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OBSOLESCENZA PROGRAMMATA


venerdì 17 maggio 2019 di Sandro Meardi

Argomenti: Curiosità


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Ovvero come ti rendo inservibile il tuo inseparabile smartphone e i dintorni hi-tech

La vecchiaia fa paura! Ai più sensati di noi fa paura cosa essa può, o potrebbe comportare, il suo sopraggiungere. In primis fa paura la compromissione della salute fisica e/o mentale; ma incute un certo timore, anche in assenza di patologie serie il lento, fisiologico degradare, delle performance quotidiane. Per i meno assennati invece, la vecchiaia pare avere solo l’aspetto esteriore da correggere; e il successo della chirurgia estetica e di prodotti antiage, che promettono miracoli, sono lì a dimostrarlo.

Diventare anziani, insomma, ci riguarda così da vicino da far assumere ad ognuno di noi le contromisure che appaiono più opportune, attingendo dal “mercato” che la scienza medica ed estetica propone. E sul mercato degli elettrodomestici e delle apparecchiature ad alta tecnologia invece, quali rimedi troviamo per ovviare alla loro vetustà? Nessuno o quasi. Quante volte ci è capitato infatti di apprendere che il costo di una riparazione, immancabilmente a garanzia scaduta da pochi mesi, se non da pochi giorni, è superiore al costo dell’acquisto ex-novo?

Ma c’è di più e di peggio. Il telefonino, il navigatore o la stampante che fino a ieri funzionavano perfettamente, di punto in bianco hanno smesso di funzionare, quasi si fossero dati appuntamento per il giorno X all’ora Y. Ognuno dei nostri efficienti strumenti di lavoro o utilizzati per il tempo libero, sembrano essere stati colti da improvvisa vecchiaia. Anzi defunti!

Discarica elettro domestici

Scopriamo allora, nel migliore dei casi, che la batteria è scarica e non è più ricaricabile. Tanto meno è possibile sostituirla, dal momento che la casa costruttrice non ne produce di ricambio perché veniamo avvisati dal tecnico di turno che essa è integrata all’interno del cellulare o del navigatore. Nel peggiore dei casi invece, volendo approfondire, veniamo a conoscenza, magari attraverso un software particolare, che nella nostra stampante c’è un chip elettronico capace di contare le ore di funzionamento della stessa, trascorse le quali, programmate in fase di assemblaggio, la stampante necessita (ma guarda un po’?) di un upgrade che, in linguaggio meno forbito, significa acquistarne una nuova.

Non è più infine un mistero, che aziende blasonate nella vendita di oggetti digitali e non, abbiano dotato gli stessi della tecnologia volta alla loro interconnessione in rete. Che bello ci siamo detti! Tutti gli aggiornamenti, i cosiddetti firmware, necessari al mio bel nuovo acquisto, avverranno in automatico senza dover muovere un dito. Già! Ma il rovescio della medaglia sarà muovere la mano al portafoglio, quando uno di quei magici aggiornamenti che viaggiano nell’etere, rallenteranno volutamente e irrimediabilmente le funzioni del terminale o ne decreteranno la fine anzitempo.

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Rifiuti elettronici

Questa, descritta brevemente in soldoni, è l’obsolescenza programmata. Una strategia del mercato consumistico elettronico e non, che ci rende vulnerabili e in qualche modo corresponsabili delle tonnellate di rifiuti elettronici ad alto impatto ambientale, conosciuti anche con l’acronimo inglese RAEE.

Qualcuno ha sostenuto, un po’ ingenuamente, che un’ apparecchiatura scadente che smetta di funzionare, ad esempio poco dopo la scadenza della garanzia, indurrebbe il consumatore a rivolgersi ad un altro marchio presuntivamente più affidabile, decretando il fallimento del primo. Purtroppo non è così. La strategia dell’obsolescenza programmata non è cosa recente. Essa fu inventata già negli anni venti del secolo scorso, negli Stati Uniti, pianificando la durata delle lampadine. Un vero proprio cartello di produttori di lampadine ad incandescenza, passato alla storia con il nome di Phoebus, accordatisi segretamente sul tempo di vita massimo delle lampadine.

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Greta

Per concludere. Abbiamo salutato l’iniziativa, abilmente orchestrata a dire il vero, di una bambina svedese, Greta Thunberg, per la sensibilizzazione sui cambiamenti climatici in atto e più in generale sui temi dell’inquinamento ambientale. E’ stata ospitata nei forum e nei consessi internazionali più prestigiosi: dalle Nazioni Unite al Papa, al Parlamento Europeo; ma qualche norma che abbia cogenza di Lgge e che regoli il selvaggio west dell’obsolescenza programmata, non l’abbiamo ancora vista e temo nemmeno la vedremo.