INFORMAZIONE
CULTURALE
Novembre 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4621
Articoli visitati
3954786
Connessi 2

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
10 novembre 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL
JPEG - 46.5 Kb
Mostra Bicentenario di Ovidio

OVIDIO: poeta d’amore e cantore di miti

Alla Scuderie del Quirinale si apre una mostra per celebrare il bimillenario Ovidiano
venerdì 2 novembre 2018 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Celebrazioni/Anniversari


Segnala l'articolo ad un amico

A partire dal 17 ottobre 2018 e fino al 20 gennaio 2019 presso i saloni delle Scuderie del Quirinale si potrà visitare la rassegna, curata da Francesca Ghedini “Ovidio. Amori, miti e altre storie” dedicata al celebre poeta latino che con la sua poesia cantò l’amore e narrò i miti antichi consegnandoli alle epoche future.

La curatrice ha spiegato che, l’intento era quello di raccontare un poeta, attraverso le immagini e le sue stesse parole piene di capacità evocativa. Ne risulta una esposizione nella quale parola e immagine si riflettono come in un gioco di specchi che affascina e incanta il visitatore.

Ovidio oltre ad essere un poeta che seppe raccontare i sentimenti universali (amore, odio, risentimento, vendetta) fu testimone di un momento cruciale della storia di Roma, quando la forte personalità di un condottiero, Ottaviano, divenuto poi Augusto, trasformò la Repubblica in un Impero in nome di una restaurazione di un mitico passato. Una rivoluzione che non riguardò solo il governo ma anche i costumi pubblici e privati, secondo una idea di rettitudine di cui fu icona insieme alla moglie Livia.

Una trasformazione che Ovidio non condivideva e osteggiava, una delle cause probabili che indussero l’imperatore a condannarlo all’esilio a Tomi sul Mar Nero fino alla sua morte, in una regione scarsamente romanizzata, solo e disperato, con unica consolazione la sua Musa, nella vana speranza di un perdono che non arrivò mai. Eppure, così come egli stesso ebbe a dichiarare, la sua Poesia sopravvisse e lo rese immortale, oltrepassando il tempo e cancellando l’ostracismo a cui furono condannate le sue opere, cancellando quella volontà di annientare un contestatore dall’ironia dissacrante con il gusto del paradosso.

Condannato per la libertà di parola o per le sue frequentazioni (forse aveva una relazione con la figlia dell’Imperatore Giulia Maggiore)? Quello che conta è che i suoi versi e i miti da lui raccontati hanno influenzato dal Medioevo al Rinascimento e fino ai nostri giorni le arti. Egli ha suggellato con la poesia la tradizione mitica elaborata nei secoli e tramandata da Omero ai tragici greci, ai poeti ellenistici, ai letterati romani, influenzando non solo l’arte, ma il lessico. Dal mito di Narciso, il narcisismo, quel male dell’anima che impedisce a chi ne è affetto, di amare altri all’infuori di sé; dalla storia di Ermafrodito e Salmacide la ninfa fusa nel corpo dell’amato riluttante che da quel momento ebbe caratteristiche sia maschili che femminili, la parola ermafroditismo.

Senza dimenticare le formule proverbiali sull’amore: ti odierò se potrò, altrimenti pur controvoglia, ti amerò – odero, si potero, si non, invitus amabo.

La narrazione dei Miti li ha non solo consegnati alla cultura del mondo occidentale ma questi hanno assunto l’aspetto di Archetipi profondi che agiscono nel trasfondo della psiche dei popoli.

Il percorso espositivo si snoda tra affreschi provenienti da Pompei, sculture d’età imperiale, antichi manoscritti e capolavori come la Venere pudica di Botticelli o la Venere callipigia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (icona della mostra), immagini dall’antico e poi dal Rinascimento quando gli artisti riscoprono i testi ovidiani, soprattutto le Metamorfosi ed è un tripudio di immagini dei miti sia in scultura che pittura. Rappresentazioni ad opera di artisti moderni dal Quattrocento al Settecento come Benvenuto Cellini, Tintoretto, Ribera, Poussin, Batoni fino alla installazione contemporanea al neon di Joseph Kosuth ispirata dai testi ovidiani che ci accoglie all’entrata della mostra.

Miti narrati e raffigurati che raccontano di fanciulle amate, abbandona e rapite (Arianna e Proserpina), giovani dal destino tragico (Meleagro e Icaro) o tormentati da vicende amorose che si concludono con una trasformazione tra cui la più celebre quella di Ermafrodito immortalato nella statua d’età romana proveniente da Palazzo Massimo.

Una rassegna che racconta la complessità, la bellezza e l’attualità del mondo poetico rappresentato da Ovidio che tanto ancora influenza la nostra cultura e che offre per tutto il periodo di mostra, proposte per coinvolgere il pubblico in incontri, letture e approfondimenti.

P.S.

Info: www.scuderiequirinale.it

Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30

Intero € 15,00 – Ridotto € 12,00
Audioguida compresa nel prezzo