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GLI ITALIANI NON SONO XENOFOBI: SONO SOLTANTO PIU’ DISAGIATI

A proposito di Europa
domenica 26 maggio 2019 di Silvana Carletti

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Inutile nascondersi dietro ad un dito: l’aumento incontrollato di stranieri nel nostro Paese ha reso più complicato e difficile l’accesso degli Italiani a servizi e prestazioni che, faticosamente, dopo anni di crisi economica e di difficile ricostruzione, avevano iniziato a funzionare.

Qualche esempio?

Un mattino ad una ASL di Roma dove, dalle ore 7 e 30, nella sala di attesa per eseguire analisi, erano già in coda circa 20 persone, di cui 17 straniere e 3 italiani di età avanzata, mentre, solo un anno fa, data l’ora mattiniera, era possibile trovare soltanto quattro o cinque pazienti..

Parliamo di prenotazioni per visite specialistiche urgenti: l’attesa da un anno, è passata oltre: addirittura a 18 mesi e più, senza possibilità di certezze, dal momento che, in ogni caso, bisogna chiamare e richiamare nuovamente il Servizio, senza avere alcuna certezza di successo.

Passiamo ora ai trasporti pubblici: nonostante gli enormi problemi strutturali, gli autobus di linea, a Roma, arrivano dalla periferia nelle altre zone della città già strapieni e, spesso, si è impediti ad accedere, per mancanza di spazio, a volte occupato da passeggini e carrozzelle…Così, molte persone anziane rinunciano a salire e sono obbligate ad attendere altri arrivi che tardano regolarmente.

Lo stesso avviene presso gli Uffici pubblici ove le file sono diventate ormai interminabili con grandi disagi per i cittadini.

Tutti questi problemi rendono la vita degli abitanti, specie delle grandi città, davvero complicata e, soprattutto, diversa da quella di qualche anno fa, quando, grazie a continui sforzi di miglioramento anche tecnologico, sembrava che, finalmente, qualcosa potesse cambiare e fosse più semplice accedere ai servizi pubblici.

Questo malessere è palpabile e non è certo dovuto ad uno spirito prevenuto di xenofobia, dal momento che ognuno di noi è disponibile ad aiutare il prossimo, ma le continue difficoltà cui ogni giorno andiamo incontro, possono alimentare ostilità contro chi, pur con gravissime situazioni di sopravvivenza, giunge in massa nel nostro Paese.

I rimedi sono difficili da trovare ed attuare, ma, certamente, una politica più efficiente da parte dell’Europa di cui facciamo parte, potrebbe servire a migliorare la vita di alcuni Stati più a rischio per posizione geografica, distribuendo con maggiore equità gli immigrati regolari o, meglio, cercando di attuare, finalmente, un programma di sviluppo economico nelle zone di origine di tante persone disperate che, molte volte, perdono la vita per un ipotetico, irrealizzabile, sogno di salvezza.

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Piramide età stranieri in Italia 2018