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CARA NAPOLI, TI SCRIVO...

Letterina di Natale 2019
domenica 8 dicembre 2019 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Mia cara Napoli, ti scrivo una letterina come quelle che un tempo a Natale noi bambini mettevamo sotto il piatto dei genitori durante il pranzo per fare gli auguri e promettere di essere più buoni.

Nel periodo natalizio, cara Napoli, tu indossi una veste scintillante intessuta di luci e colori, malgrado la crisi economica e i numerosi irrisolti problemi che ti attanagliano inesorabilmente.

Ti amo talmente che nei miei pensieri talvolta ti parlo come se fossi una persona, un personaggio antico come la sirena Partenope dei miti, capace di incantare con il fascino del suo magico canto perfino i numerosi invasori del suo meraviglioso regno.

Quante dominazioni hai subito, cara Partenope! Eppure hai saputo rielaborare, trasformare, integrare culture e tradizioni diverse fin dai tempi della tua fondazione, antica colonia greca ricca di arte e bellezza, divenuta in seguito Neapolis (Città Nuova) ad opera dei Cumani, passata poi nel corso della storia ad Osci, Romani, Bizantini, Goti, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borboni, a Bonaparte e la sua schiatta, di nuovo ai Borbone ed infine all’ Unità d’Italia per la quale il tuo popolo versò generosamente il suo sangue sognando un’unica patria, forte e coesa, capace di respingere nuovi invasori. Un sogno mai pienamente realizzato. Tu che sei Sud d’ Italia, rimani “terra di conquista”, come tutti i Sud del mondo.

Che dire, cara Napoli? Sovente vilipesa, denigrata, schiacciata, tu rimani comunque “viva” e come l’araba fenice combatti per rinascere dalle tue ceneri, conservando ciò che di positivo è nel tuo passato di sofferenze e tiranniche repressioni, e t’inventi di tutto pur di sopravvivere grazie a fantasia, creatività, gioia di vivere che si rivela in una vivace tarantella o in una sagace battuta di spirito per cui si distinguono i tuoi abitanti. Oppure ecco svelate in un lampo sensibilità, intensi sentimenti, malinconia, dolente rassegnazione al fato, attraverso le tue melodiose canzoni conosciute in tutto il mondo.

Sono contenta di essere nata qui, quando dall’ alto delle tue colline ammiro stupendi paesaggi che si tingono di colori e sfumature diverse a seconda delle ore del giorno. Sei impareggiabile in quell’ ora che segue il tramonto “e ai marinai intenerisce il core” (Dante) con le tinte tenui che ricordano certe gouache della Scuola di Posillipo.

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Guache napoletano

Sono contenta di essere napoletana e campana quando penso all’ immenso patrimonio artistico e culturale del tuo territorio, sono fiera quando posso mettere in risalto i tuoi aspetti positivi pur combattendo contro quelli negativi, sperando sempre che in tutto il Sud d’ Italia, e in tutti i sud del mondo, istruzione, formazione e lavoro possano un giorno generare un cambiamento.

Ai napoletani faccio una raccomandazione: per favore non gettate le carte per terra, altrimenti sarete sempre considerati un popolo di “lazzari” e delinquenti anche se state morendo di cancro per rifiuti tossici e quant’altro, sempre criticati per “effetti” negativi le cui “cause” non vengono mai analizzate. Smettiamo dunque di sperare nell’ altrui aiuto e rimbocchiamoci le maniche, reagiamo al degrado, lottiamo. E che il 2020 sia un anno diverso!

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Napoli oggi

E allora per concludere in bellezza ricordiamo a turisti italiani e stranieri che tu, antica Partenope e tutta la Campania li aspettate a Natale con una miriade di incontri ed eventi culturali, conferenze, concerti, teatri, cinema, visite guidate a monumenti, musei, siti archeologici e quant’altro.

Buon Natale, mia cara Napoli!

Giovanna D’Arbitrio