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In mostra a Roma alla Galleria del Cortile

JOSEPH KOSUTH e L’ARTE CONCETTUALE

Fino al 15 febbraio 2008
martedì 15 gennaio 2008 di Emanuela Ludovica Mariani

Argomenti: Arte, artisti


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Quando i grandi nomi dell’arte contemporanea sbarcano in città, scintillano eventi notevoli che ruotano, come stelle comete, attorno ad essi ed ai loro lavori, per offrire una fruibilità non sola più accademica ma popolare del loro artistico operato.

La Galleria del Cortile, da più di quarant’anni a Roma, lo scorso dicembre, ha inaugurato, nella sua piccola ma prestigiosa e particolare sede di via del Babuino al civico 51, una “installazione per Natale (Osservazioni di L.W.) composta da sei edizioni di “Wittgenstein’s Color” di Joseph Kosuth.

L’artista americano, nato in Ohio nel 1945, vive e lavora tra Roma e New York ed è stato uno degli antesignani dell’arte concettuale ed installativa. Essa, nata in America tra il 1966 ed il 1969, è l’abito che Kosuth indossa da più di trent’anni, muovendosi, con esso, nell’esplorazione della produzione e del ruolo del linguaggio all’interno dell’arte. Infatti, il traguardo da raggiungere è un’arte fondata sul pensiero e non più su un ormai frainteso e consumato piacere estetico. E’ nell’alveo dell’arte concettuale che nascono alcune delle accezioni che oggi si utilizzano per termini quali: tautologia, astrazione, sistema, idea, ideale, codice, significato. Ed uno dei veicoli di analisi di quest’arte è stata la Filosofia Analitica inglese (Moore, Frege, Wittgenstein etc). Kosuth, ad esempio, insegue posizioni e pensieri presenti nell’opera di Wittgenstein.

Il nucleo della ricerca, della filosofia analitica e del modus operandi degli artisti concettuali, è offerto dal problema posto dal linguaggio visto che esso, in qualche modo, sottende alla ben più complessa architettura del nostro cervello. L’indagine dell’artista statunitense si realizza nelle sue installazioni (spesso combinazioni di oggetti e parole esteriorizzati con neon o altre bande luminose), nelle sue esibizioni oppure ancora nelle opere su commissione pubblica eseguite in stati europei, americani ed asiatici.

Per comprendere appieno il calibro di Kosuth, va detto che, nel giugno del 1999, il governo francese stampò un francobollo di tre franchi in onore del suo lavoro a Figeac. E’ stato poi ospitato come docente e relatore da numerose istituzioni ed università di tutto il mondo, dalla Yale University alla Sorbonne di Parigi. Il suo lavoro artistico tende ad una vita “non oggettuale” (benché oggetti o neon ne siano concreta manifestazione) dove concetti, definizioni, rimandi ed implicazioni critiche s’intrecciano e si sciolgono di continuo…perché l’arte stessa è fondamentalmente un processo d’interrogazione.

Il “visivo” (da cui nasce, in ognuno, un senso positivo o negativo di piacevolezza) costituisce, secondo Kosuth, solo una parte e non l’unico fondamento, di una intricata struttura che produce significato. E la ricerca del significato abbandona, così, l’uso della forma o della materia per riuscire a navigare verso larghi orizzonti mentali.

P.S.

Alla Galleria del Cortile, via del babuino,51 Roma. -Tel.06/3234475-

Fino al 15 febbraio 2008 Orario : 15,30 - 19,30