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MARCHINI, UNA STORIA NELL’ARTE

ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA
mercoledì 19 gennaio 2022 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Dal 18 Gennaio al 22 Aprile.

Nella magnifica sede dell’Accademia di San Luca, sono in mostra centotrenta opere che, grazie alla disponibilità di numerosi prestatori, sono selezionate fra quelle che hanno accompagnato la vicenda storica e umana di Alvaro Marchini e della sua famiglia.

Una storia che ricomprende l’impegno politico di Alvaro Marchini, comandante partigiano e medaglia d’argento della Resistenza per aver liberato Monterotondo dai tedeschi, cofondatore della società che editò “l’Unità” organo del Partito Comunista, ma anche imprenditore edile nell’impresa fondata dal padre con l’Ing. Marchesi prima della guerra e gallerista fondatore della Nuova Pesa.

Alvaro Marchini aprì la Nuova Pesa nel 1959 in Via Frattina, poi in Via del Vantaggio dal 1961 fino al 1976 anno della chiusura, con lo scopo di diffondere la cultura e offrire l’arte contemporanea figurativa a tutti, anche a coloro che nulla sanno dell’arte. Mettere a disposizione degli artisti uno spazio ove proporre valide proposte creative, legate a temi propri della sfera figurativa, determinando un riequilibrio delle forze in gioco, visto che la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, esponeva artisti dell’Astrattismo come Kandinskij, Mondrian etc.

La galleria, dichiarava sin dall’inizio, come riportato nell’introduzione al Primo Catalogo che: “…non intende inserirsi nell’onda del gusto, né presentarsi come controcorrente (…) vorrebbe rivolgere la sua attenzione a quelle personalità e a quei significati dell’arte contemporanea, italiana e straniera, che si presentano come i più liberi e rinnovatori”. Tra il 1959 e il 1976 furono coinvolti intellettuali e artisti del calibro di Antonello Trombadori, Renato Guttuso, Corrado Cagli, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Carlo Levi legati ad Alvaro Marchini da amicizia, familiarità culturale e ideologica. Anche le figlie Simona e Carla partecipano attivamente alla gestione della galleria e sarà proprio Simona a riaprirla un mese dopo la morte del padre nel 1985 nell’attuale sede di Via del Corso.

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De Chirico: Villa romana

L’esposizione che l’Accademia ha messo a disposizione del pubblico con ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria, proprio nello spirito filosofico di Alvaro Marchini, vanta la presenza dei lavori di settantasette artisti nazionali e internazionali lungo tutto il Novecento fino ai giorni nostri e si snoda lungo tutti gli spazi di Palazzo Carpegna, dalla Galleria Accademica al terzo piano, lungo la rampa borrominiana, nel Salone d’Onore fino al giardino, al portico e alle sale espositive del piano terra. Un percorso d’immagini, di grande impatto, inedito e dialogico con le opere in mostra realizzate dagli artisti vicini alla famiglia Marchini e le opere della collezione di San Luca, frutto di donazioni degli artisti accademici e giunti sino a noi a riprova di un collezionismo colto e amorevole volto anche alla funzione divulgativa ed educativa dell’arte.

L’esposizione inizia con le sale al terzo piano, articolate in sei sezioni la prima sala - “Tra Italia e Francia”, “Parigi”, sono esposte opere di proprietà personale dei Marchini che non furono esposte in Nuova Pesa come il Dittico di Villa Borghese o il Ritratto di Roesler Franz di Giacomo Balla, La villa Romana e Frutta su un tavolo con tovaglia di De Chirico, Alberto Savinio e l’inquietante Isola dei giocattoli.

