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Territorio zero

Manifesto per una società ad emissioni zero, rifiuti zero e chilometro zero
venerdì 1 marzo 2013 di Pietro Rasulo

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


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n questi passati giorni frenetici di campagna elettorale in cui le iniziative si moltiplicavano e i partiti si affannavanono a presentare i loro programmi, le loro agende, le loro proposte e tutto quello che potesse servire per convincere gli elettori a votarli, ho avuto il piacere di essere invitato ad un convegno organizzato dal Movimento 5 Stelle intitolato appunto Territorio Zero

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Jeremy Rifkin

Relatori di questo convegno erano due professori della università la Sapienza di Roma: Livio de Santoli ed Angelo Consoli. Ho ascoltato attentamente le loro relazioni e sono rimasto colpito molto favorevolmente dal nuovo modello di sviluppo da loro proposto.

In precedenza avevo letto qualche articolo di Rifkin in cui veniva proposta una nuova modalità di produzione dell’energia in maniera distribuita, anche a livello di singola abitazione e convogliata in rete per consentire a ciascuno di attingervi secondo le sue esigenze. Avevo anche letto qualcosa sull’approvvigionamento di prodotti agricoli a Km zero, ma una visione così sinergica fra energia e territorio mi era completamente estranea. Le idee e le proposte contenute nel loro Manifesto http://www.territoriozero.org/manifesto.html sono veramente molto innovative e configurano la terza rivoluzione industriale come loro stessi l’hanno definita.

10000000000000FA00000055F5833280Io cercherò di fare una sintesi del contenuto del loro Manifesto per permettere ai lettori della nostra rivista di farsi un’idea completamente diversa di società e di modello di sviluppo possibile per il futuro e capire che, con il contributo di tutti, un altro mondo è possibile.

Certo le loro idee potranno apparire un po’ velleitarie, ma ripensando a quello che successe a me negli anni 90 (più di venti anni fa) quando, da responsabile sistemi informativi di una grossa azienda chimica, spingendo per una diffusione di internet in azienda, venivo deriso ed additato come visionario da molti colleghi scettici in quanto il sistema era molto instabile e le notizie in rete erano veramente poche e non molto utili. A distanza di anni, sono certo che nessuno di loro abbia più dubbi sul suo utilizzo.

Ritengo anche utile evidenziare come la puntualità e la profondità delle tesi espresse nel manifesto tendono a sfatare molti luoghi comuni affermatisi con il diffondersi dell’attuale modello di sviluppo:

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Livio de Santoli
  • per far fronte alla crescente domanda di cibo, dovuto ad un aumento elevatissimo della popolazione, occorrono coltivazioni intensive e il conseguente uso di fertilizzanti ed antiparassitari.
  • l’energia solare è marginale e, da sola, non è in grado di soddisfare i bisogni della grande industria e delle grandi città.
  • le fonti rinnovabili devastano il territorio e occupano suolo agricolo.
  • Le fonti energetiche rinnovabili sono inaffidabili perché discontinue.
  • I mezzi di trasporto ad idrogeno ed elettrici non sono ancora maturi e non lo saranno per i prossimi 50 anni.
  • per evitare emergenze rifiuti c’è bisogno di inceneritori o, come dicono i benpensanti di termovalorizzatori.

Il manifesto Territorio zero, non solo dimostra che i sopradetti luoghi comuni sono favolette che ci vengono raccontate per mantenere lo status quo e far prosperare la grande finanza e la grande industria, ma illustra in maniera scientifica e molto esaustiva il nuovo modello di sviluppo.

Senza addentrarmi in molti particolari che possono essere approfonditi collegandosi al sito http://www.territoriozero.org , riporterò solo i concetti essenziali che mi permetteranno di dare una mia chiave di lettura di questa situazione disastrosa nella quale siamo precipitati.

E’ indubitabile ed incontestabile che questo modello di sviluppo attuato fino ad ora e sostenuto

  • dai cosidetti economisti liberali, ha portato ad una situazione di devastazione delle risorse naturali: terra, acqua, aria e salute pubblica;
  • ha aumentato notevolmente le disuguaglianze sociali consentendo l’accumulazione delle ricchezze in poche mani;
  • ha impedito alle comunità locali: comuni, province e regioni di esercitare le loro scelte per un miglior utilizzo del territorio.
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Angelo.Consoli

La grande finanza globale ha imbrigliato le amministrazioni locali (sto parlando di quelle oneste che operano solo nell’interesse della comunità e non di quelle che si sono fatte comprare) attraverso un uso spregiudicato di prestiti e tassi di interessi.

La cosa più grave è quella di aver portato loro alla rassegnazione e alla convinzione che l’inquinamento, le emissioni dei gas serra, la produzione di rifiuti, la distruzione delle attività agricole tradizionali siano costi che si devono pagare in nome del “PROGRESSO”.

Non so voi, ma io non vedo nessun progresso nell’esaminare l’attuale situazione e siamo appena all’inizio, secondo me, se si va avanti così, le cose potranno solo peggiorare.

Il modello di sviluppo a cui tendere si basa su una società in cui emissioni di gas, rifiuti, speculazioni sui beni agricoli, consumo di territorio e distruzione di valore prodotto dall’economia reale vengano progressivamente ridotte a zero.

Per ottenere questo si deve procedere su 4 direzioni: 10000000000000FA000000D597F31586

  • un nuovo modello energetico,
  • un nuovo modello agricolo,
  • un nuovo modello produttivo che utilizzi anche il riciclo e il riuso.
  • un nuovo modello urbanistico che vieta ulteriore consumo di territorio e riqualifichi le strutture esistenti.

In questo manifesto viene anche ricordato che esiste una direttiva della Unione Europea che obbliga, entro il 2020, tutti gli stati ad autorizzare solo la costruzione di edifici ad energia zero, questa direttiva viene anticipata a Dicembre 2018 per gli edifici di enti pubblici.

Questa direttiva obbliga ogni stato membro a dotarsi di un piano energetico nazionale basato su fonti rinnovabili.

Conoscendo la solerzia con la quale i nostri governanti si adeguano alle direttive comunitarie, queste cose mi fanno sorridere. Ancor più mi fa sorridere l’idea che le varie cosche mafiose, che hanno in mano molta parte dell’edilizia italiana, si adeguino alle nuove norme previste per gli edifici.

Per concludere penso che queste sono le cose di cui si dovrebbe occupare una campagna elettorale seria. Una classe politica degna di questo nome dovrebbe dire chiaramente ai suoi cittadini quale società e quale modello di sviluppo hanno in mente per loro.

Si continua invece ad assistere ad una commedia ridicola in cui vince chi la spara più grossa.

In questa arte noi abbiamo un maestro indiscutibile che si chiama Berlusconi.

Sembra che gli Italiani se la siano bevuta anche questa volta!

Aggiungo inoltre che, per attuare queste iniziative previste nel manifesto di Territorio Zero, occorre una nuova classe politica con una moralità diversa ed idee diverse.