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La vecchia "legge truffa" adesso è ragionevole!

La Donna è mobile, ma lo sono pure tanti maschietti!
giovedì 1 novembre 2012 di Michele Penza

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica
Argomenti: Ricordi


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10000000000000FA000000A6F1499489Una sera lontana, nel 1953, uscii dall’ufficio in cui lavoravo in via Frattina verso le otto per avviarmi come di consueto a piazza S. Silvestro a prendere il mio autobus per Termini. Mi sembrò di sognare nel trovarla a quell’ora completamente vuota quasi fossero le tre di notte. Ai capolinea non c’erano autobus e neanche persone in attesa. Da stropicciarsi gli occhi. M’inoltrai perplesso verso via del Tritone e restai veramente di stucco: vuota, o meglio, sgombra pure quella! Ci sarà stato uno sciopero improvviso, pensai. Si. Ma la gente dove è finita? Da lontano mi perveniva l’eco di clamori ma non capivo ancora cha diavolo stesse succedendo alla mia città. Ahimè, non ci misi molto a schiarirmi le idee. Dal largo Tritone scendeva velocemente una camionetta della Polizia che mentre io, passo passo, attraversavo la strada guardandomi attorno imbambolato per realizzare in quale mondo fossi capitato mi accorsi che puntava decisamente verso di me. E che vogliono questi, adesso? Ma mi sta venendo addosso! Sei matto? Ehi…

Come andò in realtà? Mentre io pensavo ‘non sarà mica così matto da venirmi addosso per davvero!’ l’autista probabilmente pensò ‘non sarà mica così cretino da non scansarsi!’ Risultato: tenemmo entrambi rotta di collisione,

10000000000000FA000000FA3D01D406Davvero quando due idioti si fronteggiano può non esserci limite alle sciagure! La situazione, che era ormai giunta al punto estremo e sembrava irreversibile l’ha sbrogliata, lui personalmente, come mi è stato spiegato successivamente da mia nonna, S. Michele Arcangelo, protettore di tutti i Micheli ma, al contempo, patrono di tutte le polizie celesti e terrestri. Diciamo pure che ha voluto benignamente spendere la sua autorità perché è praticamente un amico di famiglia, considerato che io porto il nome di entrambi i miei nonni, Micheli anche loro. Tutta la Puglia del resto non è che un michelificio, la Puglia è in Italia dove si vive di raccomandazioni, e l’arcangelo è lì che bazzica, nel Gargano.

Onestamente non posso dire di averlo visto all’opera, ma lei (sempre mia nonna) mi chiarì: ‘Per forza, ti stava alle spalle. Ti ha pungolato il didietro con la sua spada fiammeggiante e tu hai potuto fare quel salto’.

A me era sembrato che a sfiorarmi fosse stato il parafango della Jeep, ma sai, sono momenti… e in effetti me l’ero cavata con un balzo da gazzella che mai più avrei saputo ripetere in alcuno stadio. Il mio amico arcangelo ha così evitato a me un prematuro decesso, e al reparto Celere della P.S. una figura da cesso, quella di riuscire ad ammazzare in una strada deserta l’unico pacifico viandante che nemmeno stava dimostrando alcunché, bensì se ne andava per i fatti suoi. Neppure nella fu Unione Sovietica o a casa di quella carogna di Pinochet gli avrebbero dato la medaglia per questo.

Pervenuto che fui, vivo, a via della Stamperia venni inghiottito dalla baraonda e finalmente mi si accese la luce. A pochi metri da me, al centro di un cratere ribollente distinsi un gruppo di signori che sostenevano un Pietro Ingrao dal capo bendato e sanguinante e urlavano invettive contro un commissario di polizia che intimava loro di smetterla e di ritirarsi.

10000000000000FA000000A0A29A64AFCosa aveva prodotto quel finimondo? La cosiddetta ‘legge truffa’ ossia la proposta di legge elettorale che prevedeva un sostanzioso premio di maggioranza (alla Camera) al partito vincitore, una novità avanzata dalla Democrazia cristiana, allora maggioritaria, alla vigilia delle politiche del 1953. La reazione scatenata dalle opposizioni, peraltro da me a quel tempo pienamente condivisa, produsse turbolenze in tutta Italia con i morti e i feriti.

Più ancora che il dolore per le vittime dei moti di protesta devo dire che eravamo in tanti a covare nell’animo rabbia e frustrazione per quella che avvertivamo come una prevaricazione, suscitate e alimentate dalla martellante campagna di propaganda delle opposizioni.

Probabilmente fu per il timore del peggio che la legge fu bocciata in Parlamento per pochi voti.

10000000000000FA000000A40D9651F3 Menziono questi fatti lontani e dimenticati perché oggi leggo che nella proposta del centrosinistra per la formulazione di una legge elettorale che sostituisca il vigente cosiddetto porcellum, una normativa che tutti a parole definiscono oscena e indecente e tuttavia si tengono bene stretta perché comodissima per chi comanda il vapore, è previsto un consistente premio di maggioranza da attribuire al partito (altri dicono alla coalizione) vincente.

