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GLI ANGELI CUSTODI CHIAMATI POMPIERI


venerdì 8 novembre 2019 di sandro meardi

Argomenti: Attualità


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Ricordati soprattutto in occasione delle grandi sciagure e/o di calamità naturali, gli interventi dei Vigili del Fuoco invece si contano quotidianamente a centinaia sull’intero territorio nazionale. Dai più banali, quale quello di farci accedere nella propria abitazione per aver smarrito la chiave, ai più delicati e pericolosi, quali quelli di bonificare aree terrestri e marittime per ripristinare la sicurezza collettiva. Ovunque si verifichi un’emergenza di ogni tipo, insomma, ci sono Loro.

E’ strano! Durante l’infanzia non ricordo di aver mai giocato con il modellino di un mezzo ruotato dei Vigili del Fuoco, come invece fanno ancora oggi molti bambini sognando, da adulti, di diventare pompieri. Preferivo il trenino della Lima e gli aerei. Eppure, oggi, niente mi emoziona di più rispetto ad una stazione ferroviaria o al decollo di un velivolo, del vedere un autoveicolo dei Vigili del Fuoco a sirene spiegate che si dirige verso quello che ogni volta penso sia... l’ignoto.

E’ vero! La chiamata telefonica al numero di emergenza 115 avrà certamente indicato l’indirizzo; nella concitazione del momento sarà stata indicata la città, la via e, sommariamente, in cosa consista l’emergenza. Ciò nonostante non si può fare a meno di pensare che gli uomini a bordo di quel veicolo ululante potrebbero trovarsi, giunti sul luogo, di fronte all’imprevisto ed imprevedibile. E’ quanto tragicamente e, dai primi accertamenti, dolosamente avvenuto nei giorni scorsi vicino ad Alessandria, ove hanno perso la vita tre uomini dei VV.F e, altri tre, gravemente feriti tra i quali un carabiniere. Nell’unirmi al cordoglio delle famiglie e del personale tutto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ancora una volta piangiamo degli eroi morti che eroi, però, lo sono anche da vivi, consapevoli degli altissimi rischi che la loro professione comporta.

Uomini preparati psico-fisicamente e professionalmente, votati al sacrificio estremo scritto sulle pagine della loro vita quotidiana, sia in servizio che durante il turno di riposo. Dovremmo, ogni volta che incrociamo un loro mezzo, riflettere in silenzio e augurare loro buona fortuna, affinché l’ignoto verso il quale vanno incontro con coraggio ed altruismo, gli sia clemente e benevolo.

Abbiamo in Italia un “Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile” di prim’ordine nel panorama internazionale, con mezzi e caserme talvolta antiquati ma tal altra allo stato dell’arte. In ambedue i casi però, a fare la differenza ci sono loro: il personale del Corpo, addestrato presso la Scuola Centrale Antincendi delle Capannelle vicino Roma. Chi ha avuto modo e la fortuna, come chi scrive, di vederli in azione, può provare soltanto un moto di orgoglio e un sentimento d’infinita, sincera gratitudine. Grazie ragazzi!