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Balla: Dittico di Villa Borghese

La seconda sala quella dei paesaggisti è reinterpretata in “Vedute e visioni”, dove possiamo ammirare opere transitate per la Nuova Pesa esposte assieme ad opere della collezione di San Luca. Le opere di Poussin, Lorraine che propongono una natura nel mito dell’Arcadia ed altri con una sensibilità preromantica ed esteriore, sono messe a confronto con i paesaggi di Mario Mafai, Ardengo Soffici, i dipinti di Francesco Trombadori, che ritrae una Roma deserta e priva di presenza umana in una dimensione metafisica, ad altri dove la realtà è interiore, come ne I sassi di Fausto Pirandello dove è ritratta una bambina povera che gioca con dei sassi come fossero giocattoli grazie all’immaginazione; il Paysage de Vallauris di Pablo Picasso, Il suonatore di piffero di Corrado Cagli, l’Aquarium di Charles Braque e Il sogno di Giacobbe di Francesco Guarino uno degli accademici più talentuosi che si specchia nella parete di fronte con La sciences des reves di René Magritte e la scoperta dell’inconscio, il paesaggio metafisico con le due torri intrecciate a personificare L’Amour per Magritte.

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Braque: Aquarium

La sala seguente “La realtà della storia”, un’opera di Raffaello, artista della bellezza secondo i canoni accademici, è messa a confronto con le opere di Renato Guttuso, qui possiamo ammirare una delle sue opere giovanili in Sicilia del 1933 quando aveva appena ventidue anni. Un nudo che contiene già tutti gli elementi del suo realismo popolare dai colori accesi che ricordano le tinte forti dei carretti siciliani esposto accanto ad un nudo di donna di Mario Mafai, artista con cui entrò in contatto a Roma che lo influenzò profondamente, insieme a la Ragazza con galletto di Antonietta Raphäel.

Altre opere del periodo dell’impegno politico antifascista di Renato Guttuso come Fucilazione di patrioti o Uomo che dorme il ritratto di un miliziano della resistenza che altri non è che Antonello Trombadori, figura centrale della Nuova Pesa, figlio di Francesco, Direttore artistico a volte occulto, a volte manifesto, insieme ad altri intellettuali come Alberto Moravia, Pasolini, Cagli, Levi, artisti che hanno la facoltà di consigliare altri artisti ad Alvaro Marchini e ai Direttori artistici della galleria.

Nella sala “Tra cielo e terra” le opere di Giorgio Morandi sono esposte insieme con quelle di Osvaldo Licini. Morandi ritrae le sue bottiglie, i suoi oggetti come personaggi umani disposti su un palcoscenico, quale espressione dello stato d’animo dell’artista, alla sua morte nel 1964, Guttuso farà autocritica rendendosi conto della grandezza di Morandi e dedicandogli una serie di omaggi pittorici. Osvaldo Licini ha un immaginario aereo con figure angeliche che non erano proprio nelle corde della Nuova Pesa, morto nel 1958, pur essendo comunista, i giornali non diedero risalto alla sua scomparsa. Antonello Trombadori che aveva incontrato la vedova, qualche anno dopo organizzò una personale di suoi quadri quasi come un risarcimento morale. Si potrebbe pensare che la Nuova Pesa fosse rigida rispetto al figurativo, appare piuttosto che cercasse di valorizzare quegli artisti che avevano fatto dell’impegno sociale e politico nella loro arte anche se il figurativo poteva essere interpretato in ampio raggio.

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Morandi: Natura morta

L’ultima sala del terzo piano è quella rinominata come “L’artista e i suoi modelli”, sala dei ritratti degli accademici vi è stato inserito l’autoritratto di Carlo Levi uno tra i più importanti personaggi della Nuova Pesa al quale dedicò una personale e, un Autoritratto e la Bagnante di Antonio Donghi, alcune Nature morte, quasi autoritratti in assenza, di Edita Broglio.

Si prosegue quindi lungo la rampa elicoidale ristrutturata così come il portale d’ingresso dal Borromini, qui la sezione “Una storia per immagini” racconta la vicenda umana, politica e imprenditoriale della famiglia Marchini, attraverso foto, documenti e opere.

