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SALVINI SBAVA INSULTI ALLA BOLDRINI INSEGUENDO PARISI

Qualche riflessione politica sui fatti quotidiani
martedì 9 agosto 2016 di Rodolfo Carelli

Argomenti: Attualità
Argomenti: Politica


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Salvini è alle corde, il perché è presto detto: il Cavaliere, forse anche per i suoi acciacchi, oltre all’età, è in liquidazione su tutti i fronti. L’ultimo è il ritiro della francese Vivendi che retrocede dall’acquisto totale di Mediaset Premium al solo 20% con ripercussioni in borsa e l’immancabile codazzo di impugnative legali.

Ma la prima perla del tesoro del Cavaliere rimane anche per il forte valore affettivo il Milan in vendita da graduale a totale con un’opzione sempre più labile di assicurarsi per la squadra del cuore un ammontare di investimenti che torni a renderla competitiva in Italia e in Europa. Una mossa quella di Berlusconi per garantire ai tifosi di non essersi solo preoccupato dei suoi recuperi ma anche della rinascita del grande Milan. Può essere che ci riesca ma l’immancabile prezzo è che non possa più intromettersi specie nella direzione tecnica della squadra dimostratasi devastante.

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Berlusconi e Parisi

Dulcis in fundo l’avvio da parte di Berlusconi di una successione effettiva e non puramente decorativa come in passato nella guida del nuovo soggetto politico che dovrebbe succedere a FI. La scelta di Parisi è un’autentica spina nel fianco dell’arrembante alleato della Lega convinto di poter succedere nella guida del destra-centro perché a trazione leghista. Non si tratta del ben noto lancio dei suoi pupilli in passato a scadenza delimitata dalle sue convenienze, ma di un personaggio in grado sulla carta di rimontare il distacco creatosi tra FI e Lega.

Sicuramente competitivo, come hanno dimostrato le elezioni milanesi perse di misura a trazione FI rispetto al temuto sorpasso della Lega anche in ragione di una Lombardia a guida del leghista Maroni.

Non meraviglia che il Presidente della regione non sia disponibile a scelte dirompenti nei confronti dell’uomo di fiducia di Berlusconi, il cui impegno sarà determinante per la riconferma in regione. Ma determinante è che Parisi non è il soldatino di turno pronto a immolarsi ai voleri del capo, ma abbia indicato con fermezza la linea strategica a cui intende attenersi per garantire la rotta al centro del centrodestra, una linea liberal-popolare incardinata sulla famiglia popolare europea marca DC per cambiare l’Europa in corsa e non farla dirottare verso avventure estremiste e dissolutrici del ruolo mondiale, se unito, del vecchio continente.

Una campana a morto per la prospettiva salviniana dell’egemonia leghista sul destra-centro, ma compito difficilissimo anche per Parisi onde evitare, e le condizioni ci sono tutte, che nasca il quarto polo, da noi a destra, come in Spagna con la conseguente paralisi governativa che ne è seguita e ritorno ravvicinato alle urne.

E’ evidente che Salvini si senta alle corde ed avidamente cerchi la scia di un riferimento internazionale forte da far valere come possibile vincente come ha fatto in Europa con la Le Pen. Non gli è parso vero mettersi sulla scia del candidato repubblicano Trump alla Presidenza degli Stati Uniti con un forte tasto comune specie alla fine della Convention: la tutela dei residenti contro gli immigrati e l’erezione di altri muri di contenimento.

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Nulla che faccia intravedere politiche di solidarietà internazionale in grado di consentire alle popolazioni di restare dignitosamente nelle terre di origine. Non sorprende che preso a modello vincente Trump Salvini sia stato tentato di declinare, a modo suo irriverente ed irridente, il sessismo ostentato del miliardario Trump con l’aggravante, per un uomo che aspirerebbe a guidare il Paese democraticamente, di violentare verbalmente la terza carica dello Stato, paragonando l’attuale Presidente Boldrini ad una bambola gonfiabile, a uso e consumo di chi non sa amare e perciò rispettare.

Una dimostrazione freudiana del fatto che l’assenza di validi argomenti politici è alla base del degrado non solo verbale, ma morale e politico.