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LA NASCITA DEL CARAVAGGISMO

Orazio Gentileschi e l’immagine del San Francesco.
venerdì 3 febbraio 2023 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini Dal 27 gennaio al 10 aprile 2023

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano a Palazzo Barberini la mostra Orazio Gentileschi e l’immagine di San Francesco. La nascita del caravaggismo a Roma a cura di Giuseppe Porzio, professore di storia dell’arte moderna presso l’Università di Napoli L’Orientale e Yuri Primarosa curatore del museo e docente a contratto di storia dell’arte moderna presso la Sapienza Università di Roma,

Nella sala 9 del museo, quella dedicata ad approfondimenti e confronti di singole opere, troviamo a confronto un inedito dipinto di Orazio Gentileschi un San Francesco in estasi notificato dallo Stato italiano su parere di Yuri Primarosa, quale opera di eccezionale importanza storico-artistica, con tre importanti opere conservate a Palazzo Barberini e un quadro proveniente dal museo del Prado. Si tratta di opere conservate alle Gallerie Nazionali di Arte Antica, come il San Francesco in meditazione attribuito a Caravaggio, San Francesco sorretto da un angelo del Gentileschi, un San Francesco in preghiera del Cigoli, il San Francesco sorretto da un angelo di Madrid, capolavoro della fase giovanile di Gentileschi.

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Gentileschi

L’inedito quadro, dall’impatto fortemente naturalistico ed espressivo, dimostra che già in una fase precoce, intorno al 1599-1600, Gentileschi entrò in contatto diretto con Caravaggio, apprendendone il metodo del ritratto dal vero con l’utilizzo di un modello in posa, una precoce influenza che stravolse il metodo manieristico fino a quel momento utilizzato dall’artista. A conforto di questa tesi, in mostra sono presenti anche gli atti del processo intentato da Giovanni Baglione contro Caravaggio, Onorio Longhi, Filippo Trisegni e lo stesso Gentileschi; nel corso del processo infatti, nel settembre del 1603, Gentileschi dichiarò di aver prestato a Caravaggio “una veste da cappuccino” e un “par d’ale” probabilmente lo stesso saio con il copricapo a punta che Orazio ritrasse nell’opera qui presentata (di cui un modello simile è esposto in mostra), come si può leggere dalla deposizione di Orazio esposta anche in forma trascritta per una migliore comprensione.

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Gentileschi

Per tutto il Cinquecento la pittura italiana aveva valorizzato la luce diffusa, il chiarore che invade tutto lo spazio di rappresentazione, Caravaggio utilizza la luce come una fonte locale, circoscritta, che si proietta sugli spazi, sulle volumetrie lasciando gli oggetti in ombra, l’intento era riprodurre ombre nette, definite con contrasti illuministici tali da sottolineare il dramma sulla scena, l’emotività. Grazie a questa scoperta è possibile dunque documentare la nascita del caravaggismo a Roma attraverso l’influsso precoce che il Merisi esercitò su Gentileschi.

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Gentileschi

I quadri sono esposti accanto ad una fotografia di Massimo Listri eseguita nella cripta dei frati cappuccini di Via Veneto a Roma, realizzata per l’occasione con l’intento di sottolineare come fu importante per gli artisti caravaggeschi la familiarità con alcune pratiche di preghiera molto diffuse al loro tempo, come le veglie dei cappuccini davanti alle spoglie dei loro confratelli, testimonianza di una regola sull’austerità e l’elevazione rispetto alle vanità del mondo che proprio nel 1525 aveva avuto un’ulteriore conferma da parte di papa Clemente VII, che accordò a frate Matteo da Bascio di poter osservare la Regola francescana originaria senza le dispense che nei secoli ne avevano attenuato lo spirito. La nuova congregazione dei «frati minori della vita eremitica» venne poi appellata dal popolo dei «cappuccini», proprio per il lungo cappuccio appuntito che portavano.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Officina Libraria che contiene saggi dei curatori e testi di Keith Christiansen (già direttore del Departement of European Paintings al Metropolitan Museum of Art di New York), Alessandro Zuccari e Massimo Moretti (professori di Storia dell’arte moderna all’Università La Sapienza di Roma), Ilaria Sgarbozza (Soprintendenza Speciale di Roma) e Claudio Sagliocco (dottorando in Storia dell’arte, Università La Sapienza).

Dal 12 febbraio al 2 aprile 2023 ogni domenica alle ore 11, salvo le prime domeniche del mese, ci sarà un laboratorio Piccoli sarti al museo, visita laboratorio per bambini dai 6 ai 12 anni a cura dell’Associazione SipArte! Percorso didattico che porta i bambini e le bambine alla scoperta dei personaggi storici e degli abiti rappresentati nei dipinti, durante il laboratorio potranno realizzare il bozzetto di un abito su misura, lavorando con tessuti di vario genere. Attività gratuita con prenotazione obbligatorio all’indirizzo didattoica@siparte.net. Biglietto ridotto con tariffa speciale a 6 euro per due accompagnatori. Massimo 10 partecipanti, durata 75 minuti .

INFO: www.barberinicorsini.org | gan-aar.comunicazione@cultura.gov.it

 

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