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BENTORNATO MAUSOLEO DI AUGUSTO


lunedì 28 dicembre 2020 di Roberto Benatti

Argomenti: Storia


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Da marzo 2021 sarà possibile visitare di nuovo il mausoleo e rivivere questo spazio con le sue meraviglie.

Una leggenda ricondotta da testi antichi dei Mirabilia Urbis Romae narra che l’imperatore Augusto, per essere commemorato in eterno, aveva ordinato di portare da ogni parte dell’Impero un pugno di terra e di deporlo sulla propria tomba. Era questa l’interpretazione medievale della montagnola di terra che sormontava i ruderi dell’antico Mausoleo: in realtà, avanzi del tumulo che ricopriva in antico la sepoltura della gens Giulio-Claudia. Il desiderio di Augusto di rimanere in eterno nella memoria sembra in parte esaudito dalla vita eccezionalmente lunga del suo Mausoleo.

Nel corso del Medioevo fu trasformato in fortilizio dalla potente famiglia romana dei Colonna. Torna recuperato alla metà del XVI secolo, dopo un periodo di semiabbandono avvalorato da numerose fonti quattrocentesche. Il monumento fu acquistato dalla famiglia dei Soderini e trasformato in un meraviglioso giardino di sculture antiche, meta di viaggiatori e artisti e rifugio sicuro degli esuli fiorentini cacciati dai Medici. E’ proprio nel Cinquecento che il sepolcro di Augusto vive uno dei periodi più felici della sua lunga storia.

Attraverso l’analisi della documentazione grafica (disegni, dipinti, incisioni), delle fonti antiquarie e la consultazione dei documenti d’archivio, sono documentate le continue trasformazioni di questo giardino. Inoltre, si poté riordinare la collezione di sculture antiche, una sessantina di pezzi, tra statue, busti, sarcofaghi, rilievi funerari, decorativi, una base di candelabro, iscrizioni funerarie, un frammento di orologio solare, monete e gemme antiche, un tempo utilizzati per decorare gli antichi ruderi del sepolcro Imperiale e oggi sparsi nei musei e nelle collezioni d’Italia e d’Europa.

Nel Seicento il giardino del Mausoleo, passato di proprietà ai Fioravanti, fu progressivamente spogliato delle sue celebri sculture, mentre il monumento, fu sempre più circondato da costruzioni moderne e rimase escluso dagli itinerari turistici, quasi dimenticato da artisti e studiosi di antichità. Fatta eccezione per l’opera di Pietro Sante Bartoli, gli antichi Sepolcri, il quale dedica al Mausoleo di Augusto alcune tavole destinate a illustrare la struttura antica dell’edificio e la situazione seicentesca del giardino di antichità.

Un altro momento di particolare dinamismo per il Monumento è il Settecento, periodo in cui riprendono le ricerche archeologiche e gli scavi dell’edificio e i suoi immediati dintorni.

Fondamentale nell’indagine settecentesca è lo scavo condotto nei primissimi anni del XVI secolo, da Baldassarre Peruzzi e dai Sangallo. Fonte principale per i nuovi scavi settecenteschi sono anche le incisioni di Giovan Battista Piranesi. Agli scavi della prima metà del secolo seguiranno quelli intrapresi nel 1788 dal marchese Vivaldi Armentieri, all’interno del Mausoleo dai quali si individueranno ampi tratti degli ambienti superiori, in gran parte crollati. Tra i vari ritrovamenti settecenteschi anche un Sarcofago oggi conservato nella chiesa di Santa Bibiana che alcune fonti dell’epoca indicano come proveniente dal rudere del mausoleo di Augusto. Ben lontani dalla cura archeologica, nel 1780 le antiche rovine del monumento furono adattate a ospitare le giostre popolari con i tori e le bufale, mentre agli inizi del Novecento, il Mausoleo sarà trasformato in auditorium comunale con il nome di “Anfiteatro Corea”. Nel 1907 la proprietà del monumento passò dal Demanio dello Stato al Comune di Roma e fu destinato nuovamente a Sala per concerti, denominata Auditorium Augusteo, dotato di nuovi accessi adeguati alle allora vigenti norme di sicurezza.

