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LA POLITICA E IL TEATRO DELL’ASSURDO

Un po’ di rispetto, per favore
venerdì 28 gennaio 2022 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Mentre aspettiamo con ansia che venga eletto il nuovo Presidente della Repubblica, ci viene in mente il Teatro dell’Assurdo, in particolare “Aspettando Godot”, di Samuel Beckett, basato sulla condizione dell’attesa.

Presenti in tutte le trasmissioni televisive e talk show, i politici italiani per lungo tempo silenziosi e uniti in un governo di larghe intese per la grave emergenza Covid, ora appaiono di nuovo l’un contro l’altro armati , rischiando di far crescere sfiducia nella politica e astensionismo.

Ed è inevitabile invocare un po’ di rispetto per i morti uccisi dal Covid! Per favore, evitiamo almeno le risate sguaiate e le battute stupide nei talk show, evitiamo i voti assegnati per gioco a personaggi dello spettacolo o dello sport, mentre nelle dichiarazioni ufficiali si mostrano aspirazioni ad un “personaggio di alto profilo” come Presidente!

Dove è finita la dovuta attenzione verso una pandemia che continua ad imperversare con le varianti e a fare vittime perfino tra i più giovani, con conseguenziali lockdown, caos nelle scuole tra alunni in presenza e quelli in dad? Dov’è finito il problema della disoccupazione, con la chiusura di importanti aziende e le delocalizzazioni che sbattono all’improvviso sul lastrico migliaia di persone? E il carovita che affama le classi più deboli?

Come se non bastasse, spirano venti di guerra in Europa per il problema Ucraina che genera tensioni tra Usa e Russia, con un ritorno alla “guerra fredda” del passato. E nemmeno questo pericolo sembra far crescere il senso di responsabilità.

In questi giorni abbiamo rimpianto i dibattiti televisivi condotti da moderatori, come Ugo Zatterin, Jader Jacobelli, Ugo Vecchietti ed altri che si svolgevano in tono piuttosto formale ma pacato e “cronometrato” per non far torto a nessun partito. I tempi cambiano ed è inevitabile, ma siamo davvero stanchi di politici ancorati ad interessi di partito o personali, anche in un momento di grave crisi: si parla per ore ed ore distogliendo l’attenzione da problemi seri e sollevando così un gran polverone che irrita e confonde le persone.

E comunque vada finire l’attuale elezione del Presidente della Repubblica, rimarrà impressa nella memoria dei cittadini un’immagine della politica avulsa dalla realtà in cui il Paese si dibatte.

Purtroppo si percepisce che interessi economici e geopolitici predominano sempre più sia a livello nazionale che internazionale anche in un momento così grave per tutta l’Umanità, minacciata non solo dalla pandemia, ma da altri drammatici problemi ormai globalizzati. Insomma si punta su egoismi, divisioni, guerre e Morte, invece di difendere democrazia, solidarietà, pace e Vita.

Concludiamo citando il libro di Edgar Morin “Amore, poesia e saggezza”, i tre grandi elementi che illuminano la nostra vita con i loro misteriosi e profondi legami interattivi. Secondo Morin l’unico dubbio sulla nostra epoca è il seguente: “Saremo capaci di essere “saggi”? Che dire? La situazione è grave, ma la speranza non può morire.

Giovanna D’Arbitrio