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UN APPELLO ALLA PACE

Mentre spirano venti di guerra in Europa
venerdì 25 febbraio 2022 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Attualità


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Mentre drammatici venti di guerra spirano in Europa dopo la recente invasione dell’Ucraina, ci chiediamo con angoscia se tale invasione condurrà a ulteriori gravi conseguenze.

Ci vengono in mente i versi della poesia di J. Donne “Per chi suona la campana”: “Nessun uomo è un’isola/completo in se stesso./Ogni uomo è parte della Terra/una parte del tutto/Se una zolla è portata via dal mare/l’Europa appare più piccola/come se fosse un promontorio/ come se fosse una tua proprietà/oppure quella di tuoi amici/La morte di ciascun uomo mi sminuisce/perché faccio parte del genere umano/E perciò non chiederti/per chi suoni la campana/Essa suona per te”

Li dedichiamo a te, vecchia Europa, ma anche ai potenti del mondo, poiché quando una campana rintocca ci ricorda che siamo una parte di un “insieme” e le nostre azioni si ripercuotono sugli altri. Non a caso Ernest Hemingway s’ispirò a J. Donne per il titolo del suo famoso romanzo “Per chi suona la campana”, in cui la guerra è vista come un mostro sanguinario che uccide uomini messi gli uni contro gli altri, pedine di una scacchiera in cui le mosse sono decise dai potenti e da interessi di vario genere. E la campana suona per ricordarci che individualismo ed egoismo ci sminuiscono e arrecano solo danni che questa volta toccherebbero soprattutto all’Europa.

Purtroppo è accaduto ciò che abbiamo temuto durante le angosciose settimane in cui crescevano le tensioni tra Russia e Usa: la Russia ha invaso l’Ucraina all’alba il 24 febbraio 2022, una data che ricorderemo per sempre. E siamo delusi soprattutto noi che, memori della “guerra fredda” del passato, da giovani sognammo un’Europa forte e unita dai grandi valori di Pace, Democrazia e Libertà, una sorta di grande confederazione, un enorme Stato “cuscinetto” che bilanciasse il potere delle suddette superpotenze, alle quali si aggiunge oggi anche la Cina. In effetti, a quanto pare, in una dichiarazione congiunta Xi Jinping e Putin tempo fa hanno definito l’influenza americana “destabilizzante” in Europa e Asia, opponendosi a una eventuale espansione della Nato.

E purtroppo proprio ora che il minaccioso Spread sembrava ammorbidirsi verso i paesi più deboli e l’UE, nonostante Brexit e problema migranti, stava raggiungendo una certa coesione e solidarietà sotto i colpi di una drammatica pandemia, ecco riapparire all’orizzonte lo spaventoso spettro di una guerra! Russia e Usa, due potenze di nuovo l’un contro l’altra armate come in passato, coinvolgono l’Europa legata al Patto Atlantico, mentre già si delineano opposti schieramenti mondiali.

In verità a livello diplomatico europeo ci si è mossi davvero in ritardo e in ordine sparso e poco coeso: a Kiev si è svolto l’incontro del cancelliere tedesco Olaf Scholz con il presidente ucraino Zelensky e poi a Mosca con Putin che ha dialogato anche con Macron ed altri rappresentanti di Paesi europei. Insomma la diplomazia europea si è data da fare, ma separatamente, mentre Russia e Cina a quanto pare fino ad oggi sembrano avanzare insieme.

Un breve excursus storico può evidenziare le cause essenziali dell’attuale crisi: nel 1991 l’Ucraina diventò uno stato indipendente dopo la caduta dell’Urss, un’indipendenza mai pienamente accettata da Mosca, se si considera che Putin ha definito la perdita della Repubblica orientale come la più grande catastrofe geopolitica. E anche se oggi la lingua ufficiale nel suddetto Paese è l’ucraino, la maggior parte della popolazione è bilingue, mentre il russo è la prima lingua nel sud- est, in particolare nel Donbass, nei due Stati separatisti: la repubblica di Luhansk e quella di Donetsk. A partire dal 2014, inoltre, la situazione si è ulteriormente modificata quando il presidente filorusso Viktor Yanukovich fu sostituito da un governo filoeuropeo ora rappresentato dal presidente Volodymyr Zelensky, eletto nel 2019, propenso ad aderire al Patto Atlantico. L’interesse dell’Europa è particolarmente legato al problema delle forniture gas e a Nord Stream 2, il più lungo gasdotto del mondo (non ancora in funzione) per trasporto di gas naturale dai giacimenti russi alla costa tedesca e all’Europa: l’Ue ha sempre temuto le conseguenze di un ampliamento della guerra, ma anche le sanzioni alla Russia che ora bloccheranno forniture di gas e rapporti commerciali. Oggi le guerre si fanno non solo con le armi, ma anche a livello economico e finanziario. E l’Europa non ne ricaverebbe alcun vantaggio. Cara Europa, i Padri Fondatori dell’Europa Unita, come Jean Monnet, Robert Schuman, Alcide De Gasperi, Paul-Henri Spaak, Konrad Adenauer sognarono Pace e Libertà dopo sanguinose guerre mondiali che li indussero a intraprendere un percorso verso l’Unità Europea che era iniziato con il “Manifesto di Ventotene”, elaborato negli anni ‘40 da Spinelli, Rossi e Colorni. E la campana della Pace ora suona ancora una volta per invitarci ad essere più uniti per respingere con tutte le forze una devastante guerra che forse si svolgerebbe prevalentemente in Europa, poiché non pensiamo in verità che altre potenti nazioni abbiano interesse a portarsela sul proprio territorio, poiché la guerra significa sofferenze, violenze e morte non solo per militari, ma anche per civili indifesi, in particolare per i bambini a cui nessuno sembra mai pensare quando si fomentano sanguinosi conflitti.

Giovanna D’Arbitrio