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Vincenzo Gioberti

"Primato morale e civile degli Italiani" Cosa sarà passato per la testa a Gioberti quando lo ha scritto?

“Sto casino di paese”.
venerdì 1 giugno 2012 di Michele Penza

Argomenti: Storia
Argomenti: Ricordi
Argomenti: Racconti, Romanzi


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Non è mancanza di rispetto o di amore per il mio paese, ma la domanda mi è stata posta proprio in questi termini da uno dei miei figli:
- “Papà ma è sempre stato così ’sto casino di paese?]
- “Sì”, - gli ho risposto.
- “Più o meno è sempre quello, ma talvolta si é mostrato anche peggio di così, se è per questo.”
- “Ma forse sotto la dittatura.” - mi ha obiettato.
- “Certo, ma ti assicuro, non ci siamo fatti mancare niente nemmeno in democrazia repubblicana, come del resto puoi vedere oggi tu stesso.”
- “Possibile?”
- “Ad esempio ti cito un evento piccolo ma significativo, un episodio tipicamente nostrano, nel senso che appartiene sia al made in Italy in generale che, alla lettera, al paese nostro, cioè a quello di origine dei miei genitori che è S. Ferdinando di Puglia, una regione che torna oggi tristemente di attualità.

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San Ferdinando di Puglia

Tu non lo conosci. Era ed è ancora oggi un grosso borgo sui quindicimila abitanti, situato nel tavoliere, una pianura fertile dove esistono grosse aziende agricole che gravitano attorno a un nucleo di fabbricati che chiamano masserie. In realtà si tratta di latifondi, forme residuali di economia feudale, tuttavia la gente del posto è di mentalità piuttosto aperta e tutt’altro che ostile alle novità come potresti trovare altrove nel meridione.

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Cerignola

Alla fine della guerra assieme alla libertà vi si è sviluppato pure un grande interesse per la politica, e la ricomparsa dei partiti ha coinvolto tanta gente. In breve tempo se ne sono costituite le sezioni con grande entusiasmo e partecipazione.

Siamo a due passi da Cerignola, il paese di Giuseppe Di Vittorio, il sindacalista fondatore della CGIL che ha suscitato nella regione una forte presenza comunista nell’ambito del bracciantato agricolo, specie tra i giovani, mentre gli anziani restavano più legati alla tradizione socialista.

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Giuseppe Di Vittorio

Contrapposta a quelle c’era una larga componente popolare cattolica, egemonizzata più dai proprietari terrieri che dal clero. Nel quadro si venne a inserire l’iniziativa di un gruppo di latifondisti che fondarono la sezione dell’Uomo qualunque, una formazione di destra dove confluirono molti fascisti sia moderati che ultras.

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Uomo Qualunque

Ovviamente capitò che parenti e compari si dividessero andando a collocarsi trasversalmente da ambo le parti della barricata, perché a differenza di Calabria e Sicilia in Puglia l’individualismo prevale sullo spirito di clan.

Alla logica rappresentanza di interessi economici si univa una forte motivazione ideologica, e pensa che c’era persino un gruppo battagliero di liberali capeggiati da un calzolaio idealista, nostro lontano parente, né poteva mancare un folto gruppo di monarchici, che in tutto il meridione allora abbondavano e magari qualcuno ce ne sarà ancora.

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Togliatti
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De Gasperi

Il dibattito politico era quindi vivace ma si manteneva nei limiti di discussioni animate, sia al bar o in piazza che nelle case, con polemiche anche accese, ma che mai sconfinarono in scontri fino al giorno in cui si verificò un fatto inaudito.

Si avvicinavano le elezioni generali del ’48 che avrebbero deciso il futuro del paese, e i leaders di sinistra ostentavano una sicurezza così grande da mettere in allarme chi riteneva di aver qualcosa da perdere in caso di loro vittoria.

Saprai che a Como e Varese si formarono in attesa del risultato code di macchine sulla strada per la Svizzera pronte a tagliare la corda, ma da Barletta a Chiasso la strada è lunga e le soluzioni salvifiche escogitate dalle menti alterate dalla paura furono di altro tipo. Fu così che qualche signorotto locale perse la brocca assieme al senso della misura.

Questi i fatti.

