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Rubrica: FILATELIA


La comparsa della vita

Storia della comparsa e dell’evoluzione della vita sulla Terra
mercoledì 10 aprile 2013 di Odino Grubessi



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La storia della comparsa e dell’evoluzione della vita sulla Terra è davvero entusiasmante. Sarebbe una storia incredibile, se non fosse per la testimonianza delle centinaia di milioni di esemplari fossili conservati nei musei di tutto il mondo, che i paleontologi studiano per seguire lo sviluppo della vita nelle epoche geologiche.

1 – Una storia affascinante

Negli ultimi 4.600 milioni di anni la Terra è cambiata da una sfera fredda e priva di vita alla complessa rete dell’economia globale in cui oggi viviamo. Come una marea lenta e inesorabile, l’iniziale vita unicellulare si è evoluta, non solo adattandosi all’ambiente circostante, ma modificandolo, contribuendo alla crescita dei livelli di ossigeno nell’atmosfera primitiva.

2 – I pionieri del Precambriano

L’origine della vita probabilmente risale a circa 3,8 miliardi di anni fa, forse in pozze vulcaniche calde, o in pozzi idrotermali, sul fondo del mare, da cui sfuggivano bolle di acqua calda.

I primi organismi unicellulari conosciuti sono i procarioti, cellule che non contengono il nucleo, ma il nucloide che contiene il DNA. Sono un esempio i cianobatteri, che contengono clorofilla e producono ossigeno per fotosintesi.

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Fig. 2
Groenlandia, 2007 - I pionieri del Precambriano-

Ancora oggi troviamo le testimonianze di questi microorganismi che nel Neoarcheano costruirono delle strutture sedimentarie, - stromatoliti -costitute da calcari biocostruiti, dovute appunto all’attività dei ciano batteri.

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Fig. 3
Angola, 1970 - Stromatoliti
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Fig. 4
Canada, 1990 - Stromatoliti

Alla fine del Proterozoico, le cellule sviluppano un nucleo – eucarioti – e si evolvono in forme di vita pluricellulare più complesse. Questo processo facilitò lo sviluppo di forme di vita pluricellulari avvenuto nei periodi Ediacarano e Cambriano.

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Fig. 5 - Creature dell’Ediacarano – Australia, 2005
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Fig. 6
Namibia, 2008 - Fossili dell’Ediacarano – Swartpuntia
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Fig. 7
Namibia, 2008 - Fossili dell’Ediacarano - Pteridinium
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Fig. 8
Namibia, 2008 - Fossili dell’Ediacarano - Rangea -

3 – Nasce la vita complessa

Il Paleozoico ebbe inizio con il periodo Cambriano quando esplose la diversità della vita negli oceani. La vita si evolve si adatta sui continenti in continuo movimento, spinta dalla selezione naturale delle forme più adatte alle condizioni ambientali. L’evoluzione di parti dure come le conchiglie ha lasciato una pista chiaramente visibile agli scienziati che studiano le testimonianze fossili.

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Fig. 9
Israele, 2002 - Ammonite e fossile di pesce

I predatori sviluppano metodi più elaborati per inseguire e catturare le prede, come la vista, i denti e le appendici artigliate. Le prede rispondono con strategie di difesa più sofisticate, come placche corazzate, gusci, aculei e tossine. I trilobiti, apparsi per la prima volta negli oceani del cambriano, si evolvono in molti tipi diversi prima di estinguersi nel permiano.

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Fig. 10
Korea, 1997 - Trilobite Ptychopariida - Cambrico
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Fig. 11
Aland, 1996 - Trilobite Asaphus – Ordoviciano
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Fig. 12
Korea, 1997 - Trilobite Redlichia - Cambrico

Pesci corazzati e squali spadroneggiano nei mari del Devoniano, mentre le piante e gli anfibi colonizzano la terra asciutta, aprendo la via ai rettili. I muschi, evolutisi da alghe verdi che vivevano a riva, furono le prime piante a colonizzare le coste deserte.

