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LE ULTIME VICENDE DI NAPOLEONE

L’esilio, lamorte, il ritorno a Parigi
giovedì 6 maggio 2021 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Storia


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MUSEO NAPOLEONICO DAL 5 MAGGIO 2021 AL 9 GENNAIO 2022

Per il bicentenario della morte di Napoleone, il Museo Napoleonico espone un nucleo di materiali di importante valore storico, mai presentato e legato alle vicende dell’esilio e poi della morte, nonché del trionfale ritorno delle spoglie a Parigi nel 1840.

L’esposizione: Napoleone ultimo atto, curata da Elena Camilli Giammei, è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura. L’Associazione Amici dei Musei di Roma ha finanziato l’intervento di manutenzione conservativa della prestigiosa serie di litografie raffiguranti il Ritorno delle Ceneri di Napoleone a Parigi nel 1840, fulcro della sezione conclusiva.

Napoleone è stato per il suo tempo un visionario, il primo Imperatore dell’età moderna acclamato dal popolo e proveniente dal popolo, non l’espressione dinastica dell’aristocrazia, ma la dimostrazione che all’orizzonte si intravedeva una nuova era dei popoli.

Amato ma anche odiato e demonizzato, molti hanno scritto di lui e molte cose gli sono state attribuite. Se nella mostra ai Mercati traianei si sono messe in evidenza le radici classiche dell’era napoleonica e il suo rapporto con Roma, in questa esposizione intima, si vuole ridare dignità e carattere alla sua umanità, alla riflessione da lui operata in quegli anni di esilio e di prigionia su un’isola in mezzo all’Oceano, quella isola poco più che “rocher” (roccia) e Longdown house, dimora a lui inadeguata. Attorno a sé gli affetti, i suoi segretari: il Gran maresciallo Henry Bertrand, i generali Charles de Montholon e Gaspard Gourgaud e il ciambellano Emmanuel de Las Cases, incaricati di raccogliere le memorie dell’Imperatore e, per questo, definiti «les quatre évangélistes». Si deve a quest’ultimo la compilazione di riflessioni, pensieri, visioni, il suo testamento personale e universale riportato nelle Memorie di Sant’Elena.

Manzoni disse di lui: "il fulmine teneva sempre dietro al baleno", questo è innegabile: all’azione militare e alla vittoria sui campi, faceva seguire la ricostruzione civile e politica. I paesi da lui conquistati venivano organizzati secondo i principi sanciti dal suo codice, avviando una ricostruzione sia in superficie che nel profondo, rinnovandone le fondamenta. I principi di libertà, uguaglianza di fronte alla legge riconosciuti della rivoluzione francese, l’iniziativa privata, il diritto di proprietà, il divorzio, norme che saranno d’ispirazione per tutti i codici civili europei da lì in poi.

A Sant’Elena, il senso della propria esperienza viene elaborato, sublimato su un piano filosofico anche attraverso la lettura di storiografi classici e moderni, Tito Livio, Plutarco e Polibio fino a Gibbon. In Mostra sono presenti gli oggetti di uso comune come la Madras che indossava negli incontri privati, la coperta che portava sulle gambe (negli ultimi tempi essendo colpito da una scarsa circolazione agli arti inferiori aveva gli arti gelidi). Il gioco da tavolo intarsiato di madreperla dono di un uomo illustre che salvò a Waterloo e poi i suoi oggetti personali: le miniature, le carte geografiche, le sue passioni e i suoi errori, i libri sulla Storia romana e sulla sua decadenza. Cercherà una giustificazione fatalista al suo fallimento, ricollegando fatti della storia romana alla sua persona(come l’apparizione di una cometa alla morte di Cesare e la cometa apparsa poco prima della sua morte). Riflette sugli errori, distilla le sue visioni sul futuro politico dell’Europa dalle strategie di imperialismo, mette in luce il vero senso della sua azione: una visione unitaria europea che ebbe bisogno di oltre un secolo per apparire sulla scena storica. Riportiamo alcuni passi del Memoriale molto significativi:

“Ecco ciò che io vedo, e che a me piace. Gli Stati Uniti d’Europa! Un disegno genialmente demoniaco nella sua origine, perfettamente razionale nelle sue deduzioni. L’Europa non è più una tana di talpe...Quello che vuole ottenere a forza coi suoi 800 mila uomini dovrà un giorno fondersi, spintovi dalla ragione e dalla necessità, in un patto spontaneo. Un giorno da tutti quei popoli nascerà un popolo solo. Ecco l’unica soluzione che io vedo, e che a me piace." (M.d.S.E.)

"L’Europa Unita! Qui non si parla nè di una fusione dittatoria delle diverse stirpi, nè di un sentimentale affratellamento: soltanto di interessi e di riunioni di stirpi già per sè affini. Il secolo XIX avrà il compito di creare le condizioni preliminari fondando le Nazioni, e il secolo XX comincerà ad attuare la mia idea". (M.d.S.E.)