Tre o quattro delinquenti comuni del circondario vennero fatti ubriacare, e armati di mitragliatore irruppero la sera del 9 febbraio 1948 nel circolo dei braccianti, che fungeva anche da sezione del P.C.I. e uccisero a freddo chi ci stava dentro, poveracci che giocavano a carte e anche un bambino di undici anni, figlio del custode, che stava giocando sul pavimento. Sommati a quelli degli scontri avvenuti fuori, nella piazza, cinque i morti e otto i feriti. Era troppo anche per la capacità di sopportazione di gente umana e cordiale come quella pugliese e passato l’attimo di sgomento si riversarono in strada centinaia di persone inferocite che gridavano vendetta.

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A loro va ascritto il merito di non aver colpito alla cieca, anche perché non trovarono controparte che li fronteggiasse assumendosi la responsabilità del gesto, e tuttavia la tensione era tale che le autorità dovettero provvedere. Due giorni dopo era presente in zona un reggimento di soldati a presidiare ogni angolo di strada e il prefetto si impegnò pubblicamente a scovare i colpevoli purché la gente si tenesse calma e lasciasse fare a chi di dovere. Non servì neppure grande impegno a trovarli avendo i killer sparato in piazza a viso scoperto innanzi a tanti testimoni ed essendo stati ampiamente riconosciuti.

Messi alle strette confessarono chi li aveva assoldati, un ricco latifondista del posto, certo Alessio Ricco (nomen omen) che avvisato in tempo si diede alla latitanza e sparì. Furono tutti a suo tempo condannati a decenni di reclusione.

Fin qui una storia di prepotenza e di prevaricazione generata dalla consueta presunzione di impunità del ricco di fronte alla legge. Storia da Far West, o da staterello sudamericano come ne possono accadere ovunque, ma al suo centro ecco che si va ad innestare la variante italiana che ne segna la peculiarità.

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Auto in coda per la Svizzera

E’ la vicenda umana di uno dei protagonisti, che ho conosciuto personalmente perché si tratta di un cugino primo di mia madre. Questo signor Salvatore Piazzolla svolgeva il ruolo di capo delle guardie municipali, che avevano sede nella piazza centrale del paese a pochi passi dalla sezione aggredita. Costoro udendo le grida e le raffiche di mitra realizzarono subito cosa stesse accadendo e dovettero fare una scelta immediata: o barricarsi nella loro sede e starsene al sicuro (come in realtà fecero) o affrontare i mitra con le pistole d’ordinanza.

Va detto che non erano militari veri e propri ma guardie municipali che avevano sempre avuto a che fare con ragazzi che potevano rompere le lampadine dei lampioni a sassate, o con ubriachi che andavano a orinare sui muri della chiesa o, al più, con qualche contadino che andava a mangiarsi i fichi degli altri, ma non avevano mai avuto motivo di sparare ad alcuno perché in quelle rare occasioni in cui servì ci avevano pensato i carabinieri. Va detto che Piazzolla, comunista militante, si era presentato alle elezioni amministrative ed era stato eletto membro del consiglio provinciale di Foggia. Sapeva bene di essere uno dei reali obbiettivi della incursione e che non avrebbe avuto scampo. Non mi sento di giudicarlo, e se mi chiedo cosa avrei fatto io al suo posto so di non saperlo. Molto probabilmente quello che ha fatto lui. Ammettiamo comunque che sul piano teorico egli abbia mancato al suo dovere e diamo per scontato che avrebbe dovuto affrontare i mitra e farsi massacrare.

Sicuramente al suo posto questo avrebbero fatto gli inquirenti che condussero l’inchiesta e il prefetto medesimo, visto che provvide immediatamente alla sua sospensione cautelativa dal servizio in attesa di decisioni del magistrato. Per due anni fu tenuto in naftalina, senza stipendio, anche quando ormai i fatti erano stati acclarati e i responsabili collocati in galera, e buon per lui che i morti fossero della sua fazione, diversamente di sicuro gli avrebbero accollato la connivenza.

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1948 Vigili Urbani

Ma tu lo sai che è qui, in Italia, che sono nati i guelfi e i ghibellini. Non ci si poteva dividere apertamente sulla valutazione del fatto in sé, perché quelli che in animo lo approvavano, e ce n’erano, non avevano il coraggio di esternarlo, ma ci si volle dividere nel giudizio sul comportamento di Piazzolla, soggetto ideale per farne capro espiatorio. Si presentava una splendida occasione a quegli alchimisti nostrani che sono maestri nell’arte di mutare la cacca in oro: quella di strappare un seggio ai figli delle tenebre e accreditarlo a quelli della luce nel consiglio provinciale di Foggia. Ormai quel disgraziato, ridotto quasi alla fame, era cotto a puntino!

