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CARA SCUOLA STATALE, quanto ci costi?

Considerazioni sul caro libri e sui costi della scuola
sabato 13 settembre 2008 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Attualità
Argomenti: Politica


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Qualche giorno fa grossi titoli sono apparsi sui giornali sul problema del caro- libri : ANTITRUST, VERIFICHE E CONTROLLI A CAMPIONE - BLITZ DELLA FINANZA NELLE LIBRERIE - MONITORAGGIO SUI COSTI DEI LIBRI DI TESTO e così via.

Molti hanno esclamato: - Era ora! – e quindi si ritengono ormai soddisfatti poiché finalmente qualcosa è stato fatto. Coloro che da lunghi anni lavorano nella scuola, invece, ben sanno che interventi sporadici e superficiali non risolveranno il problema. Come al solito si interviene più sugli effetti che sulle cause!

In realtà ci vorrebbero regole più severe per limitare sia le speculazioni degli editori, sia l’eccessiva libertà dei docenti nell’adozione dei libri.

Nella scuola media inferiore, ad esempio, un testo adottato nella prima classe, dovrebbe secondo la legge almeno completare il triennio. Ciò molto spesso non accade, poiché con una semplice relazione, presentata al preside ed al Collegio dei docenti, un insegnante può cambiare il testo in uso, evidenziandone le carenze, e proporne un altro che di solito viene approvato senza alcuna opposizione.

Su tutto ciò s’innestano le speculazioni delle case editrici che apportano continui e falsi aggiornamenti , cambiando magari solo alcuni particolari insignificanti o addirittura non pubblicando più testi validissimi che insegnanti onesti, abituati a lavorare con serietà, si ostinano ad adottare per anni.

Così i prezzi salgono e i genitori sono costretti a comprare continuamente libri nuovi!

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Un’altra seria causa è rappresentata dall’eccessiva mobilità degli insegnanti, mobilità legata al precariato, ai tagli sul personale e quindi agli esuberi dello stesso, costretto a spostarsi altrove: i docenti che vagano da una scuola all’altra, infatti, spesso cambiano i testi che non ritengono rispondenti al loro metodo d’insegnamento.

La mobilità del personale è estremamente deleteria, inoltre, per vari motivi: non crea senso di appartenenza, né profondi legami con gli alunni, non rispetta il principio della continuità didattica che un tempo aveva una fondamentale importanza.

I genitori, infatti, preferiscono chiedere l’iscrizione dei i figli in particolari sezioni in cui hanno stretto rapporti di fiducia e di stima con insegnanti di ruolo, meno soggetti a spostamenti: trovano così continuità didattica e meno spese per i libri!

Poiché, dunque, le situazioni ora in molti casi sono cambiate per i suddetti motivi, nuove leggi sono necessarie per regolamentare i comportamenti dei docenti e degli editori. Quanti sprechi incidono sui costi!

Tanto per fare un esempio, quanti sanno che ogni anno valanghe di libri vengono regalati agli insegnanti dalle case editrici, solo per consentir loro di esaminarli per eventuali adozioni?

Perché non lasciare i testi in Presidenza e metterli a disposizione dei docenti interessati alle nuove adozioni?

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E’ vero, inoltre, che la libertà d’insegnamento è un principio sacrosanto, ma non è nemmeno giusto che insegnanti della stessa materia non si possano mettere d’accordo e scegliere un unico testo per tutte le sezioni in cui lavorano.

E perché non effettuare controlli mirati sui disonesti, ricchi genitori, evasori fiscali, che sfruttano le cedole librarie, destinate agli alunni più poveri, solo presentando documentazioni attestanti un basso reddito?

Infine, ecco la ciliegina sulla torta : il contributo volontario! In ogni scuola, di qualsiasi ordine e grado, il Consiglio d’Istituto stabilisce una somma da chiedere ai genitori all’atto dell’iscrizione per affrontare una serie di spese che le scuole statali non riescono più a coprire per mancanza di fondi.

Il contributo non è obbligatorio, ma accade che anche le famiglie più povere e numerose, spesso più dignitose, versano in silenzio la somma (magari facendo debiti!).

Concludo citando l’articolo 34 della Costituzione Italiana sul diritto allo studio di ogni cittadino:

- LA SCUOLA E’APERTA A TUTTI.
- L’ISTRUZIONE INFERIORE, IMPARTITA PER ALMENO 8 ANNI , E’ OBBLIGATORIA E GRATUITA.
- I CAPACI E MERITEVOLI, ANCHE SE PRIVI DI MEZZI, HANNO DIRITTO DI RAGGIUNGERE I GRADI PIÙ ALTI DI STUDI.