Le motivazioni che supportano questa proposta sono abbastanza plausibili: in una situazione nella quale lo squilibrio tra le forze è piccolo non basta vincere nominalmente. Per governare è necessario che chi governa disponga di una maggioranza sufficiente a determinare senza incertezze l’orientamento delle decisioni parlamentari. La sorte di una nazione non può dipendere dal fatto che un signore anziano abbia il catarro o che una signora giovane (adesso ce ne sono) abbia le sue regole.

E mi sta bene. Mi sembra ragionevole. Però, c’è un però: io ho vissuto quel giorno lontano in cui al povero Ingrao, persona dabbene se mai ce ne fu una a Montecitorio, hanno rotto la testa, qualche altro addirittura ci ha lasciato l’epidermide, e in cui per poco non ce la lasciavo anch’io. Il tutto per sostenere l’esatto contrario di ciò che oggi appare a tutti così ragionevole! Ma perché allora questi argomenti a quel tempo li chiamavamo truffaldini?

Non credo occorressero sessanta anni per comprendere ciò che ora valutiamo in sessanta secondi, penso che anche allora si comprendesse perfettamente quali potenzialità positive fossero insite nella legge ma si capiva anche che i vantaggi in quella circostanza non sarebbero toccati alla nostra parte. Ora che la situazione numerica sembra favorevole ecco che la legge truffa diventa ragionevole.

Proposta: Il passato è passato ma almeno per il futuro vogliamo tutti smetterla di dire che la stessa pioggia se cade sul nostro orto è una ispirazione divina, e se va ad innaffiare i broccoli altrui è un sortilegio di Satana contro il quale è doveroso scatenare la guerriglia?

10000000000000FA000000C562624540Oltre a tutti i guai che questo atteggiamento ci comporta ne evidenzio uno che non è di percezione immediata ma per me conta parecchio. La intima, pur se inconfessata, consapevolezza che in tal modo ci rendiamo ridicoli finisce col diminuire ulteriormente la fiducia e la stima che possiamo avere in noi stessi, e non mi sembra che ce ne sia bisogno.

Non ho intenzione di sponsorizzare una bandiera su queste pagine, anche perché oggi mi è molto difficile individuarne una credibile tra quelle su piazza ma vorrei solo suggerire delle semplici norme generali di igiene politica. Tutto si può sostenere e di tutto si deve discutere ma sempre con talune accortezze, non di merito ma di metodo. Non ho la mia verità da annunziare ma ho le fregature che ho preso da raccontare agli altri perché stiano in guardia.

Per esempio a chi ritiene di appartenere culturalmente, come me, all’area di sinistra consiglio di non ritenere acriticamente, sempre e comunque, oro colato tutto ciò che proviene dalla sua parte, perché può essere che talvolta non sia così, e lo stesso valga per chi appartiene alla destra per ciò che proviene dalla sua.

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Antonio Di Pietro

Nella trasmissione di domenica 21 ottobre ho udito la giornalista di Report ottenere dall’on.le Di Pietro conferma alla notizia che una cospicua donazione da lui (e dall’on.le Prodi) ricevuta da una facoltosa dama milanese (Maria Luisa Borletti) a sostegno della loro iniziativa politica in occasione della formazione dell’ultimo governo Prodi, sia stata destinata in realtà, per la sua quota, all’acquisto di mobili e immobili di proprietà. Il Grande Inquisitore era stupito e offeso per la domanda irriverente: la donazione era stata intestata a lui personalmente, quindi…

Devo dirlo quello che ho pensato, io che ai suoi bei tempi qualche stralcio delle sue requisitorie me lo sono letto? Mi ha messo di buon umore! Quel diavolo di un uomo riesce sempre a strapparti un sorriso, anche quando non ne avresti voglia. Comunque i Robespierre all’amatriciana è bene non prenderli mai troppo sul serio e aspettarli alla prova dei fatti.

Ma pensiamo a noi. Cerchiamo di batterci solo per le cose che ci convincono veramente. La nostra battaglia per la legge truffa non era giusta in assoluto ma solo strumentale e qualcuno di noi allora sicuramente se ne sarà accorto e lo avrà pure detto, ma è stato zittito. Non deve succedere più.

Vediamo in futuro di prendere decisioni e di fare scelte in buona fede. Potranno essere giuste o magari sbagliate, ma ove lo fossero potremmo almeno riconoscerlo senza perdere la faccia e senza tradire noi stessi e, se ne è il caso, poter cambiare senza drammi una idea vecchia per una migliore. E’ anche così che si cresce. Due soldi di onestà intellettuale dovremmo averceli in tasca tutti quanti per spenderli al bisogno, a cominciare da noi, e ci farebbero molto bene! Se riuscissimo a ritrovare quella intellettuale forse sapremmo dove abita anche quell’altra onestà, quella materiale, che oggi si è andata a nascondere per la vergogna nel regno dei cieli.