coro ed a suonare nei cabaret e nelle strade “Tripoli sarai italiana, sarai italiana al rombo del cannone!”, in una epoca nella quale non c’erano dittatori che glielo potessero imporre ma uomini e governi della destra liberale e oggi, venerdì 18 marzo 2016, come se niente fosse i loro nipoti addirittura indicono uno sciopero contro una guerra che non c’è e che nessuno vuol fare.

Giorni prima avevo letto su Facebook una dura filippica del giudice Imposimato rivolta al capo del governo con la quale lo accusava a brutto muso di volere imporre al paese una guerra infame che scavalca e violenta la volontà e la sovranità del parlamento, sovverte tutti i princìpi del cielo e della terra, è contro gli interessi del paese, ecc. ecc.

Ho provato ad obiettargli che quanto lui afferma non ha alcun fondamento basato su atti, dichiarazioni, documenti ufficiali o manifestazioni di volontà del governo ed ha risposto che quella era sicuramente l’intenzione iniziale di Renzi che avrebbe poi cambiato idea costretto dalla pressione e dalle sollecitazioni contrarie esercitate da lui e da quelli che la pensano come lui.

Ignoro se questo magistrato eserciti ancora o possa tornare ad esercitare la professione augurandomi che, nel caso affermativo, voglia astenersi dal condannare severamente intenzioni od azioni mai da chiunque realmente commesse, come fa nella fattispecie. Nel caso contrario tutta la mia solidarietà andrebbe al poveraccio che dovesse capitare nelle sue mani.

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Ferdinando Imposimato

In realtà questa storia degli scioperi dei mezzi di trasporto romani indetti un venerdì si e l’altro no dura da anni e nessuno mai è riuscito ad attribuire a questo fenomeno sociale una origine più seria e comprensibile del sano desiderio di molti capi di famiglia di starsene a casa un giorno in più a pacioccarsi la moglie e sbaciucchiarsi i bambini.

Non troveranno mai nessuno più disponibile di me ad indulgere su tali debolezze ed a comprendere tali umanissimi sentimenti ma c’è un però. I ricordi peggiori sono ahimè quelli più difficili da cancellare. Mi ricordo che comportamenti simili hanno purtroppo sempre accompagnato la trasformazione di sentimenti naturali di insofferenza e di rivalsa in violenza e cattiveria. Può capitare che la gente si scocci di andare e piedi per chilometri a lavorare e ne approfittino certi movimenti di destra che sembrano avanzare minacciosamente in tutte le elezioni che si fanno in Europa da qualche anno a questa parte.

Attenzione signori, per il bene di tutti. I fascisti non scherzano e con loro non si rischia solo “un deficit di democrazia” o un voto di fiducia in più. Sono mazzate vere, sulla noce del collo.

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Movimenti Fascisti

Mi piacerebbe anche vedere cos’altro saranno capaci d’inventarsi i cosiddetti centri sociali, ai quali appartengono quei galantuomini che corrono ad occupare le case popolari dei vecchi che stanno

all’ospedale per vendersele.

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Centri Sociali

Mi spiego. Due settimane fa un’associazione di cittadini nauseati dalla condizione di sporcizia cronica in cui versa la città ha ripetuto l’iniziativa di volontariato definita ‘Roma retake’ che consiste nell’alzarsi presto la domenica, munirsi di scope, spazzole e detersivi e ripulire le mura della città e le pareti dei caseggiati dalle scritte e dai manifesti abusivi che la insozzano.

Costoro sono stati vivamente contestati da gruppi appartenenti ai centri sociali che li accusano di rubare loro il lavoro, un lavoro che loro non hanno mai fatto e non si sono mai nemmeno sognato di fare o di chiedere. Un lavoro che dovrebbe fare la cosiddetta AMA, per il quale è pagata e che, come ognuno può rilevare, è evidente che non fa.

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Retake.

Tutte le opinioni sono da rispettare, persino quelle dei membri dei centri sociali, se però restano opinioni e non si traducono in cattive azioni. Dico questo perché a due giorni di distanza quanto era stato ripulito dai volontari è stato insozzato nottetempo di nuovo. Indovinate da chi? Bravi! Proprio dai membri dei centri sociali.

Vorrei vedere ancora, per esempio, cosa faranno da grandi quegli studenti del liceo Virgilio di Roma, i veterani delle famose occupazioni prenatalizie, in perenne lotta con la loro preside che si è stancata di combattere una guerra personale con loro ed ora quando ritiene sia il caso invece di adirarsi chiama i carabinieri. Per esempio quando vede che qualcuno spaccia erba nel cortile della scuola vendendola ai compagni minorenni.

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Liceo Virgilio - Roma

Abbiamo apprezzato molto il nobile sdegno dei genitori, ma non dei genitori dei minorenni, di quelli degli spacciatori suscitato dalla tirannia insopportabile dell’autorità scolastica e dalla turpe intrusione violenta e liberticida dei carabinieri nell’ambito scolastico. La scuola che sognamo deve essere come una chiesa: asilo per i peccatori, mai per gli sbirri! Pensare che i nostri padri hanno fatto la resistenza perché ciascuno possa liberamente drogarsi e spacciare in santa pace! Ma dove andremo a finire?

Me lo chiedo anch’io in relazione all’interrogativo politico di fondo che tutti si dovrebbero porre considerando la paralisi che ha bloccato ogni sviluppo nella evoluzione culturale, economica e sociale del paese negli ultimi trent’anni.

Riuscirà l’attuale gruppo di giovani che oggi governano tentando faticosamente, pur con le loro debolezze e i loro errori, di smuovere dalla sua colpevole inerzia una classe politica mediocre e incapace ed a far sì che qualcuno di loro alzi il deretano dalle uova dei privilegi che ciascuno vorrebbe seguitare a covare all’infinito?

Beh, è per sapere questo e molto altro che vorrei tanto tornare da queste parti, sia pure da ghost!-