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CAMPANIA: ZONA GIALLA

Discrepanti notizie tra Tg e DPCM
domenica 8 novembre 2020 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Scienza


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Per giorni e giorni vari Tg hanno indicato la Campania come la seconda regione più colpita dopo la Lombardia e…alla fine i campani si ritrovano in zona gialla e forse non usufruirà nemmeno dei cosiddetti “ristori”.

E mentre De Luca veniva duramente criticato per aver chiuso le scuole (e continua ad essere criticato), dando il via alla didattica a distanza, ecco che dopo un po’ i DPCM arrivano più o meno alle sue conclusioni e molti governatori prendono le loro decisioni in base alla situazione regionale. Una sorta di palleggiamento delle responsabilità? In verità la situazione è grave e la conflittualità dei politici nei bla bla bla televisivi e sui social, mette a rischio l’Unità Nazionale, nonostante gli appelli del Presidente della Repubblica.

Davvero deleterie le critiche al governatore della Campania da parte del sindaco (al quale abbiamo per ben due volte dato il nostro voto!) sempre presente in vari talk show televisivi, dimenticando che proprio lui da anni chiude le scuole per ogni probabile allerta meteo o che trascura tante zone di Napoli, come il quartiere Posillipo da tempo in totale abbandono, malgrado sia visitato da molti turisti. Per non parlare della spazzatura che abbonda in molte zone. Nella Napoli colpita dal colera diversi anni fa c’erano senz’altro molti spazzini e mezzi che disinfettavano le strade. E infine non ci bastano le critiche che ci piovono addosso ogni giorno in tg e giornali?! Chiacchiere e conflitti non servono a niente, mettono solo in cattiva luce Napoli e Campania. Ci vogliono collaborazione e fatti.

Insomma in questo caos totale ci chiediamo: -Siamo davvero in zona gialla noi campani? Quali sono i pericoli che corriamo se la gente continua a circolare senza controlli per il rispetto delle norme igieniche?- .C’è qualcosa che non funziona... purtroppo la situazione è senz’altro complicata, ma non vediamo adeguata chiarezza nell’informazione.

Noi napoletani questa settimana abbiamo percepito un peggioramento della situazione. Il Fatebenefratelli, ospedale in Via Manzoni, ora accoglie anche persone contagiate e ci fa davvero impressione sentire le autombulanze che vanno su e giù a tutte le ore. Lo stesso sta accadendo in molti ospedali. Napoli e Campania si erano davvero distinte durante il lockdown, ma poi nei mesi estivi ’in tutta Italia’ non ci sono stati sufficienti controlli. Purtroppo i numerosi tagli apportati a tutto ciò che è pubblico hanno ora messo in difficoltà scuole, ospedali e trasporti. E i tagli hanno penalizzato soprattutto il Sud. Le conosco bene le scuole fatiscenti della Campania e in parte anche quelle di Latina dove ho insegnato! Come si fa a tenerle aperte rispettando le regole anti Covid in spazi esigui e classi pollai, in Istituti comprensivi dove il diritto allo studio già da tempo è compromesso...e potrei continuare per ore, ma a che serve?

Incredibile, inoltre, la mancanza di rispetto verso i vecchi decimati dalla pandemia: qualche anno fa in tempi in cui tanti anziani non erano stati ancora uccisi dal Covid, la proposta di Grillo di togliere il voto agli anziani trova ora riscontro nelle parole di Toti che definisce gli anziani come “non indispensabili”, evidenziando il principio della "cultura dello scarto "secondo la quale i vecchi sono "improduttivi", una zavorra di cui liberarsi.

Stiamo arrivando forse al disumanizzato mondo tecnologico descritto da Michel Houellebecq nel suo libro "La possibilità di un’isola”? In esso non ci sono più anziani grazie a eutanasia e clonazione che con un "doppio" sempre pronto dona l’illusione dell’immortalità? Speriamo di no, ma senza dubbio siamo ormai lontanissimi dall’archetipo junghiano del "Vecchio Saggio" rappresentato come mago, medico, sacerdote, maestro, professore, nonno (Grande Padre), o persona comunque autorevole. Quanto ai giovani che oggi sono costretti dalla pandemia ad usufruire di una didattica a distanza, auguriamo loro con tutto il cuore un futuro migliore e tante buone scuole che insegnino loro a "Pensare", invece di rabberciati e caotici Istituti Comprensivi dove Cultura e Diritto allo Studio vengono già da tempo calpestati, in edifici oltre tutto fatiscenti dove la loro vita potrebbe correre seri rischi, anche dopo l’agognata fine dell’attuale pandemia.

Giovanna D’Arbitrio.