Era quello il momento buono per la propostaccia, fattagli non mi disse da chi, evidentemente da qualcuno che poteva farla, un uomo delle istituzioni. Costui deve avergli fatto l’occhiolino e il cenno assolutorio con la manina e, come il buon Manzoni riferiva malinconicamente della sua monaca di Monza indotta in tentazione, a quei richiami lo sciagurato rispose. Lo possiamo arguire dal fatto che un bel giorno fu annunciato nel consiglio provinciale di Foggia che il consigliere Piazzolla in seguito a una sofferta riflessione aveva deciso di ascoltare la sua coscienza e di riaccostarsi alle tradizioni religiose della sua famiglia, e pertanto abbandonava i banchi del PCI per andare a sedersi tra quelli della DC.

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1948-Manifesto-Fronte-democratico-popolare

Vedi il caso dopo pochi giorni il prefetto, (e sappiamo che i prefetti sono uomini d’onore, gente seria che non cambia opinione così, da un momento all’altro, senza una buona ragione) dichiarando conclusa l’inchiesta e definita la posizione di Piazzolla ne annunciò il proscioglimento. Al consiglio comunale del paese non restò che disporne il reintegro in servizio e la liquidazione delle competenze arretrate.

- “E quindi….”
- “Quindi, cosa? Ho finito. “
- “No papa! Non hai finito. Non fare il Ponzio Pilato con me. Dimmi sinceramente che pensi di quest’uomo.”
- “Poi lui aveva cinque figli piccoli e io ne ho solo quattro e sono grandi. Dico solo che ho rispetto per le sofferenze degli altri, molto di meno per chi ci specula sopra. Provo compassione per la sua debolezza ma non mi sento in diritto di giudicare. Vedi, di solito accade che gli uomini possano corrompere le istituzioni, ma quando sono le istituzioni a corrompere gli uomini allora diventa dura per davvero.”
- “Beh, tutto sommato non mi sembra un martire. Quando era alle strette la possibilità di salvarsi, bene o male, l’ha avuta, e l’ha pure colta.” books
- “ Si, ma considera il prezzo. Perché non ti ho detto che per molti anni appresso quell’uomo non è più uscito di casa la sera, non ha più messo piede in alcuno dei bar del paese, ha dovuto abbassare la fronte davanti a tanta gente, ha perso tanti dei suoi amici, non è più stato se stesso.”
- “Vero! Una brutta storia nella quale mi sembra che non si salvi nessuno!”
- “Infatti. Qui non è questione di destra o di sinistra. Che i delinquenti uccidano, che i violenti prevarichino i deboli accade ovunque, ma i prefetti che tagliano e cuciono a misura assieme ad inquirenti che trascinano inchieste all’eternità fino a disco verde di qualcuno, le istituzioni che si piegano agli interessi di parte, una mancanza di senso civico così diffusa e sopratutto una giustizia che a seconda dei casi diventa miope, strabica o ipovedente quando non cieca e paralitica del tutto, non è che altrove siano sconosciuti ma qui sono patrimonio cromosomico del paese, valore aggiunto al suo PIL di mascalzonate.

Pensa che andavo al liceo e mi parlavano del buon Gioberti che ha scritto ‘Del primato morale e civile degli italiani’ che io credevo dapprima trattarsi di operetta satirica, tipo la Secchia rapita o la Batracomiomachia. Quando ho capito che Vincenzo Gioberti non scherzava ma faceva sul serio mi sono chiesto come e dove abbia vissuto questo benedetto prete, perché solo a un confessore di orsoline a tempo pieno poteva venire una intuizione del genere. Io non ci volevo credere che stava a Torino e che ha fatto pure il ministro di Carlo Alberto, eppure è vero, anche se lo ha fatto anni dopo aver scritto questa opera! Si sarà ravveduto, penso.
- “E perché avrebbe dovuto farlo, secondo te?”

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Luciano Moggi
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Lapo Elkann
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Carlo Alberto

- “Non ha avuto l’immenso privilegio nostro di poterci godere Luciano Moggi e Lapo Elkann però già Carlo Alberto e qualche altro Savoia per dargli una dritta sul primato morale e civile degli italiani potevano bastargli ampiamente. Ma forse hai ragione tu, era proprio un’anima candida don Vincenzo, che Iddio lo abbia in gloria! -