L’uso per concerti terminò il 13 maggio del 1936 quando iniziò il programma dello Stato fascista di demolizione della cupola e delle strutture sovrastanti per recuperare l’originario sepolcro imperiale. Lo smantellamento delle strutture dell’auditorium e l’isolamento dei Ruderi antichi del mausoleo, terminati nel 1938 in occasione delle Celebrazioni del bimillenario Augusteo, segneranno l’ultimo capitolo della storia del monumento e la sua definitiva trasformazione in rovina archeologica. Solo dopo il periodo della seconda guerra mondiale, furono ultimati dei restauri nei primi anni ’50.

Nel 2019 è terminata la prima fase dei lavori sul Mausoleo, che ha riguardato il restauro conservativo del monumento antico mediante un finanziamento esclusivamente pubblico di 4.275.000 euro (di cui 2 milioni versati dal Mibact e 2.275.000 da Roma Capitale).

È attualmente in corso la seconda fase, finanziata con atto di mecenatismo per 6 mln di euro dalla Fondazione TIM e finalizzata alla musealizzazione del monumento.
Il primo lotto di questa seconda fase, appena concluso, ha previsto la sistemazione di numerose concamerazioni interne e l’avvio dell’allestimento del percorso museale che racconterà la storia del monumento con le varie fasi storiche. In questa fase è comunque possibile riaprire il monumento, non visitabile dal 2007, al pubblico. La quantità delle murature restaurate e consolidate del monumento ammonta a 14.000 mq. La condizione di deterioramento di alcune strutture ha richiesto importanti interventi di consolidamento, restauro e stabilizzazione. Realizzando un sistema di smaltimento delle acque piovane ed eseguita, in alcuni casi, un’equilibratura cromatica. Sono state oggetto di consolidamento le volte con l’inserimento di travi in ferro e il posizionamento di tiranti in acciaio. Particolare importanza ha rivestito l’intervento sui percorsi verticali: tre delle quattro scale sono state oggetto di un’importante opera di consolidamento mediante l’inserimento di nuove travi in acciaio.

Infine, la quarta scala, di tipo elicoidale, unico accesso alla sommità del monumento, è stata completamente ricostruita nella parte crollata e nelle porzioni superstiti è stata consolidata.

Il secondo lotto dei lavori con finanziamento TIM riguarderà la sistemazione del verde sul Mausoleo, il restauro della cella sepolcrale, il completo allestimento del percorso museale all’interno delle concamerazioni. Questo percorso si allinea temporalmente con i lavori di sistemazione della Piazza Augusto Imperatore, avviati a maggio 2020 secondo il progetto vincitore del Concorso internazionale del 2006, vinto dal gruppo dell’arch. Francesco Cellini. In particolare, con i lavori in corso del I lotto della piazza – conclusione dicembre 2021 – si prevede il completamento architettonico e impiantistico della piazza archeologica, delle rampe e del servizio di bar info point. Ora che si sono create le condizioni di allineamento temporale tra i due procedimenti, della piazza e del monumento, risulta essenziale il completamento degli interventi sul Mausoleo con la sistemazione del verde sull’esterno del tamburo e la musealizzazione delle concamerazioni. Il progetto prevede la praticabilità dell’anello superiore, rendendolo visitabile al pubblico, anche nel settore esterno del Mausoleo.

Si avrà così una definitiva integrazione del Mausoleo con il contesto urbano e ambientale come da progetto dell’Arch. Cellini, con la piazza antistante il dromos, gli spazi a servizio del complesso augusteo, la piazza verde a quota urbana moderna, il tutto idealmente connesso alla sistemazione del verde sulle concamerazioni circolari.

Sarà possibile la fruizione da parte del pubblico anticipatamente da marzo 2021, anche se non saranno ancora completate le opere impiantistiche e di rifinitura degli ambienti destinati alla musealizzazione.

Già da aprile 2021 è previsto l’arricchimento del percorso di visita al pubblico con contenuti digitali, in realtà virtuale e aumentata in collaborazione con la Fondazione TIM.

Finalmente il Mausoleo di Augusto viene restituito alla città di Roma e insieme all’area museale dell’Ara Pacis sarà un polo attrattivo turistico archeologico di primaria importanza.