Nel Salone d’Onore al primo piano prosegue l’esposizione con tre importanti nuclei: i disegni di Scipione e un importante studio preparatorio per la Crocifissione di Guttuso (1940-41), oltre ad una significativa raccolta di disegni di Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix e George Grosz, tra espressionismo e Nuova Oggettività. Nella seconda parte della sala una selezione di opere di Renato Guttuso, Carlo Levi, Alberto Ziveri, Renzo Vespignani, Titina Maselli, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Gianluigi Mattia e Franco Mulas rappresentano l’attività della galleria fino al 1976.

Nella seconda metà della rampa, quella dedicata alla nuova Nuova Pesa di Simona Marchini, s’incontrano le opere degli artisti Marco Lodola, Luca Patella, Giuseppe Salvatori, Salvo e Cesare Tacchi, insieme a fotografie e filmati, a raccontare questa seconda stagione scandita da esperienze oramai lontane dalle posizioni ideologiche non legate strettamente all’arte che, grazie alla capacità di offrire “visione” e “presenza” riesce a declinare in modo nuovo “realismo” e “astrazione” rivelando soluzioni inedite di figuratività.

Al centro del soffitto al pian terreno fa da trait d’union l’installazione spaziale di Maurizio Mochetti, una Freccia sul punto di essere scagliata, a segnare l’itinerario che dal giardino conduce verso le sale espositive al piano terreno, dove trovano spazio i lavori di Carla Accardi, Andrea Aquilanti, Nobuyoshi Araki, Bizhan Bassiri, Sigfrido Martin Begué, Enrico Castellani, Fabrizio Corneli, Gino De Dominicis, Daniela De Lorenzo, Stefano Di Stasio, Marilù Eustachio, Pietro Fortuna, Alberto Garutti, Giuliano Giuliani, Rebecca Horn, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Mimmo Jodice, Felice Levini, H.H. Lim, Fabio Mauri, Gerhard Merz, Flavio Micheli, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Roberto Pietrosanti, Vettor Pisani, Alfredo Pirri, Annie Ratti, Mariano Rossano, Andrea Santarlasci, Toti Scialoja e Michele Zaza.

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Collezione Marchini Mostra Opere Raphael Mafai

Il catalogo della Mostra è edito dall’Accademia Nazionale di San Luca, con i testi introduttivi di Claudio Strinati, Segretario Generale dell’Accademia, Umberto Nazzareno Tonti, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, e Gianni Dessì, in qualità di coordinatore, i saggi dei curatori Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti e Italo Tomassoni, una conversazione con Lucio Villari ed i testi di Carla e Simona Marchini.

La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e il CIAC, Centro Internazionale Arte Contemporanea di Foligno, dove dal 20 maggio al 21 agosto 2022, verrà ospitata una selezione delle opere qui presentate, a cura di Italo Tomassoni.

Apertura al pubblico: 18 gennaio 2022 – 22 aprile 2022 Chiuso la domenica e il lunedì Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: ingresso solo su prenotazione obbligatoria via mail scrivendo a prenotazioni@accademiasanluca.it secondo il calendario delle visite accompagnate: martedì e giovedì – visite accompagnate alle ore 10.00, 12.00, 14.00, 16.00 mercoledì e venerdì – visite accompagnate alle ore 14.00 e 16.00 sabato – visite accompagnate alle ore 11.00, 13.00, 15.00, 17.00

NORME DI ACCESSO: l’accesso è regolamentato nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio disposte dalla legge. Per accedere è necessario esibire la Certificazione verde Covid-19 rafforzata (Super Green Pass) in formato analogico o digitale e l’utilizzo di mascherina. È prevista la misurazione della temperatura con termoscanner e non sarà ammesso l’accesso nel caso venisse rilevata una temperatura uguale o superiore a 37.5. Informazioni: www.accademiasanluca.eu; tel. 06 6798848 - 06 6798850 selezionando l’interno della portineria