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Rubrica: SPETTACOLI


IL NOSTRO GENERALE SU RAI UNO

INTERVISTA AL CAST
giovedì 5 gennaio 2023 di Silvana Carletti

Argomenti: Media, TV e Internet


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Andrà in onda su RAI UNO, nei giorni 9-10 e 16-17 gennaio, la serie TV “Il nostro generale” che narra la storia del Nucleo speciale antiterrorismo creato dal generale Carlo Alberto Della Chiesa nel 1973.

Un evento straordinario che ripropone al grande pubblico la figura di un eroe che sacrificò la sua vita per gli ideali di democrazia, libertà e giustizia. Incontriamo lo staff con gli interpreti più rappresentativi: Da Sergio Castellitto, il protagonista, ad Antonio Folletto, ad Eleonora Amandini, a Teresa Saponangelo, a Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale, fino ai registi Lucio Pellegrini ed Andrea Jublin e alla sceneggiatrice Monica Zappelli.

Presenti anche numerosi attori che interpretano il nucleo fedelissimo al generale con il quale esisteva un clima di affetto, fiducia ed assoluta lealtà. Come afferma Sergio Castellitto, il protagonista, attualmente, nelle scuole, l’insegnamento della storia si ferma ad anni troppo lontani da noi e molti giovani ignorano o non hanno conosciuto le vicende più recenti e a loro contemporanee.

Questa serie può renderli partecipi di fatti eroici che hanno contribuito alla lotta al terrorismo per la difesa della nostra democrazia. Aggiunge, poi, che questa vicenda è ancora aperta ed è impossibile archiviarla, perché il dolore per i fatti accaduti è ancora vivo. Castellitto definisce i Generale Dalla chiesa “Un uomo di pace” che ha vissuto sempre in guerra, legato a sentimenti oggi, purtroppo, quasi sconosciuti, quali: l’onestà, il senso del dovere, l’ amore per la famiglia e la correttezza morale.

L’Attrice Teresa Saponangelo che interpreta il ruolo della prima moglie Dora, morta prematuramente, cui chiediamo come ha affrontato questo ruolo, ci risponde che non è stato facile entrare nel personaggio e che, grazie al supporto della figlia del generale, Rita, è riuscita a dare del suo meglio. Dora era una persona che ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia tenendola sempre unita . Amata dal marito e dai figli, aveva saputoinfondere, nell’educazione dei ragazzi, conservatorismo e modernità.

Antonio Folletto che interpreta l’agente Nicola, forse la persona più vicina al generale, ci dice che il suo personaggio rappresenta un ragazzo fedelissimo e molto affezionato al suo comandante che, come era avvenuto per tutti gli altri componenti del nucleo, considerava “un padre” a tutti gli effetti. In realtà, il clima creatosi tra tutti i giovani appartenenti al gruppo era di assoluta amicizia, affetto e rispetto reciproco.

Le vicende di quegli anni, purtroppo, contrapponevano ragazzi di idee diverse, costretti a combattere tra di loro e quindi si trattava di affrontare situazioni difficilissime e che richiedevano un immenso coraggio e forza d’animo. Rita Dalla Chiesa ci descrive il padre come una persona affettuosa, sempre presente nella vita dei figli, innamorato della moglie cui chiedeva spesso consiglio e cui confidava tutto. Ricorda che il generale destava talmente tanta fiducia ed onestà, che il brigatista Patrizio Peci voleva parlare soltanto con lui. Vorrebbe incontrarlo per comprendere quanto il dialogo tra due persone che si combattevano, fosse stato così sincero e fiducioso.

Il figlio del generale, Nando, afferma che, a volte, il rapporto con il padre era un po’ conflittuale, essendo, Dalla Chiesa, un uomo delle istituzioni, ma che ha ricevuto sempre da lui affetto e comprensione assoluta.

La serie televisiva che riproporrà le vicende della lotta tra Stato e Brigate rosse dall’anno 1973 al 1982, si avvale di più di 100 attori. Le scene sono state girate a Roma, Torino e Palermo e, come ci conferma la sceneggiatrice Monica Zappelli, sono stati curati tutti gli aspetti storici delle vicende nei luoghi, nei costumi e nell’ambiente affinchè rispettassero perfettamente i particolari dell’epoca.

Si tratta, insomma, di un grande evento televisivo che, come sottolinea la Direttrice di RAI fiction Dott. Anna Maria Ammirati, ci aiuta a ricordare il nostro passato e a far rivivere un personaggio eccezionale, un vero eroe, che ha contribuito a rafforzare la nostra democrazia, combattendo fino a sacrificare la propria vita per la sicurezza del nostro Paese.