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ROMA CITTÀ MODERNA E L’ARTE DEL ‘900

Galleria d’Arte Moderna dal 29 marzo al 28 ottobre 2018
sabato 12 maggio 2018 di Patrizia Cantatore



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Si è aperto alla GAM di Via Francesco Crispi n. 24, dal 29 marzo e fino al 28 ottobre 2018, un tributo alla Capitale d’Italia che ripercorre per immagini il susseguirsi delle correnti artistiche protagoniste del ‘900 e gli stili con cui si sono espresse dal titolo: Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto.

A cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con organizzazione Zètema progetto cultura.

Esposizione di 180 opere tra: dipinti, sculture, grafica e fotografia di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, con l’intento di rileggere la cultura artistica di quegli anni tra tradizione e modernità alla luce del ruolo centrale, multiculturale e diversificato e diversificante della città.

Una città che con il Sindaco Ernesto Nathan dal 1907-1913 [in mostra si può ammirare il suo ritratto (fig.1) commissionato a Giacomo Ballaposto a fianco di un altro quadro dello stesso autore dal titolo Il dubbio (fig.2)] di ispirazione mazziniana agli anni del ventennio fascista, fino alle nuove avanguardie artistiche che sin dal dopoguerra si affacceranno nel panorama culturale ed artistico romano.

La mostra ha il chiaro intento di tracciare un percorso storico, con l’obiettivo di immergere le opere d’arte nel contesto geo-artistico, temporale e sociale in cui sono state create. La città con la sua storia e i suoi luoghi, nelle sue diverse ramificazioni territoriali, dal centro alla periferia e viceversa. I suoi stili artistici, nei diversi periodi che hanno affiancato o sovrapposto o sostituito, attraverso l’avanzamento artistico e intellettuale che ha trasformato la città facendole assumere il ruolo di perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, a volte anticipando temi e stili rispetto ad altri capoluoghi italiani così come per altre capitali europee.

In mostra opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo (Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti ecc.) (fig. 3). Opere che anticipano la voglia di rinnovamento e modernità fondamentale per il lavoro degli esponenti della Secessione romana negli anni Dieci (Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi, Arturo Noci ecc.), così come per il gruppo dei futuristi e degli aeropittori degli anni Venti e Trenta (Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini, ecc.).

Una parte sostanziale della mostra è dedicata alla tendenza artistica, per così dire, di “recupero”, teorico e concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza, seppur in modi diversi, le molteplici correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo, con cui gli artisti studiano Roma con un rinnovato seppure “antico” sguardo (Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi, ecc.) (fig.4 e 5).

Si prosegue con l’approfondimento della Scuola Romana con una rosa di capolavori dell’arte italiana del Novecento che si concentrano sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione, ecc.) (fig.6) , e poi la loro fase della figurazione e dell’astrazione caratteristica dell’arte post-bellica tra gli anni che vanno dal 1940 ai primi anni sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri, ecc.) (fig.7).

Nella parte finale della mostra si apre un nuovo quadro di un’“altra” Roma, tra la Pop Art e le sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta dove il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma, è andato oltre la città alla ricerca di un’ispirazione più internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, ecc.)(fig.8).

Apparati didattici sono affiancati, in ciascuna sezione, da strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce che attraverso tre concetti chiave – Architettura e urbanistica / Società/ Arte – consentono di visualizzare insieme immagini e brevi testi scientifici utili a dimostrare le stringenti relazioni fra, la città, il suo sviluppo e le arti.

All’interno del Museo è stata rimessa a disposizione una terrazza interna, dove durante il periodo di mostra (maggio-ottobre 2018) una serie di iniziative culturali – incontri, letture, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – saranno organizzate per mostrare quale forza dirompente l’arte e il pensiero culturale abbiano avuto su Roma primi sette decenni del suo ruolo di Capitale.

P.S.

Galleria d’Arte Moderna

Via Francesco Crispi, 24
da Martedì a Domenica dalle 10 alle 19
www.museiincomune.it;
www.galleriaartemodernaroma.it