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LA BELLEZZA CHE VIENE DALL’EST

Bielorussia, sogno di "ogni" maschio italiano
venerdì 26 novembre 2010 di Emanuela Ludovica Mariani

Argomenti: Mondo
Argomenti: Sociologia


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La Bielorussia (Belarus), terra di foreste sconfinate e di laghi numerosi, vanta, al mondo, la più alta percentuale di donne bellissime, sogno di uomini di ogni dove, soprattutto italiani.

Donne, che passione! E’questo il pensiero di una gran moltitudine di maschi italici. E quando la bellezza femminile sfila assieme all’abbondanza numerica, un viaggio laggiù val bene un’esperienza.
Altro che ottimo caviale nero a buon prezzo, tessiture di lino pregiato, montagne preziose di quarzo rosa o innumerevoli bufali al pascolo negli ampi boschi di betulle presenti nello Stato da sempre descritto come tratto di terra pianeggiante e monotona, a cavallo del percorso più breve tra Mosca e la frontiera polacca.

Gli inverni rigidi, l’ombra del Kgb, ancora attivissimo e al cui fondatore è stata dedicata una statua nel centro di Minsk e la dittatura di Aleksander Lukashenko non scoraggiano dal prendere un volo e scoprire la Bielorussia più intrigante.

Chissà, poi, quante Alla, Irina o Natalia o Sasha accenderanno d’amore, passione e tormento tutti quei cuori passeggeri. Rimarranno, però, proprio in quei cuori, memorie di conquiste faraoniche. Questa terra è, sul mappamondo, un punto fecondo e gravido di belle donne.

Notoria è la storia delle cosiddette modelle di Stato che, fedeli all’ordine “la bellezza non si esporta”, devono accontentarsi di solcare misere passerelle locali, poiché le agenzie di moda sono, da anni, sotto tiro con multe, dazi, pedinamenti, intercettazioni telefoniche, perquisizioni e autorizzazioni impossibili per quelle straniere.

La bellezza femminile bielorussa deve qui esprimersi e affiancarsi ai fini socialisti visto che, Aleksander Lukashenko, con tanto di decreto, l’ ha giuridicamente definita quale "risorsa strategica nazionale".
E al divieto d’esportazione della bellezza, ha aggiunto una forte stretta ai soggiorni all’estero per lavoratori e studenti … favorendo, così, vite di espedienti e prostituzione a gogò.

Ed è proprio questa, assieme all’alcolismo (specie femminile, giacché la cultura russa ha matrice matriarcale) una piaga sconfinata.
Soprattutto nelle città, c’è un pullulare vorticoso di locali notturni, ristoranti, alberghi e agenzie matrimoniali (tenute, spesso, da furbi italiani con l’ausilio degli autoctoni locali) dove c’è davvero una vasta e variegata vetrina invitante di femme-à-porter.
L’italiano medio, solitamente agé ma anche giovane e insicuro, trova, in un tale contesto, un appagamento facile e primitivo che sazia un desiderio sessuale, a volte nemmeno consumato, verso una Venere, alta e bionda, che altrove latita o è più difficile scovare con tanta facilità.

C’è anche una buona fetta di uomini che, scarsi in patria nella difficile e lunga arte del corteggiamento, credono di trovare in questo Eden rapporti più veri e quindi veloci a produrre un “risultato”.
Si sa che nel maschio italiano risultato=alcova o qualcosa che possa avvicinarsi. Quando si sentono dire, d’emblai, da queste algide e furbe ragazze: “Ehi, ti va una doccia insieme?”, si armano d’ardente entusiasmo credendo di aver svangato inutili preliminari per buttarsi, a cuor leggero, nella manifestazione più facile e scontata della mascolinità. Lontano da scottature emotive e rifiuti brucianti.

Infatti, certi uomini odiano quelli che scioccamente definiscono “merletti morali” delle donne italiane. Ci saranno anche, per carità, ma i tempi si evolvono ovunque e le donne sono sempre più emancipate, consapevoli e libere ad ogni latitudine. Anche in Italia. Il problema è solo la modalità d’approccio. Basta che sia originale, vero e divertente e un passo di danza può sempre aprire a un nuovo ballo.
Ma per fare ciò, occorrono applicazione e pazienza.
L’attesa non è mai stata un pregio maschile. Meglio, quindi, espatriare ed obnubilarsi col canto delle sirene bielorusse.

Ecco perché lì trionfano i sensi, trionfano le conquiste (spesso finte), trionfano le strisciate di carte di credito, trionfa la superficialità dei rapporti (per oggettivi limiti linguistici di comunicazione) e aumenta (vista la disponibilità bielorussa dettata, nella maggioranza dei casi, da finalità bisognose) quell’Ego maschile che tutto può che altrove, a fatica, sarebbe così accudito ed esaltato.

P.S.

Le foto del servizio sono di : LUCA LOALDI