INFORMAZIONE
CULTURALE
Febbraio 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4270
Articoli visitati
3762165
Connessi 1341

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
SPETTACOLI E COSTUME
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
17 febbraio 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL
JPEG - 39.7 Kb
Copertina del libro

Istria, tragedia italiana, Antologia di un esodo del ’900, Edizioni ANCDJ 2017

Un nuovo libro sull’esodo degli istriani nel 1947

L’italianità dell’Istria perduta con il trattato di Parigi del 1947
martedì 16 gennaio 2018 di Odino Grubessi

Argomenti: Storia
Argomenti: Recensioni Libri
Argomenti: Italia
Autore del Libro : Nidia Cernecca


Segnala l'articolo ad un amico

Nidia Cernecca ripropone con dovizia di particolari e documentazioni dal vivo, il Calvario suo e della sua famiglia, come quello di tanti Istriani Italiani che, nel secondo dopoguerra, subirono le violenze slave.

Il testo corredato da innumerevoli foto e documenti scorre magnificamente.

I racconti delle persone intervistate sono fonte di grandi emozioni.

JPEG - 44.9 Kb
Nidia Cernecca Schiavone
INCUBI. Nella foto piccola Ivan Matika, uno dei capi delle bande slave.

Riporto un piccolo passo: “Era di statura media-bassa capelli neri e lisci, con la stella rossa sulla bustina militare copricapo. Portava pantaloni alla zuava e stivaloni neri ben lucidati. Aveva l’aria minacciosa e in mano un frustino con il quale giocherellava…. Quell’uomo piccolo e baldanzoso era Ivan Motika, il boia dell’Istria.

Disse con parole forbite (era laureato in legge all’Università di Zagabria) che avevano ucciso il papa. Poi senza farsi troppi scrupoli, minacciò la mamma che avremmo fatto tutte e tre la stessa fine, se fossimo andate e recuperare il corpo…”

Si trattava del padre di Lidia, Giuseppe, lapidato con i sassi sulle doline del Carso. Narrando di suo padre, narra delia tragedia che colpì una intera popolazione inerme.

Sul calvario delle migliaia e migliaia di italiani uccisi in Istria, a Fiume ed in Dalmazia nei modi più barbari dalle bande di Tito, molto è già stato scritto.

Questo libro di Nidia Cernecca si aggiunge ai numerosi già esistenti, ma da tutti si distingue per la freschezza e la spontaneità di chi non scrive per abitudine o per professione.

Nidia, nel suo libro, ha voluto parlare anche di me bambino. La ringrazio di cuore e spero che tutti i lettori si emozionino come mi sono emozionato io.

JPEG - 64.1 Kb
La storia dell’esodo vista da Gigi Vidras

La testimonianza dell’autrice rappresenta una risposta alle faziose pubblicazioni che negano la responsabilità dei comunisti slavi cui devono essere attribuite le persecuzioni.

Milovan Gilas, ideologo di Tito dichiarò: “…. nel 1945 io e Kkardelj fummo mandati da Tito in Istria, a Fiume, a Zara. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo….”

E così fu. Ventimila morti … 350.000 esuli.