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Fig. 14
Canada, 1991 - Hylonomus Lyelli – Rettile terrestre del carbonifero
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Fig. 13
Canada, 1991 - Eusthenoptren Foordi - Pesce del Devoniano
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Fig. 15
Canada, 1991 Archaeopteris Halliana – Felce del Devoniano-Carbonifero

In tutto il mondo fitti stati di fossili danno la fine del Permiano a 251 milioni di anni fa, in seguito ad alla più grande catastrofe geologica mai verificatisi sulla terra. Tale catastrofe sarebbe stata causata da uno squilibrio di massa del pianeta ed avrebbe provocato una rotazione di 90° della crosta, della litosfera e del mantello attorno al nucleo e avrebbe determinato lo scambio tra poli ed equatore.

Il Mesozoico rappresenta un nuovo inizio, dopo l’estinzione quasi totale delle forme di vita del Permiano. Ha inizio con il Triassico, un periodo di rinascita e di nuova diffusione della vita. I rettili predominano sulla terraferma, si impossessano dei mari, sotto forma di notosauri e ittiosauri, e dei cieli, come pterosauri. Appaiono le prime barriere coralline, i primi dinosauri e i primi mammiferi veri e propri.

4 - Il regno dei dinosauri

Il Giurassico e il Cretaceo furono periodi di grande evoluzione e diversificazione. Sulla terra prosperano i dinosauri (erbivori e carnivori), dalle dimensioni enormi, mentre i primi mammiferi si affermarono più tardi. I più efficienti rettili marini (ittiosauri, plesiosauri, pliosauri) si svilupparono nei mari tropicali, cacciando pesci, squali, mante e invertebrati.

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Fig. 16
Guinea-Bissau, 2008 - Dinosauri, minerali, vulcano

5 - Compaiono fiori e uccelli

La piante che fioriscono, o angiosperme, compaiono nell’Asia sud-orientale prima del tardo Giurassico e si diffusero entro la fine del Cretaceo, prendendo gradualmente il posto di conifere, cicadacee e felci.

Gli insetti impollinatori e gli uccelli, che si nutrono di nettare, si evolvettero di pari passo con le angiosperme. I dinosauri si evolvono per 200 milioni di anni, ma vengono cancellati dall’impatto di un meteorite gigante che segna la fine del Cretaceo.

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Fig. 17
India, 1997 - Willimsonia Sewardiana – Giurassico–Cretaceo - ricostruzione
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Fig. 18
Germania Orient.,1973 -Pterodactylus Kochi
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Fig. 19
Germania Orient.,1973 - Archeopterix litographica -

Dopo questa estinzione, i mammiferi sfruttarono gli habitat rimasti liberi per diversificarsi. Le foreste tropicali del Paleocene lasciarono il posto alle savane e alle praterie della fine dell’Eocene, dove prosperavano gli erbivori. I predatori, come felini, cani e orsi, fecero presto la loro comparsa. I mammiferi si adattarono anche ai mari, sotto forma di balene. Sono stati la crescita e lo sviluppo delle piante e dell’erba a permettere l’evoluzione degli erbivori delle pianure, dei loro predatori e quindi di Homo, il cacciatore dotato di intelligenza.

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Fig. 20
Madagascar, 1998 - L’impatto del meteorite che causò la scomparsa dei dinosauri.

6 - I primi antenati dell’uomo

L’evoluzione dell’uomo iniziò da primati simili ai lemuri, spinti dall’esigenza di sopravvivere su pianure parzialmente alberate, che si formarono con l’inaridirsi della Terra. L’adattamento portò alla locomozione su due arti, alla postura eretta, alla diminuzione della dimensione di denti e mandibole, alla perdita di pelo corporeo e all’aumento delle dimensioni cerebrali, oltre a modificazioni della struttura cranica. Si svilupparono inoltre il linguaggio e l’uso di strumenti.

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Fig. 21
Guinea–Bissau, 2005 - Homo Neaderthalensis

7 - L’avanzata del genere umano

Differenti gruppi di ominidi lasciarono l’Africa a ondate. Non è chiaro, tuttavia, se l’Homo sapiens si sia evoluto indipendentemente dai diversi gruppi di Homo erectus che partirono dall’Africa un milione di anni fa o se gli uomini moderni si siano evoluti in Africa e da lì siano migrati fuori dal continente 200.000 anni fa. A partire dall’Africa nord-orientale, gli uomini si spostarono a nord, nella Penisola arabica, e da lì in Europa e in Asia, raggiungendo alcune parti dell’Oceania per la prima volta solo 1000 anni fa.

Alcune immagini sono ingrandite per apprezzare meglio i particolari.