"L’Europa sarebbe diventata di fatto un popolo solo; viaggiando ognuno si sarebbe sentito nella patria comune... Tale unione dovrà venire un giorno o l’altro per forza di eventi. Il primo impulso è stato dato. Dopo il crollo e dopo la sparizione del mio sistema io credo che non sarà più possibile altro equilibrio in Europa se non la lega dei popoli". (M.d.S.E.)

Napoleone muore a Sant’Elena il 5 maggio del 1821 di un male che lo aveva fiaccato poco a poco, lontano dal figlio e dalla moglie, accanto a sé i suoi generali e le loro famiglie come ritratto nella composizione di Charles de Steuben che ricostruisce attraverso il racconto del medico Antonmarchi e di quello dei presenti, i suoi ultimi istanti di vita. Le sue ultime volontà non saranno rispettate, gli oggetti personali non potranno essere consegnati al figlio ma saranno spartiti tra i membri della famiglia Bonaparte e alcuni sono attualmente nel museo. La sepoltura sarà sull’isola per venti anni, senza nome. Solo negli anni del suo governatorato, Filippo d’Orleans rimetterà la statua di Napoleone sulla colonna di Place Vendome. Una legge decreterà il rientro dei resti mortali di Napoleone e il 10 giugno 1840, la missione è affidata al principe di Joinville, terzogenito del re, che al comando delle navi La Belle Poule e La Favorite parte per l’isola, alla spedizione partecipano molti dei compagni di esilio di Napoleone, tra cui Bertrand, Gourgaud, il figlio di Las Cases e Marchand. Si parla di «Le Retour des Cendres» (ritorno delle ceneri) ma non va interpretata in senso letterale: Napoleone non fu mai cremato. La sua salma fu rinvenuta pressoché intatta, al momento della riesumazione e condotto in Francia via mare e da Rouen risalendo la Senna fino a Parigi. Attraverserà la città passando sotto l’Arco di Trionfo come un imperatore di ritorno da una campagna bellica fino a Les Invalides.

La vicenda fu commemorata da effigi numismatiche e illustrata da serie di stampe come quelle in mostra. Quindici litografie acquerellate a mano eseguite tra il 1840-1841 da diversi artisti : Adam, gli Arnout, padre e figlio, Saint-Aulaire e Bichebois; ritraggono in singole scene i momenti salienti della traslazione: dall’esumazione delle spoglie a Sant’Elena alla loro trionfale collocazione presso l’Hôtel des Invalides, a Parigi, il 15 dicembre 1840, nel mausoleo predisposto all’interno della cappella di San Girolamo. Sarà solo due decenni più tardi che sarà inaugurata la sua tomba monumentale a lui dedicata, il 2 aprile 1861, sotto il regno restaurato di Napoleone III. La sistemazione definitiva viene ricordata da una medaglia eseguita per l’occasione da Jean-Françoise-Antoine Bovy .

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Luigi Calamatta: Maschera funeraria di Napoleone

L’esposizione è accompagnata da un ciclo di appuntamenti culturali. A celebrazione della ricorrenza del 5 maggio, domenica 9 maggio alle ore 11:00 il museo pubblica online il video di un’intima matinée teatrale dal titolo In pochissime parole, questa è la mia storia. Napoleone ultimo atto, realizzata con la collaborazione della Delegazione Italia centrale-Roma del Souvenir Napoléonien e del Teatro di Roma. La pièce, tratta dal testo di Emanuela Pistilli e interpretata dall’attore Simone Francia, con accompagnamento musicale, dà vita alle parole di un intenso diario personale sugli ultimi giorni di Napoleone nello spazio senza tempo del museo. È previsto, inoltre, un programma di cinque conferenze web dal titolo La parola agli esperti. Napoleone ultimo atto… e dintorni, con il seguente calendario:

-  lunedì 24 maggio ore 16.00, Isabella Becherucci, Il cinque maggio e le sue vie segrete;
-  lunedì 14 giugno ore 16.00, Riccardo Benzoni, San Napoleone martire. Evoluzione di un culto politico dopo la morte dell’imperatore;
-  lunedì 27 settembre ore 16.00, Angelica Antonietta Zucconi, Le maîtresses d’un jour di Napoleone;
-  lunedì 18 ottobre ore 16.00, Marcello Teodonio, Quer gran colosso / che ppotava li re co la serecchia. Napoleone e la sua famiglia nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli;
-  lunedì 22 novembre ore 16.00, Federico Greco, Napoleon: il miglior film (mai realizzato) di tutti i tempi. I relatori sono specialisti di tematiche napoleoniche in ambito storico, letterario, cinematografico, per un approfondimento ad ampio spettro che raggiunga un pubblico variegato.

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Una sala dell’esposizione

L’ingresso al Museo Napoleonico è gratuito. La prenotazione allo 060608 è obbligatoria sabato, domenica e festivi entro il giorno prima. Per gli altri giorni è fortemente consigliata. Per informazioni www.museiincomuneroma.it