INFORMAZIONE
CULTURALE
Febbraio 2024



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 7556
Articoli visitati
5047698
Connessi 8

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
AVVOCATO AMICO
COSTUME E SOCIETA’
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
ARTE E NATURA
COMUNICATI STAMPA
MUSICA E SPETTACOLO
SPORT
ATTUALITA’
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
23 febbraio 2024   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

UN INEDITO OTELLO AL TEATRO QUIRINO

Dal 6 all’11 febbraio 2024
giovedì 8 febbraio 2024 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Teatro


Segnala l'articolo ad un amico

Davvero sorprendente l’esordio di quest’inedia versione del dramma shakespeariano andato in scena al Teatro Quirino, una produzione del Teatro stabile dell’Umbria con il contributo della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, con la regia di Andrea Baracco e la traduzione drammaturgica di Letizia Russo che, porta in scena Otello in una versione ambientata all’attualità e un cast tutto al femminile dimostrando sin da subito che non si tratta di una scelta frutto di una provocazione di natura estetica, piuttosto come sottolinea il regista, permettere attraverso il ribaltamento dei ruoli, di guardare alla tragedia senza i vincoli sui pregiudizi sulla storia e i suoi temi, puntando il focus sulla consapevolezza che chiunque potrebbe, un giorno, trovarsi a giocare il ruolo della vittima o del carnefice, se la volontà, la fragilità e il caso si trovassero allineati come gli astri di una costellazione.

Questa versione al femminile, con un linguaggio vivo che dialoga con il presente, ci distrae dai motivi superficiali della tragedia, dalla tematica del “diverso” tollerato o della vendetta, ma ci costringe a guardare ai personaggi come archetipi di ciò che rappresentano.
Svela la “banalità” del male di Iago che già dalle prime battute dichiara: “Io non sono ciò che sono” e seppure tenti di giustificare la sua acrimonia nel fatto di non aver ottenuto la carica di luogotenente (nessuno pensa che egli la meriti), quando ormai tutto è compiuto, si rifiuta di rispondere, le sue azioni sono il frutto di un atto maligno e gratuito nell’intento di distruggere ciò che non può essere suo e che invidia. Otello è l’archetipo dell’outsider, del diverso, tollerato da Venezia solo per il suo valore di combattente, che vede nel legame con Desdemona una possibilità di integrazione e accettazione; in realtà maschera un’insicurezza interiore di egotismo, di dipendenza dal giudizio degli altri. Otello non sa nulla e soprattutto non ama nulla, né sé stesso né dunque può amare Desdemona, riempie con le sue paure gli spazi vuoti lasciati da Iago che con la bontà della sposa ha tessuto “la rete che li acchiappa tutti” nel suo progetto omicida.

Le donne delineate da Shakespeare o sono inconsapevoli, come Desdemona, infantile e affascinata dall’uomo di esperienza che, attraverso i racconti costruirà un’immagine falsa del sé, finché non emergerà la sua vera natura; o sono confuse sul senso della vita, come Emilia, che ubbidisce per consuetudine o paura, considera il tradimento inevitabile e, per stupidità o invidia, consegna nelle mani di Iago l’arma che porterà alla morte di Desdemona. Il pregio di questa versione è portare in evidenza quanto le donne siano state e siano considerate alla stregua di oggetti da quegli uomini che dicono di amarle e poi le uccidono quando non corrispondono più alla funzione da loro attribuita. Il fato danza sugli elementi, sulle passioni, sulle vicende umane, sui se e sui ma che riempiono le tombe, quante possibilità non colte, quanti vizi sono stati seguiti, quante virtù dimenticate. L’essere umano ha scelto la conoscenza attraverso l’esperienza del bene e del male, riconoscere il proprio male è aver imparato, Otello non impara, non abdica al suo atteggiamento di sfida, non mette a fuoco le ragioni della gelosia, non vede ciò che è, Iago è l’archetipo del consapevole votato al male.

La scenografia è scarna e stilizzata, uno spazio che può essere esterno, ma anche interno, porte che si aprono e chiudono, che alludono ad altri spazi, nei quali gli attori si avvicendano. Lo spazio-platea supplisce ed amplia la scena e la staticità del palcoscenico, creando uno spazio multiforme e in continua espansione. Degne di nota le musiche di Giacomo Vezzani e i costumi di Graziella Pepe con colori che virano al grigio, tutte brave e talentuose le attrici.

Foto: Gianluca Pantaleo

Otello
da William Shakespeare

scene Marta Crisolini Malatesta costumi Graziella Pepe luci Simone De Angelis musiche Giacomo Vezzani traduzione e drammaturgia di Letizia Russo regia di ANDREA BARACCO

personaggi e interpreti

Iago / Federica Fracassi Otello / Ilaria Genatiempo Desdemona / Cristiana Tramparulo Cassio / Flaminia Cuzzoli Brabanzio - Emilia / Francesca Farcomeni Roderigo / Valentina Acca Clown / Viola Marietti Doge - Ludovico - Bianca / Federica Fresco

Date e orari

mar 6 feb ore 21 mer 7 feb ore 21 gio 8 feb ore 17 ven 9 feb ore 21 sab 10 feb ore 21 dom 11 feb ore 17